Prodi: musulmane non devono “nascondersi” col velo

Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto oggi che le immigrate musulmane possono indossare il velo ma non devono essere completamente “nascoste” dietro di esso se vogliono integrarsi in Italia. In un’intervista a Reuters sulle politiche per l’immigrazione, Prodi — alla domanda se il velo renda più difficile l’integrazione, come ultimamente sostenuto dal ministro degli Esteri britannico Jack Straw — ha risposto: “Non puoi coprirti il volto. Se vuoi indossare il velo va bene, ma deve essere possibile vederti”. “E’ un fatto di buon senso, credo, è importante per la nostra società. Non si tratta di come ci si veste, ma se ci si nasconde o meno”, ha detto. […]

L’intervista di Stephen Brown a Romano Prodi è stata pubblicata sul sito della Reuters

16 commenti

ignazio

A prima vista sembra un’affermazione di ottimo buon senso ed equilibrio. Ma nel contempo si dovrebbe affermare il diritto poter non indossare il velo; a libera discrezione delle donne interessate.

RazionalMENTE.net

Io propongo una certa alternanza. D’ora in poi le musulmane in topless e le cristiane col burqa. Così, tanto per variare, nuovi punti di vista, nuovi orizzonti.

Daniele Gallesio

E’ la prima volta che sono totalmente d’accordo con Prodi.

Vestitevi come volete, ma non nascondetevi.

Nascondere il volto è un segno di disprezzo per l’interlocutore. La cultura Europea basa i rapporti interpersonali sul riconoscimento reciproco dato dal guardarsi reciprocamente in faccia.

Non voglio essere circondato da persone che non mi ritengono degno di guardarle in viso!

Se non vogliono essere viste in viso, debbono rimanere in Paesi in cui la cultura locale considera nascondere il viso una norma di educazione.

In Italia, nascondersi il viso in pubblico è considerato maleducazione. Se ne facciano una ragione.

Io quando vado in auto in Gran Bretagna non pretendo di guidare tenendo la destra!

A tutto c’è un limite.

RazionalMENTE.net

Mah, non la metterei in questi termini. Io voglio poter tenere il cappello anche in casa, in chiesa e in tribunale.

Se in UK tieni la destra non manchi di rispetto… ti schianti.

Io non credo assolutamente negli obblighi, a meno che non vi sia un motivo concreto.

Pensa un po’ alle nostre suore, vogliamo obbligarle a girare in hot pants e maglietta bagnata?

No, non voglio che qualcuno mi obblighi a non indossare i miei ray-ban a specchio.

E il casco integrale? Vietiamo anche quello per motivi di rispetto?

Chi vuole indossare il burqa deve poterlo fare, l’importante è che scopra il viso quando serve, a scuola, in banca, ecc.

Nella Pad… ehm… Venezia del Settecento era usuale indossare una maschera… e non solo a carnevale.

A tutto c’è un limite.

Emanuele

Nn è questione di educazione,anzi, è anche di educazione ma nn è il problema centrale,è solo che si deve avere sempre la possibilità di riconoscerti…altrimenti nn si potrebbe dire nulla ad uno che va in giro con un passamontagna e poi va a fare una rapina. Per motivi di sicurezza pubblica il volto deve essere scoperto!

Maria d'la Gilla

Tutte le religioni sono una vera cagata! Ma ci rendiamo conto di discutere su situazioni dove il bonsenso dovrebbe prevalere su situazioni paradossali,lapalissiane. Burqa,veli,turbanti,papaline se li mettano durante il carnevale,in camera da letto,nel cesso, in moschea (NON so se le femmine possono entrare, in TV si vedono solo maschi con il kulo x aria) La polizia dovrebbe intervenire scappellandol, suore comprese. Hecchecazzo le pettinatrici devono pur vivere!

stella

Solo quando le donne potranno presentarsi in udienza dal Papa senza velo e abito nero (ultimo esempio. proprio la moglie di Prodi), potremo pretendere di dire la nostra su come vanno vestite le donne nelle altre religioni!

RazionalMENTE.net

La Franca Ciampi mi pare non indossasse nessun velo e chiese maliziosamente al “santo padre” quale fosse il nome di quel suo amichetto biondo… un certo George.

Daniele Gallesio

Non dico la nostra (?) religione è meglio della loro.

Dico che in Italia si usa guardarci in faccia. Se non vogliono essere guardate in faccia rimangano in quei Paesi dove si usa coprirsi il volto.

Delle mie conoscenti sono andate alle terme in Svizzera, e pretendevano di entrare col costume da bagno quando era obbligatorio entrare nudi. Non le hanno fatte entrare.

