Il papa, nel corso del suo primo discorso a Colonia, si è espressamente rivolto ai non credenti, esortandoli “a dare a Dio la possibilità di parlarvi”. Nessun ateo, se Dio gli parlasse, lo respingerebbe: è evidente quindi che ciò non accade. Ma sorvolondo sulla metafora, invero molto teologica, utilizzata da Benedetto XVI, la formulazione dell’invito rende palese un dato di fatto: gli atei, e specialmente i giovani atei, iniziano a essere così numerosi da meritarsi la considerazione papale. Anche se è finalizzata alla loro conversione.
Lingue disponibili
Articoli recenti
- La clericalata della settimana, 32: i consiglieri comunali di Futuro Nazionale di Pescara vogliono imporre il crocifisso a scuola
- Il denaro della fede e il conto dello Stato
- La legge del “non nato” di Ayuso: perché minaccia i diritti riproduttivi e rischia lo scontro con la Costituzione
- La clericalata della settimana, 31: il sindaco di San Benedetto Po (MN) ha presenziato con fascia tricolore alla messa per san Simeone
- Cavoli e cicogne
- Buone novelle laiche
