Case popolari anche alle coppie gay

L’unica cosa certa è che servirebbero 5000 nuovi appartamenti solo nella provincia di Torino da destinare alle fasce deboli. Per il momento non si costruiranno, però nella lista d’attesa le famiglie con prole dovranno fare posto alle coppie omosessuali. È l’ultima trovata della giunta Bresso, sempre più lanciata a fare concorrenza a sinistra a José Luis Rodriguez Zapatero, il primo ministro spagnolo famoso, fra le altre cose, per avere legalizzato i matrimoni fra gay. La giunta Bresso ha annunciato, a suon di fanfare, la volontà di presentare un disegno di legge «anti-discriminazione» che permetta agli omosessuali di accedere alla graduatoria Atc, l’agenzia territoriale per la casa. Con questo disegno di legge la giunta regionale intende garantire «l’accesso alla casa ai conviventi di fatto». Una frase che è il cavallo di Troia per le case ai gay. Solo che la legge attualmente in vigore, la 46 del ‘95, non esclude per niente questa possibilità, permettendo l’accesso anche alle persone «non legate da vincoli di parentela o affinità» che autocertifichino la convivenza da almeno due anni. «L’unico modo di permettere agli omosessuali di avere una casa popolare è stabilire una quota gay» spiega Giuseppina Vigliotti dell’Atc di Torino. «Perché senza avere figli è impossibile salire in graduatoria». […]
L’articolo completo è disponibile sul sito del Giornale

Archiviato in: Generale

Tags: