Il CSM ‘boccia’ i crocifissi nelle aule giudiziarie

Il 31 gennaio scorso il CSM ha comminato la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio al giudice di Camerino Luigi Tosti perché si è rifiutato di tenere le udienze sia perché il Ministro di Giustizia ha omesso di rimuovere i crocifissi cattolici dalle aule sia perché, soprattutto, lo ha discriminato negandogli il pari diritto di esporre il proprio simbolo, cioè la menorà ebraica. La motivazione dell’ordinanza è stata comunicata al diretto interessato il 20 dicembre, cioè a distanza di ben undici mesi.

“Il Consiglio Superiore della Magistratura – commenta con un misto di soddisfazione e di sconcerto il dott. Tosti – ha affermato che la mia pretesa di ottenere la rimozione dei crocifissi dalle aule giudiziarie è pienamente fondata, dal momento che la circolare fascista del Ministro Rocco deve ritenersi tacitamente abrogata sin dal 1948 per incompatibilità con la Costituzione repubblicana, innanzitutto perché si tratta di “un atto amministrativo privo di fondamento normativo e, quindi, contrastante con il principio di legalità dell’azione amministrativa, desumibile dagli articoli 97 e 113 della Costituzione, dal quale deriva che ogni atto amministrativo deve essere espressione di un potere riconosciuto all’Amministrazione da una norma”, tant’è, soggiunge il CSM, che per poter esporre i simboli nazionali negli uffici pubblici il legislatore ha dovuto emanare ben due leggi. In secondo luogo, poi, il CSM riconosce che la circolare fascista “appare in contrasto con il principio costituzionale di laicità dello Stato e con la garanzia della libertà di coscienza e di religione, essendo pacifico (in tal senso Cassazione, Sezione Unite, 18.11.1997, n. 11432 e Sez. Disciplinare 15.9.2004, Sansa) che nessun provvedimento amministrativo può limitare diritti fondamentali di libertà, al di fuori degli spazi eventualmente consentiti da una legge ordinaria conforme a costituzione. Ne consegue, da un lato, che in materia religiosa lo Stato deve essere equidistante, imparziale e neutrale e, dall’altro, che l’ordine delle questioni religiose e quello delle questioni civili debbono rimanere separati, con la conseguenza che in nessun caso il compimento di atti appartenenti alla sfera della religione possa essere oggetto di prescrizioni obbligatorie o che si ricorra ad obbligazioni di ordine religioso per rafforzare l’efficacia di precetti statali: la religione e gli obblighi morali che ne derivano non possono essere imposti come mezzo al fine dello Stato. La libertà di coscienza (espressamente riconosciuta anche dall’art. 9 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dall’art. 10 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea) e la libertà di religione debbono essere lette come affermazione non solo positiva, di tutela delle convinzioni o della fede professata, ma anche in senso negativo, come tutela di chi rifiuti di avere una fede e, pertanto, deve essere garantita sia ai credenti che ai non credenti, siano essi atei o agnostici. Dal carattere “fondante” della libertà di coscienza deriva anche che nelle valutazioni costituzionali relative ai profili dell’eguaglianza in materia religiosa il dato quantitativo, l’adesione più o meno diffusa a questa o a quella confessione, non può essere rilevante. Alla luce dei rilievi ora svolti appare convincente la tesi dell’incolpato secondo la quale l’esposizione del crocifisso nelle aule di giustizia, in funzione solenne di “ammonimento di verità e giustizia”, costituisce un’utilizzazione di un simbolo religioso come mezzo per il perseguimento di finalità dello Stato. Del pari persuasiva sembra l’affermazione che l’indicazione di un fondamento religioso dei doveri di verità e giustizia, ai quali i cittadini sono tenuti, può provocare nei non credenti “turbamenti, casi di coscienza, conflitti di lealtà tra doveri del cittadino e fedeltà alle proprie convinzioni” e pertanto può ledere la libertà di coscienza e di religione.” Il CSM “boccia” poi esplicitamente le sentenze del TAR del Veneto e del Consiglio di Stato che hanno legittimato l’esposizione dei crocifissi nelle scuole per la loro supposta valenza “culturale”: “anche a poter condividere la tesi del significato meramente culturale del crocifisso -chiarisce il CSM- il problema della libertà di coscienza e del pluralismo si sposterebbe dal terreno esclusivamente religioso a quello appunto culturale, ma non sarebbe risolto, in quanto dai principi costituzionali in precedenza individuati deriva che l’amministrazione pubblica non può scegliere di privilegiare un aspetto della tradizione e della cultura nazionale, sia pure largamente maggioritaria, a discapito di altri minoritari, in contrasto con il progetto costituzionale di una società “in cui hanno da convivere fedi, culture e tradizioni diverse” (Corte Cost., n. 440 del 1995)”. In buona sostanza, dunque, dalla motivazione del CSM emerge che l’esposizione dei soli crocefissi nelle aule giudiziarie e, in genere, nei pubblici uffici, così come imposta dalla Madrepatria -cioè dal Vaticano e dalla Chiesa Cattolica- alla sua Colonia -cioè alla Repubblica Pontificia Italiana- calpesta il principio supremo di laicità delineato dalla Costituzione italiana e, quindi, l’obbligo costituzionale dei giudici di essere imparziali, calpesta il diritto dei cittadini, garantito sia dalla Costituzione che dalla Convenzione sui diritti dell’Uomo, di essere giudicati da giudici imparziali, calpesta i diritti fondamentali e costituzionali alla libertà di coscienza e di religione, che appartengono a me e a qualsiasi cittadino della Repubblica Pontificia, e, infine, calpestano il diritto costituzionale e fondamentale all’eguaglianza, senza distinzione di religione, dei cittadini non cattolici, atei o agnostici. Se la motivazione del CSM mi conforta e mi riconcilia con la Giustizia italiana, non mi conforta affatto constatare che l’unico giudice che abbia avuto, in Italia, il coraggio e la determinazione di rifiutarsi di calpestare la Costituzione e di difendere i diritti alla libertà religiosa e alla non discriminazione religiosa di tutti i cittadini italiani e, in particolare, dei non cattolici e dei non credenti, sia stato condannato, come un criminale, a sette mesi di reclusione e sia stato allontanato dalla Magistratura con ignominia per ristabilirne il supposto “prestigio” ed il supposto “decoro”. Mi conforta ancor meno l’accusa disciplinare, mossami dalla Procura Generale presso la Corte di Cassazione, di aver “gettato sconcerto” nell’opinione pubblica italiana per aver osato obbedire ai precetti impostimi dalla Costituzione e per aver osato difendere il diritto alla non discriminazione religiosa che mi appartiene e che appartiene a tutti i cittadini italiani. Non mi conforta constatare che i Ministri della Giustizia di questa Repubblica Pontificia pratichino costantemente il crimine della discriminazione religiosa ai danni dei cittadini non cattolici, seguendo supinamente le direttive del Papa e della Chiesa Cattolica, e cioè esponendo il solo simbolo delle “Superiore” religione cattolica, senza che nessun Pubblico Ministero si premuri di incriminarli.

