[…] Secondo il ministro bielorusso all’Educazione, Aleksandr Radkov, interpellato da alcuni cronisti a Minsk, i Giusto possono continuare a sperare. Tuttavia dovranno presentare una regolare richeista di adozione e, ha detto il ministro, «noi la esamineremo in base alla legge». Lo stesso Radkov ha espresso soddisfazione per il fatto che la bambina (chiamata in Italia Maria ma il suo vero nome è Vika) sia stata riportata tre giorni fa in patria; un rimpatrio avvenuto contro la volontà dei coniugi Giusto. A detta del ministro la bambina – adesso ricoverata in un «centro di riabilitazione» – sarà successivamente trasferita nell’orfanotrofio di Vileika, dove secondo i Giusto avrebbe subito gravi violenze. Radkov ha sottolineato come il suo Paese abbia reagito in modo esemplare al caso: «Abbiamo agito in modo corretto, rispettando un accordo bilaterale con l’Italia e le leggi dei due Paesi. Non abbiamo ingigantito l’incidente, siamo rimasti in contatto con l’Italia». Domenica il direttore dell’orfanotrofio di Vileika, Nikolai Volchkov in una intervista radiofonica ha definito come «una menzogna» le accuse dei coniugi Giusto secondo cui la piccola sarebbe stata abusata nell’istituto e ha polemicamente insistito sul tasto che i coniugi Giusto avevano «molte possibilità di adottare Vika Moroz ma non hanno fatto presentato la richiesta per l’inizio delle pratiche».
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