Il nuovo discorso anti-ateo del papa

Sul sito del Vaticano è stato pubblicato il testo integrale del discorso tenuto oggi da Benedetto XVI alla Pontificia Università Gregoriana, testo che si segnala per due passaggi che costituiscono un ennesimo attacco ai non credenti. Eccoli.

Oggi non si può non tener conto del confronto con la cultura secolare, che in molte parti del mondo tende sempre più non solo a negare ogni segno della presenza di Dio nella vita della società e del singolo, ma con vari mezzi, che disorientano e offuscano la retta coscienza dell’uomo, cerca di corrodere la sua capacità di mettersi in ascolto di Dio.

L’uomo, sia nella sua interiorità che nella sua esteriorità, non può essere pienamente compreso se non lo si riconosce aperto alla trascendenza. Privo del suo riferimento a Dio, l’uomo non può rispondere alle domande fondamentali che agitano e agiteranno sempre il suo cuore riguardo al fine e quindi al senso della sua esistenza. Conseguentemente neppure è possibile immettere nella società quei valori etici che soli possono garantire una convivenza degna dell’uomo. Il destino dell’uomo senza il suo riferimento a Dio non può che essere la desolazione dell’angoscia che conduce alla disperazione. Solo in riferimento al Dio-Amore, che si è rivelato in Gesù Cristo, l’uomo può trovare il senso della sua esistenza e vivere nella speranza, pur nell’esperienza dei mali che feriscono la sua esistenza personale e la società in cui vive. La speranza fa sì che l’uomo non si chiuda in un nichilismo paralizzante e sterile, ma si apra all’impegno generoso nella società in cui vive per poterla migliorare.

14 commenti

l'infedele

Il nuovo discorso anti-papa dell’ateo:
“Ci hai veramente scassato la minchia!”

Giuseppe

La cosa più triste è vedere gli studenti della Gregoriana acclamarlo con tifo da stadio: “Beeee-ne-det-to!”

Daniela

qua se c’è qualcosa che disorienta e offusca questa è la religione, ma poi qual’è la risposta della religione alle domande perchè io sono qui e cosa c’è dopo la morte? Io sono qui per volere di Dio e dopo la morte finirò o in paradiso o nell’inferno, risposte più banali non potevano esserci, infantili. E poi che paroloni, nichilismo paralizzante e sterile, io credo che proprio la consapevolezza che non c’è nessuna vita oltre la morte, ma solo questa vita, ci faccia fare di tutto per migliorare questo mondo, perchè è l’unico che abbiamo e non c’è nessun premio di consolazione che ci aspetta alla fine.

Alba Rossopedali

poveretto questo papa,
un’esistenza agiata,
ma grigia e vuota
come lo sguardo d’uno stoccafisso.
sempre a ripetere le solite menate,
sempre a bearsi,
autocelebrarsi e gridare
“dagli al miscredente!”

toccherà poi a quell’altro
di cinquecento anni dopo
chieder scusa,
in una buffa millenaria catena di sant’antonio.

Per il resto che vogliamo fare?
S’apprezza il bello e il brutto della vita,
si soffre, si gode, ci si impegna,
soprattutto, a fare meglio,
a cambiare, non in cerca di assolute verità,
ma delle cose degli umani.
Verità sgarrupate e provvisorie?
Magari sì, ma non per questo meno belle
e poi, almeno, non son balle.

Possibile che a papi e cardinali
faccia proprio così schifo
il genere umano?

Mah! Forse brancolano nel buio
raccontando di vederci chiaro
per rassicurare soprattutto loro stessi.

Che ne dite se tiriamo loro un bello scherzo,
ci acquattiamo giù in un angolo e poi…
… BUUUHHHH!!! Li facciamo sussultare di spavento!
E giù risate mentre loro grideranno ancor più forte:
“dagli! dagli al miscredente!!!”

Francesco M.Palmieri

Eccolo qua il cavallo di battaglia della Chiesa, per non perdere terreno e relativi contributi, continua a ritenere ed additare chi semplicemente non ci crede perchè la storia semplicemente non sta in piedi, come qualcuno che si vuole svincolare da ogni regola per potersi dare indisturbato ad una vita dissipata, fatta di bagordi e fornicazioni. Per la Chiesa sarebbero guai se finalmente tutti capissero che basta il “non fare agli altri….” con quel che segue, integrato e rafforzato da “fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te” e questo non per la speranza di un premio o nel timore di un castigo futuri, ma banalmente solo per stare tutti meglio in questa vita.