Comunicato stampa del giudice Luigi Tosti

Sul sito UAAR, la più ricca raccolta di documentazione sul problema del crocifisso

32 commenti

Riccardo Calcagno

Sono davvero contentissimo 🙂

Speriamo che questa sia solo la prima di una lunga serie di sentenze positive a favore della Laicità dello Stato!

Stefano

Almeno il CSM ha dimostrato di attenersi alle leggi del nostro paese senza deviazioni di stampo fondamentalista. Tutti quei giudici che invece hanno giudicato sulla base del diritto canonico anzichè sulla base di quello italiano dovrebbero essere rimossi dai propri incarichi.

Paolo

Una vera ingerenza del CSM sulle competenze del Parlamento e della Magistratura.
Un episodio vergognoso per la democrazia e per lo stato di diritto.

Giorgio Villella

Speriamo che di inverta la deriva che si stava diffondendo in Italia di emettere sentenze NON in base alla Costituzione, alle leggi e alle sentenze precedenti, ma in base allla tradizione e alle “loro” radici, che non sono certamente quelle della maggioranza della popolazione.
Da noi ci sono radici cattoliche, nel bene e nel male (sillabo, inquisizione, roghi, crudelta’ verso donne e omosessuali, ecc.), ma anche radici laicissime che affondano nella cultura dell’antica Gracia, dell’antica Roma, dell’umanesimo, nel rinascimanto, nell’illumunismo, nel risorgimanto. La linfa attuale proviene piu’ dalle nostre radici che dalle loro! g

archibald.tuttle

“Spero che tale sentenza dia il via ad un vero processo di liberazione dello Stato italiano dai soprusi della Chiesa.”

purtroppo e’ piu che possibile che adesso il governo vari una legge apposita per garantire la presenza dei crocifissi nelle aule di scuole e tribunali. comincera l’udeur seguito dalla margherita, i ds per non mettere in pericolo il governo li lasceranno fare come al solito, poi al momento di votare si accodera anche tutta la destra. accetto scommesse…

forzalube

Sì ma queste sono le motivazioni della sospensione di Tosti. Qualcosa non mi quadra… prima lo sospendono e poi dopo 11 mesi gli dicono che lo hanno sospeso perché aveva ragione?

Io non ho mica capito.

fabio sacco

Io, quello che non capisco,è come si possa affermare che un simbolo religioso sia un simbolo universale di amore e rispetto, etc etc. Ciò si può dire di qualsiasi cosa, se si vuole, ma si dà uno schiaffo all’intelligenza delle persone.
Il crocifisso è il simbolo del cattolicesimo (e, dunque, nemmeno del cristianesimo); non bisogna offendersi di questo.

http://fabiosacco.blogspot.com/

Alessandro Masini

Si ma non si capisce un cazzo, le motivazioni della sentenza che lo ha SOSPESO dal servizio in realtà gli danno ragione???? SPIEGATEMI!!!!!

