Aggressori e provocatori

Dopo la gaffe del papa (minuscola intenzionale, dato che non ne riconosco l’autorità) a Ratisbona si è scatenato un putiferio ben più grande di quanto possa sembrare. A vedere i telegiornali, sembra che le cose stiano così: il papa ha detto una cosa giusta, i musulmani l’hanno presa male, il papa si è scusato per quello che ha detto, i musulmani si sono arrabbiati ancora di più perché non gli basta. Le cose non stanno proprio così. Non entro nel merito del discorso del papa, perché ai fini di quello che sto scrivendo è piuttosto irrilevante. Voglio però far notare qualcosa di cui a quanto pare si è accorto soltanto il Language Log con questo articolo (commenti), in cui si scrive che in effetti il papa non ha chiesto scusa per quello che ha detto, ma si dice dispiaciuto per come l’hanno presa i fondamentalisti islamici. La cosa è piuttosto diversa, è un po’ come dire: problemi vostri se avete capito male. Anche dire che quella frase incriminata era una citazione non può essere considerata una scusa: è come se io prendessi a parolacce una persona e poi le dicessi che stavo recitando il testo di una canzone. Sarà pure vero, ma quello mi mena… Lo so cosa sta pensando una parte dei miei lettori. “Ma il papa non doveva scusarsi, ha il diritto di dire quello che vuole”. Mi dispiace, ma no, non ce l’ha. Non più di me. Anche io ho il diritto a dire quello che voglio (si chiama libertà di espressione o di parola, free speech in inglese), ma se sparlo di qualcuno, cioè se lo diffamo, posso essere querelato per… indovinate? Diffamazione. Forse il papa non ha diffamato nessuno, ma di sicuro è un pessimo statista. Attenzione: non sto sparlando di nessuno (”pessimo statista” non è un insulto), sto esercitando la mia libertà di opinione: secondo me il papa è un pessimo statista. […]

Il testo integrale dell’articolo Daniele Nicolucci è stato pubblicato sul blog Flusso di coscienza

Un commento

Pat

sai che novità! chiunque ricopra un posto di potere, da che il mondo gira, si è sempre sentito in diritto ed in dovere di giudicare, dall’alto della propria presunta onniscenza tutti coloro che ritiene inferiori, senza per altro sentirsi in colpa. E non è certo una novità che il papa si senta superiore a chiunque altro, pertanto ha la presunzione di poter offendere, senza sentire il bisogno di scusarsi, anzi pretende che delle false scuse risultino ben accette. Ma, mi domando, prima di predicare il vangelo, lo avete letto, vostra santità?

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