La clericalata della settimana, 28: gli europarlamentari di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia contro il diritto all’aborto

Ogni settimana pubblichiamo una cartolina dedicata all’affermazione o all’atto più clericale della settimana compiuto da rappresentanti di istituzioni o di funzioni pubbliche. La redazione è cosciente che il compito di trovare la clericalata che merita il riconoscimento sarà una impresa ardua, visto l’alto numero di candidati, ma si impegna a fornire anche in questo caso un servizio all’altezza delle aspettative dei suoi lettori. Ringraziamo in anticipo chi ci segnalerà eventuali “perle”.

La clericalata della settimana è degli europarlamentari di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che

hanno votato contro la risoluzione del Parlamento europeo per proporre di inserire l’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue.

La risoluzione, che non è vincolante, auspica che sia riconosciuto il diritto all’accesso sicuro e legale all’interruzione di gravidanza, invita il Consiglio europeo a convocare una convenzione per rivedere i trattati in tal senso, contesta la regressione no-choice degli Stati Uniti dopo la sentenza della Corte Suprema. Il testo è stato approvato con 324 sì, 115 no e 38 astenuti. Gli eurodeputati italiani che hanno votato contro sono stati solo quelli di Lega e Fratelli d’Italia, con quelli di Forza Italia che si sono divisi. Tra gli eurodeputati ostili, la leghista Simona Baldassarre parla di «ennesimo tentativo di ingerenza» verso gli Usa e accusa la sinistra di «strumentalizzare la crisi per imporre la propria agenda ideologica»; Vincenzo Sofo (FdI) definisce il voto «indicatore inquietante di quale progetto sociale abbiano in mente le sinistre». Dall’Italia pure il senatore leghista Simone Pillon ha tuonato: «attacca la vita nascente […] compie inoltre una grave ingerenza negli affari interni degli Stati Uniti».

A seguire gli altri episodi raccolti questa settimana.

I senatori Daniela Sbrollini e Riccardo Nencini (Italia Viva), Roberto Rampi (Pd), Maria Saponara (Lega) e la deputata Flora Frate (Azione) hanno partecipato all’incontro del sindacato degli insegnanti di religione cattolica Snadir per festeggiare l’approvazione dell’emendamento al decreto sul Pnrr che ha introdotto una procedura straordinaria di reclutamento per stabilizzare i docenti precari di Irc, dopo un pronunciamento della Corte di giustizia europea. Oltre ai parlamentari già citati, avevano firmato l’emendamento anche Danila De Lucia (M5S), Albert Lanièce (Gruppo per le Autonomie), Luigi Vitali (Forza Italia).

Dopo che la conferenza episcopale dell’Emilia Romagna ha espresso «preoccupazione» per il mancato finanziamento con il PNRR di alcuni progetti di restauro presentati dalle diocesi romagnole, alcuni politici sono scesi in campo chiedendo più soldi per le chiese. I senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini, Antonio Barboni ed Enrico Aimi hanno firmato un’interrogazione al ministro della Cultura Dario Franceschini per chiedere conto della situazione.

Si discute in parlamento il disegno di legge sullo ius scholae per la cittadinanza a studenti di origine straniera. La Lega, contraria al provvedimento, ha presentato numerosi emendamenti con finalità ostruzionistiche. Diversi sono orientati in senso confessionale e clericale: spiccano quelli per introdurre un test scritto sul presepe, l’attestazione della conoscenza di usi e costumi con prova orale sulle sagre tipiche, un colloquio sulle festività regionali e uno scritto sulle ricorrenze del calendario.

Il consiglio comunale di Caltanissetta impone il crocifisso nelle aule istituzionali, con una mozione presentata da Oscar Aiello. Con 10 voti a favore, 6 astenuti e un voto contrario. Aiello proclama: «ho presentato questa mozione in adesione ai valori cristiani su cui ho sempre fondato non solo il mio agire quotidiano ma anche la mia azione politica».

