In libreria: ‘Babbo Natale, Gesù adulto: in cosa crede chi crede?’

Il credente, da grande, smette di credere in Babbo Natale, o in Gesù Bambino che porta i regali seguendo le liste compilate dai bambini buoni. Ma, se crede, dovrà credere che quello che è nato a Natale è il Figlio di Dio, e non di Giuseppe… La situazione non migliora a Pasqua, anzi. Il credente, se crede, non dovrà limitarsi a credere che Cristo, per amor nostro, è morto il venerdì; dovrà anche credere che è risorto la domenica. Ora, quanti tra quelli che si dichiarano cristiani, credono nella Resurrezione? Si direbbe che tantissimi credenti considerino la resurrezione un mito edificante, o non ci pensino affatto, e che non sperino più di tanto nell’aldilà, come è evidente se si presta attenzione a quanto siamo accaniti nelle lotte per vivere a lungo nell’aldiquà, anche sopportando restrizioni e diete che, se solo ci fosse qualche speranza sull’aldilà, sarebbero buttate a mare insieme alle cyclette. A questo punto, diventa non ovvia una domanda. In cosa crede chi crede? In dodici brevi capitoli questo libro propone, in un linguaggio accattivante e accessibile, i problemi e gli aspetti più sorprendenti della fede contemporanea, che oscilla tra l’incredulità nei dogmi e la fede nei miracoli, per giungere a un finale a sorpresa: chi crede, se è cattolico, e qualunque cosa creda di credere, in realtà crede nel Papa, non in Cristo, non in Dio, e figuriamoci poi nello Spirito Santo.

Dal sito del Laboratory for Onthology dell’Università di Torino

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21 commenti

Rosalba Sgroia

Oggi una mia alunna di 5 elem…mi ha detto:” Maestra, ma io non ci credo più a babbo natale…Dicono che porta i regali ai bambini buoni, ma poi ho scoperto che li porta solo a noi in Europa, ma non in Africa, quindi…”
Poi si è scatenata una valanga di quesiti, di ipotesi e smentite…li ho lasciati fare, senza interferire. Stanno crescendo…e iniziano a porsi molti dubbi.
🙂

statolaico

Infatti, perchè sono dei bambini che hanno la fortuna di avere una brava maestra! I bambini con le loro domande (che a volte spiazzano noi adulti), con i loro dubbi e i loro tanti “perchè?” sono la prova che la ragione è il motore dell’essere umano che lo spinge a chiedere, a ricercare informazioni, a spiegarsi le cose. Che delitto fornire a questo motore naturale un carburante viziato! 🙂

statolaico

Mah… secondo me insegnanti preparati ce ne sono, come ce ne sono di meno preparati; io non credo che il problema sia da ricercare tutto nel corpo docente, ma proprio nel sistema in cui essi operano. Torniamo al solito dente cariato, insomma. Il traguardo piu’ grande sarebbe riuscire a resituire la scuola alla scuola. 🙂 Saltando di palo in frasca, invece, vorrei chiederevi una cosa: mi ricordo che da bambino sono stato sempre naturalmente scettico verso la religione (sorrido se penso che -quando avevo poco piu’ di otto o nove anni e quando i miei mi portavano in chiesa per sentire messa- io guardavo gesù crocifisso e dicevo dentro di me qualche parolaccia, cosi’ , per verificare a modo mio 🙂 ), insomma secondo voi possono esserci persone, in un certo senso, portate di piu’ a credere rispetto ad altre? Io sarei molto curioso di conoscere i pensieri delle persone atee da bambini, rispetto a queste cose. Per esempio a me è sempre sembrata strana la figura del prete e mi sembravano strani anche i miei genitori che seguivano messa quando ogni tanto ci andavano e portavano anche me. Ma forse la mia fortuna è stata che, appunto, ci andavano ogni tanto. In casa mia non c’e’ mai stata troppo condizionamento, diciamo che io ricordo le mie nonne come persone veramente credenti. I miei genitori fanno parte già di una generazione diversa (secondo me meno “attenta” da quel punto di vista , e oggi sono poco piu’ che cinquantenni).

raphael

insomma secondo voi possono esserci persone, in un certo senso, portate di piu’ a credere rispetto ad altre?