A genova delle zingare si sono tuffate nella piscina comunale della Sciorba con tutti i vestiti addosso. E’ stato loro chiesto di mettersi il costume come tutti gli altri. Hanno rifiutato, sono state fatte uscire.

Se l’abbigliamento che si usa in un certo posto è troppo succinto per i tuoi gusti, non vai in quel posto.

Daniele Gallesio

«Nella Pad… ehm… Venezia del Settecento era usuale indossare una maschera… e non solo a carnevale.»

Benissimo!
Allora non avranno problemi a integrarsi col loro burqa nella Venezia del Settecento! 😀

Ma finché vengono nella Venezia del Duemila, si adeguano ai costumi della Venezia del Duemila.

RazionalMENTE.net

Beh, fondamentalmente sono d’accordo con te, una donna o un uomo non possono pretendere di far uso di una piscina pubblica immergendosi con tutti i vestiti. Quindi ribadisco, si vestano come gli pare, ma poi all’occorrenza non pretendano di cambiare i nostri costumi. O si adeguano o se ne stanno a casa. Insomma libertà, ma nel rispetto reciproco. Noi dobbiamo rispettare i loro usi e costumi e loro i nostri. All’occorrenza si costruiranno piscine apposite, ma sono dell’idea che il nostro materialismo occidentale avrà la meglio e saranno loro ad adeguarsi a noi. E’ più comodo, più facile, più bello, più piacevole e divertente.

RazionalMENTE.net

Ca va sans dire che ognuno preme per far adeguare gli altri ai propri personali gusti ed esigenze. Occorre una mediazione. Vale sempre il detto che la libertà mia finisce dove inizia quella degli altri.

Daniele Gallesio

Certo che occorre una mediazione. Quella di Prodi mi pare ragionevole.

Mica ha detto che devono mostrare i capelli o le caviglie. Mica ha detto che devono vestire sgargianti, attillate, o che so io.

Ha parlato solo di *viso*.

*Un* passo di avvicinamento possono farlo anche *loro*, no?

O mediazione significa che loro mantengono integerrima la loro cultura e noi adeguiamo la nostra alla loro?

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A me puzza di favoritismo religioso il fatto che in Italia non esistono praticamente spiagge per nudisti, e adesso iniziano a riservarne alcune per donne musulmane. (Oltretutto ciò significa che io quelle spiagge non potrò mai vederle a meno di non cambiare sesso)

Quello che vorrei sottolineare è che se uno ha dei costumi diversi da quelli della Nazione in cui si trova, detta Nazione si sente “in dovere” di “venire incontro” a tali diversi costumi *solo* se sono giustificati da motivi *religiosi*. Dove per *religione* si intende uno dei 3 monoteismi…

…voglio vedere se un indio pretende di girare per le strade di Roma o Milano vestito solo del suo astuccio penico, come la sua cultura gli imporrebbe, se lo accontentano o lo costringono a mettersi almeno un paio di pantaloncini… 😀

RazionalMENTE.net

A mettere i calzoncini all’indio ci hanno pensato già i missionari cattolici purtroppo. Infatti quando girano qualche documentario su queste tribù rimaste praticamente immutate da milioni di anni non possono evitare di inquadrare vari capi di abbigliamento Adidas e cose simili.

Ora, visto che non puoi obbligare un musulmano che viene in Italia a non esserlo, viene da sé che lo Stato un minimo deve adeguarsi. Io sono ateo, per me certe cose sono solo cavolate, ma non vedo alternative.

Siamo il Paese ospitante, ma se viene a casa mia un tizio che non mi garba non mi sembra il caso di dirgli “o ti adegui o te ne vai”. Entro certi limiti cerco di adeguarmi un po’ anche io.

Prodi ha espresso un suo punto di vista (non si tratta di una legge) con il quale non mi sento molto d’accordo.

C’è chi dice che anche certe leggi possono contribuire all’integrazione. Non lo escludo, ma credo più nel dialogo che negli obblighi.

RazionalMENTE.net

Inevitabilmente l’incontro tra civiltà diverse implica un mutuo cambiamento. L’importante è che non vi siano forzature e che il cambiamento sia graduale. Noi lottiamo per uno Stato più laico, altri per uno Stato meno laico. Anche la Costituzione potrà cambiare. Quindi noi lotteremo da una parte, altri dall’altra, vedremo chi vincerà e, se ci toccherà la sharia, che potremo fare? Fascismo e nazismo si sono insinuati molto gradualmente e ci sono voluti molti anni per cambiare. Il punto debole della democrazia è proprio il fatto di garantire anche il passaggio ad una dittatura. A breve termine possiamo darci da fare, ma sul lungo termine non vedo alternative.

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