Il sindaco di Lamezia Terme (CZ) Paolo Mascaro ha accolto in municipio il nuovo vescovo Serafino Parisi, nella sala istituzionale intitolata al vescovo Renato Luisi. Presenti anche il procuratore Salvatore Cucio, i sindaci della zona, esponenti delle forze armate e di polizia, i deputati Giuseppe D’Ippolito, Domenico Furgiuele e Silvia Vono, le consigliere regionali Amalia Bruni e Valeria Fedele. Il primo cittadino, dopo l’omelia del prelato, ha detto di essere orgoglioso «di rappresentare i 25 Comuni della Diocesi» (sic!) e, rivolgendosi al vescovo: «noi oggi accogliamo un pastore di anime e consegniamo, a lei, questo vastissimo territorio».

Alla cerimonia di insediamento del nuovo vescovo di Fiesole, Stefano Manetti, presenti anche il presidente regionale Eugenio Giani e diversi consiglieri, nonché alcuni sindaci dell’Unione Comuni Montani del Casentino, con tanto di fascia tricolore.

A Stradella (PV), per l’inaugurazione di un campo sportivo comunale a San Zeno presente anche un prete per la benedizione.

Anche se non ricadono nella settimana appena trascorsa, questi ulteriori episodi meritano di essere menzionati.

Il Ministero della Cultura ha stanziato 250 milioni di euro per il Fondo Edifici di Culto (si tratta di immobili di proprietà pubblica) e altri 240 milioni per chiese non gestite dal pubblico.

A Grado (GO) le autorità partecipano alla tradizionale cerimonia del “Perdòn”, officiata dal vescovo: con una regata in barca si commemora scioglimento del voto alla Madonna, ripetuto ogni anno per commemorare il presunto intervento mariano contro la pestilenza del 1237. Presenti anche il sindaco Claudio Kovatsch, il prefetto di Gorizia Raffaele Ricciardi, l’assessore regionale Alessia Rosolen e i comandanti di Carabinieri, Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Polizia Locale.

La redazione

 

13 commenti

Defendente

Vogliamo non parlare della clericalata che Dolce & Gabbana hanno fatto durante la loro sfilata in Sicilia???

RobertoV

Chissà quanti degli elettori (ma anche deputati) della lega e di Fratelli d’Italia ricorrerebbero all’aborto se necessario, a dimostrazione che una cosa sono i giochi di potere ipocriti, dall’altra la realtà. D’altronde il referendum aveva vinto a larga maggioranza nonostante si millantasse che il paese fosse cattolico ed anche oggi la maggioranza dei cattolici è a favore della scelta, solo lo zoccolo duro ed i clericali sono contrari e Pillon è solo uno dei cattolici peggiori. Ipocrita che ci si lamenti delle ingerenze quando sono i primi a sostenere le ingerenze di paesi stranieri quando a loro conveniente, vedi Vaticano e Russia.
Alle destre italiane bisognerebbe spiegare che la maggioranza del parlamento europeo non è delle sinistre e che la mozione è passata a larga maggioranza anche grazie ai voti di conservatori democratici e popolari.
Il crocifisso non è il simbolo del cristianesimo come vorrebbero nei loro deliri egemonici i clericali e la chiesa cattolica, ma solo il simbolo di potere di parte. Infatti i protestanti non sono contrari alla rimozione perché non è il loro simbolo e gli ortodossi hanno un crocifisso differente. Disonesto quindi cercare di dare una valenza generalista ad un simbolo di parte, simbolo in nome del quale altri cristiani, persone di altre fedi e non credenti sono stati (e sono ancora) discriminati e perseguitati e che è lì a causa di regi decreti del fascismo che hanno rivitalizzato una chiesa cattolica in declino.
Sconcerta e discrimina che dei sindaci rappresentanti di tutti sottomettano al potere cattolico i loro comuni come se ci fosse ancora la religione di stato ed il tutto senza aver mai verificato democraticamente quanti siano i cattolici e che cosa pensino realmente. Un vescovo rappresenta solo la parte di cattolici a lui fedele.
Sarebbe ora di finirla con questi sperperi di denaro pubblico e la pretesa di utilizzare i soldi del PNRR in modo clientelare per cose inutili: questi vanno usati per problemi urgenti quali sanità, scuola, lavoro, povertà, abitazioni, dissesto idrogeologico, energia e non per delle inutili chiese frutto di un’epoca liberticida e di folli sprechi a danno del popolo, a maggior ragione quando ormai solo il 10 % delle persone va regolarmente a messa. All’estero molte chiese vengono vendute o abbattute se la chiesa non riesce più a mantenerle o lo stato non le ritiene più necessarie. Non possiamo condizionare il nostro futuro. Solo una parte è meritevole di essere conservata e per questo ci sono già fondi sufficienti. Il turismo non è fatto di chiese.

