Il Vaticano non vota la convenzione Onu sui disabili

Solo tre parole: «Sexual & reproductive health». Per queste il Vaticano non sottoscriverà la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità adottata lo scorso 13 dicembre dall’Assemblea generale dell’Onu. Dietro la dizione «salute sessuale e riproduttiva» ci sarebbe infatti una battaglia per l’inclusione o meno fra i diritti riproduttivi anche dell’aborto. Gli stati membri – dice l’articolo 25 – riconoscono che le persone con disabilità hanno diritto a godere del più alto livello di salute potenzialmente raggiungibile, senza alcuna discriminazione basata sul loro grado di disabilità. A tale scopo mettono in campo «misure appropriate per assicurare l’accesso dei disabili ai servizi sanitari» dovendo «garantire ad essi lo stesso livello e la stessa qualità» dei servizi sanitari offerti alle altre persone, siano essi gratuiti o a pagamento, e compresi quelli inseriti «nell’area della salute sessuale e riproduttiva». Solo un inciso, ma nulla da fare, come racconta il sito www.superabile.it. «La Santa Sede – ha spiegato l’Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu, mons. Celestino Migliore – si oppone perché in alcuni paesi i servizi sanitari e riproduttivi comprendono l’aborto».

Fonte: ilManifesto.it