Discorso del papa: il commento di Gad Lerner

E’ un papa tragico quello che dalla sua Baviera ci sorprende con un’omelia acuminata. Un intellettuale europeo pessimista che rivolge il suo sguardo all’islam, all’Asia e all’Africa: quasi prefigurando un nuovo “asse globale del sacro” nel nome del timore di Dio, contrapposto alla globalizzazione cinica, materialista e utilitarista di matrice occidentale. A leggere tra le righe la meditazione sconsolata di Benedetto XVI, pare addirittura che il fanatismo religioso vada riconosciuto come reazione speculare alla caduta dei nostri codici morali, alla corruzione dei nostri costumi […] La descrizione apocalittica di un occidente laico che calpesta la vita nascente e sprofonda nelle sabbie mobili del libertinaggio appare ingenerosa nei confronti della nostra società, e non aiuta certo a frenare il cinismo che effettivamente la corrode. Bisognerebbe semmai denunciare, non certo assecondare, la falsa rappresentazione del nostro modo di vivere e della nostra libertà su cui insiste la predicazione dei capi integralisti. […] Descrivendo i nostri nemici come uomini di fede spaventati da un occidente che “oscura Dio”, Benedetto XVI si cimenta in un’analisi suggestiva. Ma rischia di dare ai fanatici un regalo che non si meritano. Il dialogo tra le fedi può dare un contributo decisivo alla pace nel mondo, ma non sarà la sacra alleanza delle comunità religiose a preservare le nostre libertà.

Il testo integrale dell’articolo di Gad Lerner è stato pubblicato oggi su Repubblica