L’EHF mette in guardia l’ONU sugli ostacoli all’asilo per i non credenti perseguitati

Il 12 Marzo 2019 la Federazione Umanista Europea (EHF, European Humanist Federation) ha preso la parola alle Nazioni Unite e ha esortato il Consiglio per i Diritti Umani ad intraprendere un’iniziativa forte allo scopo di facilitare le procedure di asilo per i non credenti in fuga dalle persecuzioni in tutto il mondo.

Sebbene l’Agenzia per i Rifugiati dell’ONU e l’Unione Europea abbiano emanato linee guida per aiutare i governi a gestire questo problema, in molti paesi, inclusi stati membri dell’UE, la situazione dei richiedenti asilo non credenti è ancora molto precaria, per varie ragioni.

Per cominciare, sebbene entrambe le linee guida chiariscano che le richieste d’asilo basate su motivi religiosi si applicano in pieno alle persone che hanno convinzioni non teistiche o atee, inclusi coloro che abbandonano la religione (apostati), in numerosi paesi (es. Germania, Paesi Bassi o fino a poco tempo fa il Regno Unito) i funzionari governativi non riescono a considerare correttamente e a comprendere le posizioni e le situazioni dei non credenti che chiedono asilo. Molti funzionari non sono consapevoli dei rischi che queste persone (e i loro parenti) fronteggiano nei loro paesi di origine, e diversi casi hanno dimostrato l’inadeguatezza dei questionari amministrativi nel valutare la credibilità dei richiedenti.

Inoltre, laddove le procedure sono state migliorate (come nel Regno Unito), cioè è avvenuto grazie al lavoro di organizzazioni umaniste che hanno fornito formazione ai servizi governativi.

Infine, le minacce che prendono di mira i non credenti nei loro paesi di origine (ad es. Pakistan, Afghanistan, Maldive, Arabia Saudita, Sudan o Bangladesh – si veda l’ultima versione del rapporto sulla Libertà di Pensiero di Humanists International) non cessano quando i non credenti finalmente raggiungono gli stati europei. Troppo spesso le minacce persistono nei centri di arrivo, e provengono da migranti credenti. Anche in Europa, i richiedenti asilo atei e umanisti rimangono privi della libertà di esprimere in sicurezza i propri punti di vista. Questo è il motivo per cui ONG come Atheist Refugee Relief in Germania raccomanda alle autorità pubbliche di prevedere alloggi separati per i non credenti.

Segue il testo completo della dichiarazione.

 

 

Consiglio dei Diritti Umani, 40ma sessione
Punto 4 del dibattito generale
Ginevra
Dichiarazione orale
Federazione Umanista Europea

 

 

Grazie Signor Presidente.

La Federazione Umanista Europea intende portare all’attenzione del Consiglio un problema che spesso viene trascurato al livello politico, sebbene affligga un vasto numero di persone nel mondo.

Molti sono costretti a lasciare i loro paesi e le loro comunità dopo aver subito persecuzioni a causa delle loro convinzioni e delle credenze religiose che hanno o che non hanno: queste persone sono atei, agnostici, razionalisti, umanisti, non credenti e liberi pensatori.

Religioni e credenze sono uno dei cinque fondamenti in base ai quali si può chiedere asilo o protezione internazionale. Sia l’Agenzia ONU per i Rifugiati1 che l’Unione Europea2 hanno chiarito nelle loro linee guida sulle richieste d’asilo che il concetto di religione deve includere le convinzioni non teistiche e atee.

D’altra parte, nella pratica, le richieste d’asilo basate sulla conversione all’ateismo e la rinuncia alla religione non sono ben comprese dai funzionari governativi in Europa. Questo spesso conduce al rifiuto dell’asilo, che mette in pericolo la vita di non credenti.

Eccetto in quei paesi dove una formazione specifica è stata fornita da organizzazioni umaniste, come nel Regno Unito, le procedure di valutazione non riescono a comprendere la posizione e la situazione di non credenti che richiedono asilo in Europa.

Questionari amministrativi inadeguati e la pressione da parte degli altri ospiti credenti nei centri di arrivo sono ostacoli diffusi che devono essere affrontati urgentemente ed efficientemente.

Pertanto esortiamo il consiglio a rafforzare le linee guida ONU esistenti e migliorare l’implementazione delle procedure di asilo sulla base delle convinzioni personali, in Europa e non solo. Queste linee guida devono includere la necessità di formare i funzionari governativi quando si tratta di “valutare” l’ateismo e la non credenza, ma anche provvedere ad una protezione efficace dei richiedenti asilo nei centri di arrivo.

Grazie Signor Presidente.

 

 

1. GUIDELINES ON INTERNATIONAL PROTECTION: Religion-Based Refugee Claims under Article 1A(2) of the 1951 Convention and/or the 1967 Protocol relating to the Status of Refugees, 2004.

2. DIRECTIVE 2011/95/EU OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL of 13 December 2011 on standards for the qualification of third-country nationals or stateless persons as beneficiaries of international protection, for a uniform status for refugees or for persons eligible for subsidiary protection, and for the content of the protection granted, article 10.

 

Traduzione dell’articolo EHF Warns U.N. about Obstacles to Asylum for Persecuted Non-Believers, pubblicato in data 14 marzo 2019 sul sito della European Humanist Federation.

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3 commenti

Frank

“..le minacce che prendono di mira i non credenti nei loro paesi di origine …. non cessano quando i non credenti finalmente raggiungono gli stati europei. Troppo spesso le minacce persistono nei centri di arrivo, e provengono da migranti credenti.”

Sembra una barzelletta ma purtroppo è vero, questo dovrebbe far riflettere alcuni sulle persone che stiamo facendo entrare in modo indiscriminato, persone che si definiscono profughi ma per alcuni di essi il termine più corretto sarebbe latitante, ma in realtà la colpa è mia che sono rassista, fassista e xenomorfo.

Gérard

Buona fortuna ! Metà dei paesi che sono membri del Consiglio dell’ Onu per i diritti dell’uomo ha non rispettono i diritti umani .

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