Il primo tentativo è stato fatto con l’invito a non andare a votare: sapendo di aver partita persa, anziché dare indicazione per il no hanno voluto approfittare dell’astensionismo fisiologico. Ma evidentemente non era sufficiente. Secondo trucco: fissare la data delle consultazioni il più tardi possibile, quasi in estate. Ma, forse, nemmeno questo bastava ancora. Il terzo trucco è ancora più spudorato: il ministero dell’Interno Pisanu ha dichiarato oggi che “Si terrà conto anche degli italiani all’estero con diritto di voto, per il calcolo del quorum al referendum sulla procreazione assistita”. La paura di perdere fa veramente novanta.
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