Velo, bufera sulla Santanchè

Daniela Santanchè è finita nella bufera sulla questione del velo islamico. In due diverse trasmissioni televisive in meno di 24 ore, la deputata di Alleanza nazionale si è trovata a far fronte al malcontento nel migliore dei casi e all’ira e alle minacce nel peggiore per aver espresso le sue opinioni sull’usanza delle donne muslmane di coprirsi il volto o i capelli. E a breve è probabile che scattino misure di sicurezza. La sua ultima e più dura dichiarazione a Domenica In di questo pomeriggio: “Il velo non è mai un simbolo di libertà”, ha dichiarato aggiungendo che in Italia c’è “la legge 152 del 1975 che vieta, per ragioni di terrorismo, di andare in giro mascherati”. Immediata la replica. “Il velo prescritto dal profeta è quello che si porta sui capelli, il burka invece, che copre tutto il viso, non ha nulla a che vedere con il Corano ed è frutto di tradizioni locali”, afferma Mario Scialoja, ex presidente della Lega musulmana mondiale. “Non sono assolutamente d’accordo con le parole della Santanchè – precisa – perchè le donne musulmane sono perfettamente libere di portare o non portare il velo sui capelli e le donne devono essere libere di portarlo o no” “Mi sembra che quelle della Santanchè siano espressioni eccessive – sottolinea il presidente della Comunità religiosa islamica (Coreis), Yahya Pallavicini, del quale si vocifera una prossima candidatura nelle file dell’Udc – si tratta di interpretazioni che esasperano sia la legge che il concetto di libertà. La libertà non può dipendere da un pezzo di stoffa, è un concetto troppo ampio”. Dal presidente dell’Ucoii Mohamed Nour Dachan arriva invece un secco “No comment”. “Non facciamo di ogni cosa un caso”, tiene a precisare. Ma la Santanchè è da ieri sera al centro di una polemica che rischia di divenire pericolosa da quando ha avuto uno scontro verbale piuttosto aspro durante la registrazione di un programma su Sky con Abu Shwaima, l’imam di Segrate. Quest’ultimo aveva dato dell'”ignorante” alla deputata. “Non è vero che nel Corano non ci sia l’obbligo del velo. Io sono un imam e non permetto a degli ingoranti di parlare dell’Islam”, aveva aggiunto.[…] Anche il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini esprime la sua solidarietà: “Voglio che il signor Shwaima sappia che nel nostro Paese non sono accettabili minacce, intimidazioni, ricatti”. “La parlamentare -afferma Pollastrini- ha esposto il suo parere sul velo e su un versetto del Corano. Noi siamo un paese democratico e pretendiamo da chi vi è stato accolto il rispetto dei principi di libertà di opinione e di scelta delle persone. Sono convinta che il diritto di cittadinanza deve essere condizionato alla condivisione delle regole comuni fra cui ritengo centrale quella dell’autonomia e del rispetto della donna. Questo è quanto chiedono anche molte musulmane che si sentono intimidite e minacciate da espressioni diverse di fondamentalismo”.

Fonte: Corriere.it