“Daremo Maria ma solo alla Chiesa”

«Non abbiamo mai chiesto un intervento ufficiale della Chiesa, lo faremo nelle prossime ore – dice Alessandro Giusto tra un´intervista e l´altra alle televisioni russe e tedesche – siamo pronti a consegnare la bambina alla Chiesa Cattolica, anche domani e senza alcuna condizione». I coniugi di Cogoleto hanno delegato alcuni parroci, perché intercedano presso la Diocesi di Savona: «Chiediamo che il vescovo Domenico Calcagno ci aiuti a trovare una soluzione», aggiunge Chiara Bornacin. Un compromesso. «A questo punto non sappiamo cosa dire, cosa fare – confessa la donna, dopo 13 giorni di “clandestinità” di Maria e delle due “nonne” – si può tentare una soluzione di affidare la piccola alla Chiesa, per poi programmare un ritorno da noi. Della Chiesa ci fidiamo, tutti voi ormai sapete da dove proveniamo, quali sono state le nostre esperienze». I due giovani sono capi scout, frequentano l´oratorio della parrocchia Santa Maria, sempre vicini a Don Danilo e alle sue iniziative. Legati a doppia mandata alla fede anche le “nonne”, Maria Elena Dagnino (vedova Bornacin) e Anna Maria (Marietta) Bordi, mamma di Alessandro. Don Danilo ha già lanciato il suo appello durante la fiaccolata dell´altro ieri sera: «Ho chiesto al vescovo di darci una mano, ma al momento non ci risulta alcun intervento. Vedremo nelle prossime ore». Per il diritto canonico la competenza giuridica è del vescovo di Savona: Cogoleto pur essendo in provincia di Genova, ricade in questa diocesi. Monsignor Calcagno ha scritto al Ministro degli Esteri, Massimo D´Alema, e al Segretario di Stato della Santa Sede, Tarcisio Bertone. Ufficialmente non avrebbe ricevuto risposta. In attesa di un possibile intervento del Vaticano, parla l´Arcivescovo di Genova, che come metropolita ha il compito di coordinamento. Monsignor Angelo Bagnasco ripete che “la Chiesa non si può tirare indietro”. «L´affidamento della bambina alla Chiesa è una cosa possibile, è un´opera di mediazione che può andare a lieto fine – afferma – ma la Chiesa oltre a considerare il bene supremo della persona, deve valutare altri aspetti, senza arrivare alla rottura». Già, la battuta di arresto che si è avuta con l´intervento del sottosegretario al Ministero della Giustizia, Daniela Melchiorre. «Tendenzialmente avevamo fiducia nello Stato italiano, ma abbiamo visto che il sottosegretario si è limitato a fare da portavoce delle richieste dell´ambasciatore bielorusso», ripete Chiara. Ieri Aleksei Skripko ha lasciato Genova, ha fatto ritorno a Roma: «Se non avremo subito la bambina, adotteremo misure sul piano bilaterale e internazionale. La Bielorussia esige una sollecita e completa investigazione di tutte le circostanze del sequestro e la punizione di tutte le persone responsabili del rapimento e del favoreggiamento». […]

Il testo integrale dell’articolo di Giuseppe Filetto è stato pubblicato sul sito dell’Espresso

4 commenti

Angel

Considerando che la Chiesa nasconde i preti pedofili… io mi fiderei poco! :ghigno:

Ma non sarebbe così facile mandare al diavolo delle leggi ingiuste? Bah.. che situazione assurda.

Francesco M.Palmieri

La sorte di Maria, ovviamente, sta a cuore a tutti, ma siccome non viviamo più nel medioevo, penso che di modi per ottenere garanzie circa il suo futuro ce ne sarebbero stati e ce ne sono più di uno. Me per come si sono messe le cose, pare che della sorte di Maria non freghi niente a nessuno. Ma ci rendiamo conto che ci sono fortissime probabilità che si arrivi ad un distacco “manu militari” della piccola dall’Italia e dalle persone con le quali pare si sia trovata bene, e con quali traumi!!!
Mi dispiace VERAMENTE doverlo dire ma i coniugi che l’hanno sequestrata (perchè di questo si tratta) mi sembrano, più che altro, intransigenti talebani ai quali bisognerebbe pensarci due volte prima di affidar loro altri bambini

Emilio Gargiulo

Ci sono tanti preti pedofili che aspettano ansimando….

homo interrogans

Se vivessimo in uno Stato vero, di diritto e di interesse, sia pur parziale, per le sorti dell’uomo, questa vicenda non sarebbe nei colori sgargianti di facile sensazionalismo dei media.
I politici non sbriciolerebbero parole sputacchiandosi insulsaggini a vicenda con la consapevolezza di restare impuniti.
Quanto discutono del discorso papalino che ha (consapevolmente?) urtato i fremiti musulmani?
Quanto gareggiano a gettare fango con uno slancio degno delle più abissali tragicommedie?
UNo Stato degno di questo nome avrebbe già la situazone in pugno.
Da un lato, c’è una denuncia di maltrattamenti nell’orfanotrofio da parte della coppia affidataria (tra l’altro, si ricordi, termine e situazione ben diversi da “genitori adottivi”).
Dall’altra c’è un rapimento della bambina da parte di questi presunti genitori pieni di Amore.
Personalmente non so e non posso ipotizzare dov’è la verità.
So che lo Stato, di fronte a un caso così delicato in cui sono messi in discussione sia i diritti dell’infanzia, sia i rapporti con un’altra nazione, avrebbe già dovuto prendere in mano la situazione.
Arrestare questi presunti salvatori per sequestro di persona.
Tutelare la bambina in attesa di concreti accertamenti sulla reale situazione della bambina in Bielorussia.
A costo di inasprire il conflitto diplomatico.
Ma lo stato è piccolo e arroccato nella sua bava di potere.
Il garante di questo buio avvenimento diventa la Chiesa.
Che sia vera la versione dei rapitori affidatari o quella dell’orfanotrofio, sono rammaricato per il vivere di questa bambina.
Complimenti ai rappresentanti fumosi dello Stato.
E ai nostri silenzi che scaldano le loro poltrone.
Dogmatiche e e lontane come quelle dei ministri del culto religioso.
Amen.

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