Il papa, nel corso del suo primo discorso a Colonia, si è espressamente rivolto ai non credenti, esortandoli “a dare a Dio la possibilità di parlarvi”. Nessun ateo, se Dio gli parlasse, lo respingerebbe: è evidente quindi che ciò non accade. Ma sorvolondo sulla metafora, invero molto teologica, utilizzata da Benedetto XVI, la formulazione dell’invito rende palese un dato di fatto: gli atei, e specialmente i giovani atei, iniziano a essere così numerosi da meritarsi la considerazione papale. Anche se è finalizzata alla loro conversione.
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