Indonesia, politici italiani contro fucilazione cattolici

Ci saranno le forze dell’intero arco parlamentare lunedì sera davanti all’ambasciata indonesiana a Roma. Ha infatti ricevuto un’accoglienza bipartisan la proposta del leader Udc, Pierferdinando Casini, di svolgere una fiaccolata per protestare contro l’esecuzione dei tre cattolici a Giakarta. La proposta, lanciata in un’intervista ad un quotidiano della Capitale, ha ricevuto l’adesione prima dal centrodestra e poi, via via, dal sindaco di Roma Walter Veltroni e dalle forze del centrosinistra. Casini, nell’intervista, giudica «paradossale» che nei giorni scorsi da una parte si sono visti «i fanatici dell’Islam in piazza a protestare contro il Papa per frasi che non ha mai detto e per pensieri che non ha mai avuto», e dall’altra, dinanzi ai tre crisiani indonesiani giustiziati «non si è visto nessuno che si è indignato, nessuno che si è sollevato». E questo si aggiunge al fatto che «la classe dirigente italiana ha lasciato solo Benedetto XVI» dinanzi agli attacchi strumentali subiti dal mondo islamico. Non si tratta di avere anche in Occidente gli atteggiamenti estremistici che si registrano nel mondo musulmano, spiega l’ex presidente della Camera, ma «di aprire un grande dibattito tra di noi. Infatti il problema è che una parte dell’Occidente ed anche del mondo cattolico interpreta il dialogo come un cedimento alle ragioni altrui». Di qui la proposta della fiaccolata davanti all’ambasciata indonesiana lunedì pomeriggio. «Credo che anche parecchi non credenti abbiano capito che bisogna difendere le nostre radici, la nostra identità, la nostra storia». Il tema dell’identità e delle radici cristiane dell’ Occidente, è stato ripreso e sviluppato dall’ex presidente del Senato Marcello Pera, al convegno di «Magna Charta» a Norcia. Secondo Pera «non perdere lo scontro» con coloro che hanno «eretto a bersaglio» la tradizione cristiana è la ragione «più urgente» affinchè questa stessa tradizione «torni a giocare un ruolo» nella vita pubblica. «Noi siamo figli del cristianesimo – ha insistito – se lo respingiamo, non siamo più figli di nessuno». […]

Fonte: la Gazzetta del Mezzogiorno

4 commenti

archibald.tuttle

«Noi siamo figli del cristianesimo – ha insistito – se lo respingiamo, non siamo più figli di nessuno»

aridaje col complesso di superiorita di pera…

Francesco Draghi

Quando in Indonesia si fucilavano i comunisti tutti zitti questi ipocriti campioni dell’umanità!

Emilio Gargiulo

Le radici lasciamole agli alberi ed ai vegetali. Gli esseri umani, in quanto animali, è meglio che si occupino di intelligenza.
Lasciamo le radici alla Pera cresciuta sull’albero della stupidità.

Daniele Gallesio

E’ evidente che Pierferdinando Casini strumentalizza l’occasione per fare un po’ di propaganda del tipo “ma quanto miti siamo noi e ci dicono di tacere, ma quanto violenti sono loro e nessuno osa criticarli”, tant’è che si è dimenticato di sottolineare che quei cristiani non sono stati fucilati in quanto cristiani, ma in quanto ritenuti comandanti dell’assalto a una scuola islamica in cui persero la vita degli studenti.

Ciò premesso, ritengo che chi è contrario alla pena di morte dovrebbe esserlo anche in questo caso. Se si manifesta contro l’esecuzione di un pluriomicida statunitense, perché non si dovrebbe manifestare contro l’esecuzione di un pluriomicida indonesiano?
Solo per far dispetto a Casini.

Se fossero stati condannati a morte “in quanto cristiani”, riterrei che l’UAAR dovrebbe partecipare come associazione alla manifestazione in nome della libertà religiosa.

Visto che sono condannati a morte per strage, ritengo più conforme al nostro Statuto lasciare che se ne occupi Amnesty International e Nessuno Tocchi Caino.

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