Foto choc del feto di Jennifer

Una foto a colori di Hevan, vestito con un completino bianco e il titolo «Ecco il volto dell’angioletto»: è l’immagine pubblicata in prima pagina dal «Gazzettino» del bimbo che Jennifer Zacconi – la ragazza di Olmo di Martellago (Venezia) uccisa una settimana fa e per cui è accusato di omicidio volontario il suo ex, reo confesso – avrebbe messo al mondo tra una decina di giorni. L’immagine – secondo quanto riferito dal quotidiano – è stata messa a disposizione dalla famiglia di Jennifer e raffigura il nascituro, che era stato tolto dal grembo materno, preparato per i funerali di stamane, quando è stato sepolto accanto a Jennifer nella stessa bara. La foto è accompagnata da un intervento del vicedirettore Vittorio Pierobon in cui si spiegano le ragioni della pubblicazione: «ai nostri lettori – è detto tra l’altro – mostriamo questa foto – su richiesta e con l’esplicita autorizzazione dei genitori di Jennifer – con il massimo rispetto per la sensibilità di tutti e dopo un’attenta riflessione». «Noi, sul Gazzettino – è detto ancora – abbiamo sempre cercato di non eccedere in dettagli truculenti, ed evitiamo di sbattere in prima pagina situazione choccanti. Questa regola vale anche nel caso di Hevan. La foto è bella: un neonato, vestito con il completino nuovo, che dorme». […] Il cdr del Gazzettino si dissocia dal direttore Bacialli e parla in un durissimo comunicato di «bassa speculazione sul dolore umano, altro che diritto di cronaca». Bacciali si difende: «È stato un inno alla vita». Sulla vicenda intervengono i politici, come il sindaco di Olmo di Martellago Giovanni Brunello che pur dicendosi scioccato rispetta la decisione dei genitori. Contro la scelta del Gazzettino si scagliano anche le «istituzioni» di categoria. «Non ricordo altri episodi del genere. Mi sembra un’atto ignobile pubblicare la foto di un bimbo morto, estratto dal cadavere della madre, vestito e sbattuto in prima pagina», è il commento di Maurizio Paglialunga, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto. «Una scelta orribile», gli fa eco Vittorio Roidi, segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti.
Fonte: Corriere.it

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