A mio avviso “sicuramente si”
Credo che tutti si pongano le domande sul perchè della vita e della morte ma non nella stessa intensità. C’è chi desidera avere tante risposte (il religioso) e chi si accontenta di averne poche o capisce di non poterne avere e smette di porsi domande. Il fenomeno dei “cattolici fai da te” lo spiego proprio con chi si pone nel mezzo fra l’ateo ed il papa che costituiscono i due estremi della catena umana.
Da piccolo ho presto manifestato una incontrollabile avversione ai preti ed a coloro che volessero controllarmi troppo da vicino (ad esempio insegnanti pieni di sè e del proprio ruolo). Molto hanno contribuito mio padre ed altre figure importanti della mia famiglia dichiaratamente scettiche e laicissime.

Vassilissa

Vi racconto la mia esperienza di bambina atea:
nella mia famiglia mamma era molto credente e papà solo per convenzione, domeniche a messa e scuola dalle suore. E questo fu un bene perchè vedendo la grettezza, la pochezza culturale e il bigottismo di quell’ambiente si rivegliò quel senso di giustizia e indipendenza che c’è in ogni bimbo. Altro fattore determinante nel mio cammino verso l’ateismo è stato il fatto che in casa giravano tanti libri, soprattutto di storia e archeologia, e questo mi ha permesso di scoprire che esistevano altre realtà, altre visioni di dio e del mondo, mi ha dato modo di cominciare a dubitare. Quando la suora ci parlava dei missionari che con tanto amore convertivano gli indios sudamericani, io sapevo che mentiva, che non ci raccontava tutta la storia, quando prendevano in giro le antiche religioni pagane io mi chiedevo se uomini che avevano costruito templi meravigliosi e bellissime statue o tombe spendenti fossedo davvero così cattivi e stupidi come ce li descrivevano.
Alla fine delle elementari ero già decisamente in fuga dalla religione cattolica e il resto è venuto da sè.

statolaico

Beh, un’esperienza positiva Vassilissa! Evviva tutti quelli che sono riusciti ad autoliberarsi! Ora vi racconto, sempre per sorridere, qualche altro mio momento da bambino: mi stava antipatico il prete di fronte a casa a mia che veniva a benedire la casa (io credevo che l’aspersorio fosse lo spazzolone del bagno di casa sua e pensavo “ma che fa questo?! e perchè glie lo permettono?!” ma una cosa trovavo davvero insopportabile: la confessione. Non sapevo mai cosa dire (anche perchè che peccati potevo mai avere commesso?!), allora dovevo inventarmi “peccati” (stupidaggini insignificanti), da dire al prete e, data l’età, scadevo nelle banalità piu’ varie, da “ho rubato la marmellata” a “ho detto una bugia” …tutto inventato da un bambino per far contento il prete! Mi angosciava la confessione! 🙂

Damiano

Io ho manifestato i primi “segni del demonio” a 12-13 anni è ho dovuto combattere ancora per qualche anno per poter conquistare la mia “libertà religiosa” che in pratica era ed è: vivere come se dio non esistesse. Ovviamente standone fuori si sentono altre campane e si scoprono tante belle cosette interessanti sulla “santa madre chiesa cattolica e apostolica”, tant’è vero che i miei parenti evitano di inoltrarsi in terreni pericolosi quando discutono con me, non perchè io non voglia discutere, ma perchè si rendono conto che conosco il mio nemico molto meglio di loro.

statolaico

Io invece , Damiano, ho notato che il mio ateismo “stuzzica” la curiosità di alcuni parenti. Per esempio (io ho tre zie, con cui mi tolgo relativamente pochi anni), e due di loro mi hanno chiesto informazioni proprio sull’uaar (associazione di cui sanno che faccio parte), poi passo loro alcuni dei libri che leggo sull’ateismo (l’interesse iniziale si è trasformato nel tempo, in interesse stabile), hanno modificato alcune loro posizioni rispetto alla chiesa, insomma nel mio caso ha avuto effetti benefici…

