Il papa, nel corso del suo primo discorso a Colonia, si è espressamente rivolto ai non credenti, esortandoli “a dare a Dio la possibilità di parlarvi”. Nessun ateo, se Dio gli parlasse, lo respingerebbe: è evidente quindi che ciò non accade. Ma sorvolondo sulla metafora, invero molto teologica, utilizzata da Benedetto XVI, la formulazione dell’invito rende palese un dato di fatto: gli atei, e specialmente i giovani atei, iniziano a essere così numerosi da meritarsi la considerazione papale. Anche se è finalizzata alla loro conversione.
Lingue disponibili
Articoli recenti
- La clericalata della settimana, 35: il Comune di Grezzana (VR) organizza messa e benedizione per la nuova scuola
- No alla gita scolastica devozionale da sant’Agata
- Buone novelle laiche
- Premio Brian: il premio collaterale dell’Uaar all’83esima Mostra del Cinema di Venezia
- Il Tar dà ragione all’Uaar, censurata a Pordenone
- La clericalata della settimana, 34: la Presidenza della Repubblica conferisce l’Ordine al Merito a un prete
