“Avvenire” attacca il laicismo

L’aspetto problematico del laicismo è quello che non intende permettere a noi cattolici di riflettere pubblicamente su certi limiti. Intende impedire che in politica qualcuno faccia appello alla sua fede, che adotti ragioni religiose per le sue posizioni, e spesso, addirittura, che si impegni a favore di proposte di legge che corrispondono o sono derivate da una convinzione di fede. Nella maggior parte dei casi il laicismo ha addirittura creato dei tabù che non permette di scuotere, fra cui l’aborto, l’omosessualità, i contenuti religiosi nelle scuole statali, ecc. Tutto ciò è essenzialmente comico, perché in questo modo il laicismo fa della neutralità religiosa dello Stato moderno per così dire una vera e propria religione, trascurando il fatto che anche l’ateismo – a sua volta una posizione religiosa – contraddice la neutralità religiosa dello Stato. Lo Stato moderno deve stare molto attento a non trasformare il laicismo in una nuova religione di Stato, come avviene spesso nei tempi recenti. Voler escludere i motivi e i contenuti religiosi dalla politica è semplicemente l’immagine speculare inversa di quella che il laicista intende combattere, e cioè l’annunciazione di una religione di Stato. L’abbiamo vissuto con grande chiarezza nei Paesi comunisti. Ma a questo riguardo dovremmo forse avere più frequentemente in mente un pensiero centrale di Tommaso d’Aquino: con gli eretici combattiamo sulla base del Nuovo Testamento, con gli ebrei sulla base dell’Antico Testamento, con i miscredenti invece con gli argomenti della ragione accessibili a tutti. Troppo facilmente dimentichiamo che nelle questioni politiche, frequentemente al centro dell’attenzione nelle società pluraliste come le nostre, le argomentazioni razionali e religiosamente neutre non solo sono appropriate, ma possono addirittura essere decisive. Fra questi argomenti razionali vi è anche quello decisivo che quasi tutti i valori riportati nelle costituzioni degli stati europei sono di origine cristiana, che senza il cristianesimo non sarebbero mai emersi, e addirittura che senza il cristianesimo non sarebbero nemmeno giustificabili e cadrebbero presto nel dimenticatoio se il carattere cristiano della nostra cultura, sempre presente a livello subliminale, scomparisse. […] In questo senso già la ragione contraddice il laicismo radicale. Il laicismo contraddice anche la natura della democrazia correttamente interpretata. […] In realtà i laici vanno compatiti. Essi combattono una battaglia che poteva avere una certa fondatezza nel diciannovesimo e agli inizi d el ventesimo secolo, ma che oggi appare curiosamente antiquata. Inoltre rappresentano opinioni che mettono in dubbio le fondamenta di quello che essi stessi considerano il proprio ideale: la democrazia. Alcuni possono essere mossi da una vera avversione contro la Chiesa, la religione e la fede cristiana, mentre altri, fra cui anche professori universitari, sono semplicemente ingenui. Spesso fanno della scienza un’ideologia, non rendendosi conto di quanto travisino lo «spirito» della scienza. Perché l’essenza della scienza prevede che ognuno dei suoi risultati possa essere messo in discussione e sostituito da altri risultati – ovviamente in una maniera conforme alle scienze – per cui la scienza non potrà mai essere il leitmotiv di un progetto di vita riuscito. Non ultimo, i laici hanno una concezione artificialmente ristretta della ragione. Perché anche noi cristiani difendiamo la ragione, ma la teniamo appunto aperta alle idee che, come si suol dire, la «trascendono».
L’articolo di Nikolaus Lobkowicz è stato pubblicato sul sito di Avvenire