Vassilissa

Noi bimbi più ribelli chiamavamo le suore pinguine e la superiora Belfagor , perchè era il periodo di quello sceneggiato.
Ricordo che durante un’estate molto secca il nonno , che mi raccontava sempre della vita del bosco e di animali-folletti , era molto preoccupato e andava dicendo “Il bosco muore se non piove, e soffriranno gli uomini e i folletti” (non che lui ci credesse ma era un suo modo di fare poesia e affascinare noi piccoli)
Tornata a scuola, durante una giornata piovosa la suora se ne esce a dire che piove perchè gesù è triste. Allora nel tema ho scritto:” Gesù è stupido e cattivo perchè se ride il bosco muore e fa soffrire gli animali, invece la pioggia è utile”.
E mi son beccata una lavata di capo e hanno chamato i miei genitori, menate a non finire.
Ma io sapevo di aver ragione.
Anche x me la confessione era una cosa assurda e facevamo come x i compiti: chi si inventava un “peccato” lo passava agli altri.

Francesco M.Palmieri

Ragazzi, il mondo sta cambiando, ed il faticoso cammino della ragione fortunatamente accelera, lentamente ma accelera. Voi avete capito molte cose prima di me che sicuramente appartengo ad una generazione precedente alla vostra. Ai miei tempi un ragazzino che avessero scoperto a pensare come voi, come minimo lo portavano dall’esorcista, ma gli anni passano, l’istruzione si espande e tante fesserie finalmente mostrano la loro vera essenza.
Ci sono molti segnali in questo senso, il primo è che le gerarchie ecclesiastiche hanno scoperto che il loro vero nemico non è rappresentato dalle altre confessioni religiose e nemmeno dai prelati che minacciano scissioni all’interno dello stesso cattolicesimo, il vero nemico si annida nel fatto che la gente sta piano piano aprendo gli occhi. Lo chiamano relativismo, materialismo, razionalismo o con altri nomi difficili, solo per nascondere una banalissima verità e cioè che la gente sta cominciando a capire, non solo, ma che siamo in mezzo ad un guado, una transizione, verso un mondo in cui già da piccoli si comincia a ragionare e quelli come me, che hanno cominciato a ragionare da grandi (forse troppo grandi addidittura) sentono montare un’incazzatura gigantesca, pensando agli anni persi tra giaculatorie, inginocchiatoi, processioni, venerdi di astinenza, e sensi di colpa per rapporti sessuali prematuri (a sentir loro).
Quindi avanti così, nella speranza che non ci vogliano secoli perchè si realizzi un mondo in cui le leggende restino tali e non pretendano più di organizzaci la vita (e il portafoglio) con il ricatto di inestistenti castighi o la carotina degli altrettanto inestistenti premi, una volta dall’altra parte.

Fancy

Purtroppo il mio “status” di atea, a differenza di “Statolaico”, non stuzzica la curiosità dei parenti se non in senso negativo…il loro più grande sogno sarebbe “redimermi”. Fossero persone di fede sincera forse le capirei, ma che rispondere a chi, notando che a pasqua x l’ennesima volta non vado in chiesa, mi suggerisce di farlo perchè “non andarci è una vergogna”??? Per la maggior parte dei sedicenti credenti la fede è solo apparenza esteriore…che tristezza!
Fancy

statolaico

Beh, Fancy… non tutti i miei parenti… per esempio mia nonna ogni volta che mi vede mi dice:”Non dirmi che non credi in dio (domandina retorica)… non me lo dire, eh?” 🙂 Bella anche la riflessione di Francesco, la condivido. Secondo me l’effetto di cui non hanno tenuto conto e che è esploso in questi ultimi anni è stato quello di una “terza parte”: internet! Che ha stravolto il modo di comunicare, ed ha reso l’informazione libera per tutti. Quindi in Italia, è vero, abbiamo l’informazione ufficiale distorta, ma per chi è un po’ piu’ “intraprendente”, internet fornisce quella senza filtri (o almeno -potenzialmente- la possibilità di accedere ad essa).