dissection

D’altronde, nel paese in cui durante la pandemia si è vietato di andare al cinema e a teatro, ma non di andare a messa, cosa si vuole pretendere?

Diocleziano

«…Chissà quanti degli elettori (ma anche deputati) della lega e di Fratelli d’Italia ricorrerebbero all’aborto se necessario…»

Non escluderei nemmeno qualche prete…

RobertoV

Chissà quanti leghisti (e non solo) non passerebbero l’esame di italianità. Certo che avere una classe politica che riesce a tirare in ballo le sagre ed il presepe ne denota il basso livello. Parlare poi di feste da conoscere quando sono i primi a non riconoscere il 25 aprile, cioè una delle ricorrenze fondanti della repubblica democratica.

Diocleziano

Ma vuoi mettere un cittadino che conosca a menadito tutte le feste e le sagre dedicate alle settantottomila madonne in circolazione invece di un cittadino consapevole dei suoi diritti,
ma soprattutto dei doveri dei politici e di tutti gli amministratori della cosa pubblica?

KM

Le 78000 madonne sono quelle che io smoccolo solo a sentire certe ca….stronate!!!!!!!!!!

iguanarosa

Il test scritto sul presepe è un’uscita da campionato di clericalate. Definirei folcloristici i politici che hanno fatto questa pensata sui folcloristici presepi. Non hanno calcolato che con la mania dei presepi (mai capiti e piaciuti) nelle scuole pubbliche, ne sanno già all’asilo più dei politici leghisti.
Personalmente non credo che la cittadinanza si dovrebbe dare in cambio di 5-6 anni di scuola, a ragazzini neanche adolescenti. Si potrebbe anticipare la richiesta a 16 anni, invece che a 18, per chi ha seguito dalla prima elementare.

Diocleziano

Più che l’aver frequentato la scuola bisognerebbe valutare il tipo di integrazione del singolo
soggetto, perché premiare con la cittadinanza qualcuno che nel tempo libero partecipa
alle bravate di bande minorili non è propriamente intelligente. Si pone però la questione della disparità di trattamento con i coetanei italiani, che la cittadinanza ce l’hanno già.

Diocleziano

«…introdurre un test scritto sul presepe, l’attestazione della conoscenza di usi e costumi
con prova orale sulle sagre tipiche, un colloquio sulle festività regionali e uno scritto
sulle ricorrenze del calendario…»

Immagino l’imbarazzo di un bimbo milanese alle prese con simili argomenti: sulle sagre
tipiche credo che non vada oltre al Gay-Pride o al concertone del 1° maggio, per il calendario
forse penserà a quello del calcio.

KM

Vogliamo parlare delle inquisizioni, i genocidi, i delitti, e tante altre efferatezze perpetrate dalla chiesa in 20 secoli?

enrico

domenica ho partecipato ad una importante manifestazione in qualità di volontario protezione civile.
Ho conosciuto una giovane romena anch’essa volontaria.
Nella vita assiste le persone “malate terminali”. Ho provato a rivolgerle il mio apprezzamento ma lei ha declinato sorridendo , ” non è un lavoro, sono tutti fratelli e sorelle, lo dico da laica non credente”.
“Ma potevi almeno risparmiarti questa faticaccia oggi”, ci sono stati 72 interventi della Croce Rossa per malori…be avrai almeno la cittadinanza…..non credo siano molti gli italiani che si spendono come te per gli altri.

Avrete capito che non l’ aveva.
Mi chiedo forse ingenuamente se non sarebbe impossibile
concepire dei meccanismi per valutare meriti e utilità di queste persone che vivono accanto a noi solo per aiutarci ad essere migliori con il loro esempio.?

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