7 commenti

Filippo Proietti

Molto interessante l’articolo di Lobkowicz: attacca il laicismo (intendendo la neutralità a livello religioso dello stato) senza però avere il coraggio di arrivare alla fine delle sue premesse. Se lo stato non ha più la necessità di essere laicista allora significa che la componente religiosa (quasi sempre è quella cattolica) debba avere la sua “presenza” istituzionale avallando una sorta di stato confessionale mascherato. Il tutto funziona per Lobkowicz fino a che la Chiesa Cattolica governa il meccanismo. Ma non so per quale strano fenomeno logico lui esclude evidentemente a priori che un’altra “fazione” (ad esempio i mussulmani) scalzi la prima innescando così la “solita” spirale di violenze base di tante guerre di religione.
Ci si dimentica banalmente che la politica deve rispondere delle esiggenze di *tutti* i suoi cittadini (a prescindere dalle proprie convinzioni religiose) e per fare questo l’unica strada è uno stato laicamente forte.
Inoltre è paradossale che si levi una richiesta di dialogo (“il laicismo ha addirittura creato dei tabù che non permette di scuotere”) da parte di chi possiede esplicitamente la verità (non negoziabile). Di cosa si vorrebbe discutere? Resta un mistero logico.
Evidentemnete poi l’autore dell’articolo deve avere delle idee molto confuse anche sulla laicità quando vorrebbe far passare come ateo o addirittura comunista uno stato laico (deve aver appreso che evocare il bolscevismo rende molto a livello mass-mediatico).
L’unica parte condivisibile è quella in cui evoca il dialogo razionale (e per cui si contraddice ).
Quanto riguarda la scienza poi ha ragione in cui afferma che non vi è nulla di definitivo tralasciando di dire che fino a quando un risultato si dimostra essere “migliore” di un altro ci si tiene quello vecchio (ovvero dovrebbe dimostrare che uno stato semi-confessionale come quello che ipotizza sia “migliore” di uno stato laico).
In sintesi un articolo che presenta numerossisimi buchi logichi e che alla fine non dice nulla di concreto e argomenta in modo assolutamente ideologico e dogmatico.

Gio

Lobkowicz…. e questo da dove salta fuori? Ha fatto le elementari? Dalle frottole senza fondamento che racconta, parrebbe proprio di no…

Matteo Piraccini (Cesena)

L’aspetto problematico del cattolicesimo è che non intende permettere a noi nati liberi nulla che non sia dettato dalle menti contorte di una gerarchia piramidale di invasati di Non-dio, di pervertiti della finta castità, di ominidi che parlano di ragione sragionando.
Il cristianesimo, e con esso il cattolicesimo, è morto secoli fa quando è diventato anch’esso Forma di Potere, Oppressione del Diverso, Religione di Massa. E ora, più cadavere che mai, vampiro pallido, creatura notturna cui nuoce la Luce, fa volare i Vangeli su Internet, dentro il seno marcio della globalizzazione, questa bestia affamata e divoratrice di senso superstite, questo immenso 666 della virtualità, perchè i tempi sono cambiati e si è aggiunto un fronte nella battaglia per il Potere Materiale Assoluto.
I cattolici, come del resto tutto il padronato politico-religioso odierno diffuso sul pianeta, difendono soltanto il loro interesse, la loro popolarità, i loro privilegi, “il loro lurido potere politico”, per dirla con Michele Serra. Dovrebbero essere talmente presi dalla nozione di spirito, di infinito, di Al di là, da non voler neppure entrare in contatto con una realtà così schifosa come quella che invade oggi tutto l’Esistente.
E invece, che diamine! Tutti fuori a salvare il mondo! Anche a costo di tramutare una religione nata per pochi eletti in una vera e propria scoria escrementizia gigantesca, planetaria, debordante, autosufficiente…
Tipaccio

IVAN

La politica è scienza.La politica è esercizio razionale.Chi non ha scienza nè ragioni razionali,è costretto ad usare la fede.Ogni fede,per questo scopo,vale l’altra.Quello che rende decisivo,alla fine,è la forza,l’imposizione.Da qui,tutte le moderne crociate.L’ateismo di stato,una religione “comunista”?E’ un bene che i preti di tutte le confessioni credino questo:non hanno capito nulla nè capiranno mai nulla dalla storia!Il comunismo è il superamento storico,concreto, della condizione materiale che rende necessaria la religione.Per il comunista,l’ateismo è un limite che deve essere superato.L’ateo ha ancora un problema religioso,il comunista lo risolve politicamente e per sempre.Non si può più tornare in dietro.
Un saluto internazionalista.

stefano

Definire ingenuo chi si affida alla ragione e non alla superstizione religiosa mi sembra quanto meno ridicolo…!!!

Enr

Rassicuriamo il signor Lobkowicz, tra qualche decennio ci penseranno i mussulmani ad arricchire di religiosità la politica e la legislazione italiana!
Quanto agli ex paesi comunisti…perchè non guardare anche alla bella riuscita delle teocrazie orientali tra teste mozzate ed adolescenti impiccati “dio tace” ancora una volta!

Eliana Vianello

Il solito vecchio trucco di presentare l’ateismo, o il laicismo, come una forma di religione. Bollare, nell’ambito del pensiero dominante, tali concezioni come intrinsecamente contraddittorie, come irrazionali e fideistiche, ha il subdolo obbiettivo di indurre chi le nutre a restarsene nell’ombra e nell’isolamento, nel timore di sentirsi accusato di ciò che maggiormente aborrisce. Io non ci casco.

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