Caso Tosti: Storace chiede a Mastella un’azione disciplinare

“Il magistrato Luigi Tosti, meglio noto come il giudice anticrocefisso, subirà un’azione disciplinare disposta dal ministro della giustizia”. lo rende noto il senatore Francesco Storace, che ha ricevuto la risposta di Mastella all’interrogazione presentata il 3 ottobre. “Il dottor Tosti aveva chiesto al ministro di far rimuovere i simboli religiosi da tutte le aule giudiziarie del Paese o, in alternativa, di esporre accanto al Crocefisso, tutti i simboli delle altre religioni assieme al simbolo dell’unione degli atei e agnostici nazionalistici”. “Nel suo furore – aggiunge Storace – Tosti aveva anche scritto il 5 settembre a Mastella la volontà di non farsi processare da giudici partigiani e parziali. Di qui l’interrogazione per sollecitare provvedimenti disciplinari nei confronti di un cittadino che ricopre incredibilmente la carica di magistrato. Mastella – rende noto il senatore citando la risposta del ministro – ha fatto sapere di aver ‘immediatamente inoltrato alle competenti articolazioni ministeriali l’esposto’ presentato da Tosti, per ‘svolgere gli opportuni accertamenti, al fine di valutare la violazione dei criteri di equilibrio e di misura, in guisa da compromettere la credibilità personale, il prestigio e decoro del magistrato, nonchè il prestigio dell’istituzione giudiziaria’”. […]

Fonte: Alice News

5 commenti

Wilde

Qualcuno mi può togliere una curiosità?
Ma Storace non era indagato per violazione della privacy, spionaggio politico (esiste?) e non so quante altre cose?
E’ stato “indultato” anche lui o che?
Non ci capisco più nulla e ultimamente lo vedo troppo spesso in giro per la mia buona pace mentale.

Umberto

Giusto, fatti processare puffone prima di giudicare gli altri.

archibald.tuttle

“Nel suo furore Tosti aveva anche scritto il 5 settembre a Mastella la volontà di non farsi processare da giudici partigiani e parziali.”

ma come funziona, i giudici possono provare a ricusarli solo i parlamentari del centro-destra?

Stefano

mi pare che i giudici nostrani abbiano ricominciato, come centinaia di anni fa, a giudicare in utroque iure, ovvero mischiando il diritto divino (leggi canonico) con quello civile.

Ernesto

A parte lo spreco di aggettivi non c’è un solo ragionamento a sostegno delle opinioni espresse.

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