Umberto

Bla-bla bla-bla, bla-bla bla-bla, bla-bla, sempre il solito ritornello, ma lo vuoi capire b16, che al mondo c’è un sacco di gente, circa un miliardo, quasi quanto sono i cattolici, che se ne strabattono del tuo dio? ma smettila di romperci i coglioni tutti i giorni con le tue esternazioni, ci sono altri quattro miliardi di persone al mondo che non la pensano come te, prenditela un po’ con loro ogni tanto.

Wilde

Ho solo un commento:
CHE PALLE!
Ratzinger, prenditi una vacanza!!

BigLuc

Per il pastore tedesco sono apprezzabili solo quelli che credono tipo Totò Riina et similari!

RazionalMENTE.net

Il discorso del Papa è totalmente irrazionale (ma forse per lui questo è un complimento). Se l’uomo vive etsi deus non daretur, evidentemente questa evidenza dell’esistenza di Dio non c’è. Per quale motivo l’uomo dovrebbe negare qualcosa di evidente, di oggettivamente evidente, insomma di scientifico? E infatti sono proprio le religioni a negare l’evidenza scientifica, non viceversa.

Giacomo

“La speranza fa sì che l’uomo non si chiuda in un nichilismo paralizzante e sterile”

mentre invece il nichilismo del cattolicesimo nei confronti del genere umano è fertile, sano, e non paralizza la mente… si si.. e io son giovanna d’arco… ma baff… -.-

Alessandro Masini

si va bene ma mi sembra che il papa non abbia detto nulla di male, cioè sono sue opinioni noi facciamo lo stesso, anche in modo più pesante ed esplicito nei confronti della Chiesa e del papa, non si può ragionare partendo dal fatto che i nostri attacchi sono legittimi perchè abbiamo ragione (cosa ovviamente vera) e i suoi sono illegittimi perchè ha torto (altra cosa ovviamente vera).

Finche uno si limita a dire ciò che pensa della miscredenza, o della religione, non ci si deve inalberare ma rispondere a tono con argomenti, razionali nel nostro caso, irrazionali nel loro, il problema e il valido motivo per inalberarci nasce quando uno si mette a delegittimare opinioni altrui tipo dire “gli atei non dovrebbero ricoprire incarichi pubblici” o gli atei non dovrebbero esistere nella nostra società cerchiamo di estirparli…

Giuseppe

@Alessandro Masini

“il valido motivo per inalberarci nasce quando uno si mette a delegittimare opinioni altrui tipo dire “gli atei non dovrebbero ricoprire incarichi pubblici” o gli atei non dovrebbero esistere nella nostra società cerchiamo di estirparli…”

Ma se la cultura secolare offusca e disorienta la retta coscienza dell’uomo, se senza il riferimento a Dio non è possibile immettere nella società quei valori etici che soli possono garantire una convivenza degna dell’uomo, se il destino dell’uomo senza il suo riferimento a Dio non può che essere la desolazione dell’angoscia che conduce alla disperazione… tutto questo non è delegittimare le opinioni dei non credenti e a maggior ragione ritenerli indegni di ricoprire incarichi pubblici?

ignazio

Io voglio sapere chi, il 20 settembre, ha dato l’ordine ai bersaglieri di fermarsi?

RazionalMENTE.net

Forse il Papa non sa neppure cosa sia il nichilismo. E’ vero che a questa parola vengono attribuiti vari significati, ma per quel che ne so significa pensare che il mondo, e quindi anche la vita umana, non abbia uno scopo connaturato. Ciò però non ci impedisce di avere i nostri valori morali e di dare un senso alla nostra vita. Io sono un nichilista, amo la gente, cerco di far del bene a chi ne ha bisogno, ho sentimenti positivi. Penso che l’etica laica sia superiore a quella religiosa perché la spinta altruistica viene dalla persona stessa e non dall’esterno. Insomma faccio del bene perché amo la gente, non per obbedire a qualche comandamento religioso e ricevere una ricompensa.

A onor del vero, per il non credente, anche l’etica religiosa ha origini umanissime e non sovrannaturali. Il punto è che l’etica religiosa, che pur si adegua col tempo a quella laica, viaggia con un ritardo di moltissimi anni. La religione funge da zavorra nei confronti del progresso umano e quindi anche da freno ad un’etica umana più autentica.

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