Ricerca, Mussi: “Non mi prendo la responsabilità dei tagli”

Centocinquanta milioni di euro. Sono i tagli all’Università e agli istituti di ricerca previsti in Finanziaria per il solo 2007 sui quali il ministro Fabio Mussi punta i piedi. Fino a minacciare di andarsene, rimettendo il mandato. Mussi lo dice chiaro e tondo alla direzione nazionale dei Ds e lo ribadisce a Repubblica.it: “Si può discutere di tutto, sono tante le questioni sul tavolo che riguardano il mio ministero. Ma sui tagli alla spesa proprio no. Centocinquanta milioni di euro su una manovra da 40 miliardi si trovano. Si devono trovare”. […] Almeno il doppio nel 2008. Mussi è categorico: “Questo punto rischia di creare problemi drammatici negli atenei con effetti politici pesantissimi”. Minaccia di dimettersi, ministro? “La parola ‘minaccia’ non mi piace, dico solo che in questo modo non può funzionare. Io, su questo aspetto, non sono disposto a cedere di una virgola. La spesa per ricerca e formazione è uno dei maggiori indicatori di produttività di un paese. Se si esagera nei tagli ci si mangia a morsi il futuro. E questo non è accettabile. Ecco perchè insisto che 150 milioni di euro su una Finanziaria da 40 miliardi bisogna trovarli”. Qualche cifra per chiarire: “Quest’anno l’incidenza degli investimenti in ricerca e formazione sul pil rischia di crollare. In Italia attualmente tale rapporto è pari allo 0,88%, la media europea è dello 0,99%, nei paesi Ocse dell’1,02% e negli Usa del 2,6%. Noi spendiamo ogni anno per uno studente 8.700 euro, in Francia 9.600 euro, in Germania 10.500, nei paesi scandinavi oltre 12mila euro. Allora noi siamo disposti a chedere sacrifici, non a imboccare un piano inclinato”. […]

L’intervista di Clotilde Veltri a Fabio Mussi è stata pubblicata sul sito di Repubblica