Il nulla osta del prete

Si chiamano famiglie di fatto. Dovrebbe quindi essere scontato, per chiunque abbia almeno un neurone funzionante e una rudimentale dimestichezza con le nostre convenzioni linguistiche, che sono «di fatto» perché non sono «di diritto», nel senso legale dell’espressione. Invece no. Per i cattolici reazionari e il loro gregge di comari e compari politici che citano a vanvera la costituzione ogni due per tre, non sono famiglie. Caso mai sono «fatti», di quelli sgradevoli che si tacevano obbligatoriamente nei tinelli piccoloborghesi di una volta. In quei tinelli ormai non c’è più tabù che tenga e si sente di tutto, proprio come in tivù, ma nel generale degrado di stile delle buona famiglie il parlamento della repubblica deve restare un baluardo dell’ipocrisia bigotta. Nasce di qui la bagarre organizzata ieri alla camera dalla destra ratzingeriana, con l’assenso politico ma non procedurale dei teo dem ulivisti, contro il diritto-dovere della commissione affari sociali di sentire anche i rappresentanti della Liff (Lega italiana famiglie di fatto) nell’ambito di un’audizione sulla condizione della famiglia in Italia. C’erano il Forum delle famiglie cattoliche, una delegazione delle famiglie numerose ed erano stati invitati pure i genitori democratici. Ma secondo gli esponenti dell’opposizione, tra cui pure divorziati e concubini/e pullulano, i sostenitori etero e omo del more uxorio non potevano essere uditi dalle onorevoli orecchie di Montecitorio. Fin troppo facile concludere che il solo modo che il fan club del papa ha a disposizione per continuare a imporre la propria agenda politica, data l’ assenza di argomenti ragionevoli, è cercare di tappare la bocca a chi la pensa diversamente. Se però le cose stanno così, com’è più che evidente, il diritto di cittadinanza concesso nel centrosinistra all’autoritarismo intollerante di certi cattolici è un problema politico di serie A. Ne vogliamo parlare, magari anche spiegando agli elettori come mai la legge sulle unioni civili, promessa dall’Unione, è tuttora insabbiata come ai tempi di Berlusconi? Ieri il parlamento spagnolo ha votato una legge che permetterà alle persone transessuali di cambiare nome anche senza il permesso del medico e del magistrato. Qui da noi per esistere occorre ancora il nulla osta del prete.

L’articolo di Gianni Rossi Barilli è stato pubblicato sul sito del Manifesto

4 commenti

Giuseppe Murante

Penso che noi dell’UAAR dovremmo proporci come obiettivo ambizioso, ma meno forse dell’abolizione del concordato, la modifica dell’articolo della Costituzione che definisce la famiglia come “fondata sul matrimonio”.

Una tale campagna avrebbe la possibilita’ di essere condivisa da molti piu’ cittadini di quelli che sono interessati alla battaglia sul concordato, e, quando venisse raggiunto, costituirebbe comunque un colpo gravissimo alla becera prepotenza di tanti destrorsi e preti, dal pastoer tedesco in giu’, gente che una volta per tutte dovrebbe rendersi conto che NON HA ALCUN DIRITTO DI METTERE LE MANI NEI SENTIMENTI – E NELLE MUTANDE – ALTRUI.

ivan

Io mi sono sempre chiesto una cosa. Gli appartenenti alla burocrazia ecclesiastica (preti e company) non posso farsi una famiglia con mogli e figli bensi devono solo appartenere alla santa-madre-chiesa-cattolica. Ma allora cosa ne sanno loro cosa vuol dire fare una famiglia? Avere e crescere dei figli? Avere una compagna/o? Loro sono infradiciati di retoriche morali medioevali e le vogliono imporre al resto del mondo. Anche a chi della chiesa cattolica non gliene frega niente (atei e non…)
Vorrei anche chiedere a un prete “ma porca miseria la famiglia non è perfetta neanche sotto la giurisdizione matrimoniale del tuo dio. Anzi sono soprattutto in quelle famiglie che avvengono molestie di ogni natura sui figli…fammi un piacere prete vivi come una persona normale va!”

Stefano

L’unico interesse della chiesa cattolica è quello di farsi gli affari di tuti e dire a tutti cosa devono fare a prescindere dall’argomento. La cosa peggiore però è che ha una mostruosa rappresentanza in parlamento che agisce sulla base di una specie di riverenza fantozziana. Vedo poi che articoli illuminati come questo appaiono solo nei siti dei giornali e non nelle versioni stampate. Perchè questo non accade? Bisogna che la gente sappia che i politici che sono stati eletti non lavorano per loro ma solo per il capo di uno stato straniero.

MARJA

A rigore per il diritto canonico anche le famiglie fondate sul solo matrimonio civile sono famiglie di fatto, perché per il diritto della Chiesa il matrimonio civile è inesistente, quindi non capisco che differenza faccia per un cattolico reazionario o un esponente della gerarchia ecclesiastica che una famiglia si fondi su un matrimonio esclusivamente civile o su un pacs.

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