Si è svolta giovedì l’udienza al Tribunale Amministrativo Regionale di Venezia in merito al ricorso presentato da S.L., socia UAAR, contro il ministero dell’Istruzione. Il ricorso è stato presentato nel 2002 in merito all’esposizione di crocifissi nelle aule dell’istituto Vittorino da Feltre di Abano, frequentate dai suoi figli. L’avvocato difensore di S.L., Luigi Ficarra, ha rammentato il pronunciamento dello stesso TAR, emanato lo scorso anno: «Diversamente da quanto avviene per l’insegnamento della religione, che i genitori e gli studenti possono liberamente scegliere, la presenza del crocifisso viene obbligatoriamente imposta attribuendo una posizione di privilegio alla religione cristiana rispetto alle altre confessioni». Come noto, il TAR rimise la questione alla Corte costituzionale. Quest’ultima, accertata la natura meramente regolamentare delle disposizioni (risalenti al ventennio fascista) che autorizzano l’esposizione del crocifisso, ha nuovamente rinviato per competenza la questione al TAR.
Lingue disponibili
Articoli recenti
- Immobiliare santità
- Buone novelle laiche
- La clericalata della settimana, 1: i sindaci dell’ANCI in udienza da papa Leone XIV
- Il martire Maga e il troll assassino
- Impegno per un mondo migliore, anche nel 2026. Gli auguri del segretario Uaar
- Le peggiori clericalate del 2025: la Bibbia di Valditara, il lutto nazionale per il papa, la festa di san Francesco
