Hina assolta post mortem

In caso di morte dell’imputato, in genere, i giudici dichiarano estinto il reato e sanciscono il non luogo a procedere. Non si sono comportati così i giudici del tribunale dei minori di Brescia che ieri dovevano giudicare Hina Saleem, accusata di calunnia. Sono entrati nel merito e l’hanno assolta. Hina è la giovane pakistana, sgozzata a Sarezzo l’11 agosto dal padre, con la fattiva collaborazione dei maschi di famiglia, perchè figlia ribelle e cattiva musulmana. Ribelle lo era, Hina. Era più volte scappata da casa. Dopo una fuga, Hina, allora diciottenne, denunciò il padre per maltrattamenti e molestie. L’anno scorso al processo, ritrattò le accuse. Di qui il procedimento d’ufficio contro di lei per calunnia. Chiuso ieri dall’assoluzione perché «il fatto non costituisce reato». Il tribunale ha accolto la richiesta dei due difensori d’ufficio di Hina, entrambe donne. Un risarcimento postumo.

Fonte: ilManifesto.it

3 commenti

Stefano

Visto che aveva fatto queste denunce, se avessero investigato meglio a quest’ora sarebbe ancora viva!

perplesso

io mi chiedo invece come sia possibile finanziare la costruzione di moschee con soldi pubblici, ben sapendo come vengono trattate le donne dai musulmani……Hina temo non sarà l’ultima vittima

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