Canada: “Insegnate l’evoluzione e l’educazione sessuale o dovrete chiudere”

Il Ministro dell’Educazione del Quebec ha comunicato alle scuole cristiane evangeliche che devono insegnare le teorie di Darwin e educazione sessuale, o dovranno chiudere. La legge del Quebec assicura che tutti i ragazzini compresi tra i 6 e i 15 anni ricevano un’educazione adeguata, ma queste scuole evangeliche insegnano dei loro corsi sul creazionismo e sulla sessualità che non seguono il curriculum del Quebec. 15 studenti che frequentano una scuola della Chiesa evangelica dalle elementari alle superiori, avranno un diploma che non verrà riconosciuto in nessun luogo del Canada. I supporter di queste scuole affermano invece che venga insegnato un diverso modo di vedere il mondo diverso: una concezione cristiana invece che umanistica. Il governo del Quebec conosce almeno 30 scuole religiose senza licenza, ma potrebbero essercene altre.

La notizia, in inglese, è apparsa sul sito Canada.com

17 commenti

fabio

Hanno ragione gli evangelici, bacco! Se uno la pensa diversamente, perchè non dovrebbe avere il diritto di insegnare la propria dottrina? Secondo me, ad esempio, il mondo è nato quando ho aperto un sacchettino di caramelle in modo maldestro, queste sono cadute ed è nato il mondo. Avrò pur diritto di far conoscere agli ignoranti la Verità? Basta, insomma!

Lazarus Long

Ok, alla Spagna aggiungiamo il Canada. Avete qualche altro posto da consigliarmi per quando non ne potrò più della “nostra” teocrazia???

Mangiapreti

No, fabio, l’educazione deve includere tutto. Tutto il possibile, tutto quello che serve per comprendere la realtà, la società. Altrimenti è indottrinamento e fanno bene a non riconoscerne il valore istruttivo, perché non ne ha!
Nelle scuole deve essere insegnato l’evoluzionismo … e anche il creazionismo!
Naturalmente nella misura dei loro riscontri scientifici: per cui al creazionismo non andrebbe più che un breve accenno.
Naturalmente usando il contraddittorio: non solo le critiche del creazionismo all’evoluzionismo ma anche il viceversa.
Solo con questi metodi la gente impara a pensare e può fare una scelta consapevole, qualunque sia. E solo se la gente imparerà a scegliere (e non a lasciarsi condizionare) vivremo in un mondo migliore perché sarà più estesa la libertà, autentica, di opinione. La quale include la possibilità di formarsi autonomamente le proprie opinioni garantendo l’accesso a tutte. Questo è il compito dell’istruzione: formare i cittadini garantendone ogni diritto fondamentale tra cui la libertà di pensiero e il momento in cui questa si definisce è il più importante. Non c’è libertà se nel periodo dello sviluppo della personalità non si è goduto di una totale libertà di apprendimento.
Così nelle scuole dovrebbero essere insegnate le religioni, la scuola che ne impone una sola non può essere riconosciuta.

tadeo

abette detto tutto quello che sappiamo dire, viva la teocrezia italocatocomunista,chau

Mirko Pace

X Mangiapreti

Condivido gran parte del tuo discorso, tranne l’accenno al creazionismo nelle scuole.
Non deve essere insegnato perché NON è una teoria scientifica, semplicemente.
Molti credono che il creazionismo sia un’ipotesi, una teoria, qualcosa che abbia a che fare con la scienza, magari un’ipotesi non provata, ma un’ipotesi. Magari si crede che l’ipotesi più corretta sia quella evoluzionista, mettendo le due cose sullo stesso piano.
Invece no. Il creazionismo non ha nulla a che fare con la scienza. Creazionismo, Intelligent Design, sono teorie politico-religiose, e nient’altro. Quindi non si possono sprecare ore di scienze a scuola per parlare di questo.
Consiglio, se vi va, di leggere gli scritti di Telmo Pievani, giovane filosofo della scienza, che insegna all’Università Bicocca di Milano

robi

Vorrei sapere che razza di Arca aveva Noé per contenere tutte le specie animali e vegetali del mondo, presenti e passate. Vi immaginate una crocerina con una coppia di Tirannosaurus Rex, insieme ai virus Ebola e della Febbre Gialla, con alle calcagna una coppia di Tarantole e Velociraptor. Un gran bel viaggio……

Mangiapreti

D’accordissimo Mirko, resta il fatto che il creazionismo muove da critiche abbastanza valide … sono le conclusioni ad essere “sballate”, assurde.
Queste critiche possono essere prese in considerazione e non devono essere rimosse nel tentativo di affermare una specie di dogmatismo scientifico.
Perché se c’è un vantaggio nel metodo scientifico è la capacità di autocritica, di mettersi in discussione. Questo è utile imparare a scuola.
Non parlavo certo di insegnare il creazionismo come teoria scientifica (ci mancherebbe altro!!!) ma che un accenno alle critiche sulle svariate sfaccettature dell’evoluzionismo è quantomeno d’obbligo!
Come non si può pretendere di insegnare il creazionismo non si può nemmeno pretendere di imporre esclusivamente una particolare visione dell’evoluzionismo: questo volevo dire.
Spero di essermi spiegato meglio …

Umberto

Canada e USA, due mondi così vicini e così agli antipodi, vi consiglio di vedervi “Bowling a Columbine” di M. Moore per capire la differenza tra queste due nazioni.

Giorgio Villella

Attenti che si parla del Ministro dell’Educazione del Quebec, non del Canada.

Il Québec è la provincia più estesa e la seconda più popolosa (dopo l’Ontario) del Canada. I suoi 7.568.640 abitanti (fonte Statistique Canada, gennaio 2005) rappresentano il 24% della popolazione complessiva del paese. Il Québec si trova nella parte orientale del Canada.

Il francese rappresenta l’unica lingua ufficiale del Québec che, in tal modo, costituisce il cuore della comunità francofona del Nordamerica.

Sono canadesi del Quebec i due film di Denys Arcand “Il declino dell’impero americano” e “Le invasioni barbariche”, molto belli, editi anche in DVD, che fanno vedere le differenze tra gli americani e i francesi del Quebec. g

davide

x ernesto
un conto è quando certe cose hanno un minimo di senso, un altro è quando definirle minchiate è poco

Giuseppe

Suggerisco anch’io un film: C.R.A.Z.Y. di Jean-Marc Vallée, ambientato nel Quebec francese tra gli anni ’70 e i giorni nostri. Racconta le vicende di una famiglia e dei suoi cinque figli maschi, e soprattutto di uno di loro, della difficile accettazione della sua omosessualità, della sua passione per il rock, il rapporto con la religione cattolica, la voglia di ribellione nei confronti di un ambiente troppo tradizionalista, ecc. Affresco d’epoca un po’ nostalgico, ma molto divertente, con tanta musica di quegli anni e registicamente “brioso”.

Fine promozione

Giuseppe

Aggiungo: fosse passato alla Mostra avrebbe certamente vinto il premio UAAR

Commenti chiusi.