cartman666

Visto che siamo in tema di confessioni, ho avuto, pure io, la sfortuna di fare le elementari dalle suore, e fui in pratica, costretto a credere,soprattutto anche dai metodi molto “persuasivi” di mia madre,tutt’ora membra dell’azione cattolica. Il ricordo piu’ vivo delle elementari, fu di quando la suora mi derise di fronte a tutta la classe, perche’ non sapevo a memoria il padre nostro. Quell’esperienza fu il fattore scatenante per il mio ateismo visto che gia’ pochi anni dopo,ero gia’ ateo. Sono convinto che, per quanto i bambini possano subire il lavaggio del cervello, ed io ero uno di questi,alla fine perderanno l’interesse per praticare strettamente una religione,soprattutto le nuove generazioni.

statolaico

Che stupida suora, che sperava di ottenere deridendo un bambino?! Peggio per lei e cmq cartman, lo penso anch’io, questi si seppelliranno con le loro stesse mani! A proposito, visto che siamo in periodo natalizio e sempre a proposito di lavaggi del cevello ai bambini, da qualche giorno rifletto le pubblicità dei giocattoli, e i prodotti rientrano in queste 2 categorie: A) CATEGORA “PURO DIVERTIMENTO”: rientrano tutti i giocattoli per i maschetti (macchinine, robots, giochini elettronici ecc…) B) “CATEGORIA SGOBBA GIA DA ORA COSI’ TI ABITUI”: rientrano tutti i giocattoli per le bambine (bambolotto che strilla, mangia e caga – cucina in scala – set pulizie – asse da stiro ecc…). Certo che il modello di famiglia “normale” si inculca da subito!! 🙂 Fateci caso! Ps: se mai avro’ una figlia femmina (ho un maschetto), le comprero’ solo i giocattoli della prima categoria!!

statolaico

Ho visto pure la macchina per cucire, e quella per fare la maglia …davvero!!!

Damiano

@statolaico: ci sono famiglie e famiglie… la tua è anni-luce avanti alla mia, le mie zie fanno concorrenza a mia nonna in quanto a bigottismo (nel senso che fanno gli stessi discorsi essendo 20 o 30 anni più giovani)

@Francesco: nonostante ci sia una generazione di differenza anche i miei hanno tentato di rivolgersi ad un “esorcista”.

@Fancy: I miei si sono (apparentemente) rassegnati, almeno dalla loro vedo una sincera convinzione (nella pratica quanto meno.)

@cartmann666: io di “pinguina” ne ho una in famiglia (ogni famiglia che si rispetti dovrebbe averne una), ma fortunatamente l’asilo l’ho fatto con maestre non “votate al signore” in una scuola comunale.

Vassilissa

Dovrebbero assolutamente VIETARE l’insegnamento alle suore. Non capiscono nulla del mondo infantile e non hanno la minima preparazione.
Potrei raccontare una vagonata di episodi di umiliazioni, ottusità, brutalità verso noi alunni, specie alle bambine. E come invece adulavano e coccolavano i figli di personaggi “altolocati” o amici della parrocchia. Che disgusto!

A tutti quelli che devono fare regali ai pargoli: maschi o femmine che siano non abbiate pregiudizi, se vogliono giocare con pentolini&bambole o macchinine&freccette lasciateli fare.
Secondo me non esistono giocattoli MASCHI e giocattoli FEMMINE o DIVERTIMENTO >SGOBBO , i bambini se ne fregano e si divertono con tutto. Mio nipote ha giocato x anni con piattini e pentolini, giocava a fare il cuoco, una sua amica giocava al chirurgo con le bambole, il problema era ricucirle.

statolaico

Si, non lo metto in dubbio Vassilissa …i bambini si divertono anche con una palla di pezza se è per questo… notavo solo questo: come mai tutti i giocattoli pensati per le bambine (pensati dalgli adulti, mica da loro), si riferiscono nella quasi totalità dei casi a riproduzioni di elettrodomestici utili per i lavori in casa, o nella riproduzione di bimbi in fasce, che strillano si dimenano, mangiano, fanno i bisogni ecc, mentre i giochi pensati per i maschetti sono molto piu’ vari, spaziano nei generi e non si riferiscono ai lavori di casa? Boh… 🙂

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