Marja

finalmente una notizia piacevole, era ora che quella circolare emanata durante il regime fascista cessasse di essere applicata. Però deve far riflettere che di tanti giudici e magistrati solo Tosti abbia avuto ,come dice lui stesso, il coraggio e la determinazione di rifiutarsi di calpestare la Costituzione e di difendere i diritti alla libertà religiosa e alla non discriminazione religiosa di tutti i cittadini italiani e, in particolare, dei non cattolici e dei non credenti e quel che è peggio il fatto che sia stato condannato, come un criminale, a sette mesi di reclusione e sia stato allontanato dalla Magistratura con ignominia per ristabilirne il supposto “prestigio” ed il supposto “decoro”. Molti forse pensano che lottare per la rimozione di un crocefisso in fondo sia una cosa frivola, (molte persone, anche non credenti, che conosco esprimono questa opinione),invece, è importante perché anche i simboli hanno la loro rilevanza nella vita civile e per me un crocefisso in una aula giudiziaria(oltre a poter offendere la sensibilità dei credenti in altre religioni o dei non credenti che tuttavia non amano la figura di cRISTO)è simbolo di uno stato confessionale, nel quale la giustizia viene amministrata in nome di dio, nel quale la religione cattolica è il fondamento del diritto e della convivenza civile,ed è soprattutto per questo io divento di cattivo umore quando vedo un crocefisso in un luogo o in un edificio pubblico, oltre che per la personale antipatia che posso provare per questo simbolo di morte e di umiliazione e per la fede cristiana che rappresenta.

http://gattomalvagio.blog.espresso.repubblica.it/il_gatto_malvagio/

Carolina

Se invece della croce, Cristo fosse stato appeso ad una forca, adesso negli uffici pubblici dovremmo goderci un patibolo che sovrasta le pareti dove i giudici amministrano la giustizia?
Oppure se fosse stato fatto fuori con un revolver tutte le “baldracche praticanti” ne porterebbero un gioiello miniatura al collo come portafortuna al posto del crocifisso?
Parlare di “bocciare” i crocifissi è un eufemismo: vanno aboliti subito, cancellati nei luoghi pubblici!

davide

almeno uno dei tre poteri (indicati da Montesquieu) comincia a risorgere come garante della libertà di tutti i cittadini

Alessandro Masini

Io non ho capito, si dice che la sentenza di gennaio

“ha comminato la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio al giudice di Camerino Luigi Tosti perché si è rifiutato di tenere le udienze”

poi si dice che il 20 dicembre dopo 11 mesi sono state depositate le motivazioni della sentenza e queste gli danno ragione????????

Cioè la sentenza lo condanna e le motivazioni lo assolvono????

Qualcuno vorrebbe chiarire? Io ammetto di non essere del campo giudiziario ma a naso quello che è espresso non è per niente logico!!!!!!

giorgio

ora cosa succede? i crocefissi verranno subito tolti dalle aule dei tribunali e scolastiche? e se si’ chi controllera’? tosti ritorna al proprio lavoro e gli verranno riconosciuti 11 mesi di stipendio arretrato?

Christian

x forzalube
Ti spiego io allora, come voglio spiegare a tutti voi, giudice incluso:
Protestare contro la presenza dei simboli religiosi negli uffici pubblici è giusto, come ha detto anche la Cassazione (e ci mancherebbe).
Rifiutarsi di fare il proprio lavoro perchè nell’aula accanto c’è un crocefisso è vergognoso ed incivile.
Capito ora ?
Ma davvero vedere un crocifisso in alto su un muro, piccolo piccolo è una cosa così terribile ? Davvero qualcuno può sentirsi turbato nella sua autodeterminazione nel vedere quel simbolo ?
Ma chi dice queste cose lo fa seriamente o prende in giro chi lo ascolta ?
Ripeto che comprendo la protesta contro i simboli religiosi negli uffici pubblici, ma come si può davvero ritenere che tale presenza sia un problema ? perchè ovviamente non lo è.
Forse sarebbe meglio se non ci fossero, ma se anche ci sono non cambia assolutamente nulla, nella vita bisogna essere pragmatici, altrimenti si finisce nella demagogia.

Christian

Riguardo al Giudice,
come ho scritto sopra, nessuno ha dato ragione al Giudice, che ha commesso un reato rifiutandosi di fare udienza per un motivo pretestuoso e ridicolo.
Si è probabilmente detto che è giusto togliere i simboli religiosi dalle aule di giustizia, ma che la presenza di questi non legittima il giudice a non fare il proprio lavoro.
Se poi il crocefisso si trova nell’aula accanto a quella del Giudice e non nella sua, la motivazione addotta cade davvero nel pretestuoso.
Qualcuno di voi immagina cosa accadrebbe se ogni giudice, o dipendente pubblico si rifiutasse di lavorare (e fosse legittimato a farlo) sulla base di ogni pretesto religioso o culturale ? (in fondo la religione è una cosa culturale).

Christian

Nessuno ha dato ragione al giudice in questione, e non bisogna dargliela, perchè quello che ha fatto è una cosa molto grave !!!
Non è un uomo coraggioso, è un uomo che non ha fatto il suo dovere per motivi puerili e pretestuosi !!!
Lui poteva protestare, ne aveva tutto il diritto
Ma non poteva rifiutarsi di fare il suo lavoro
Non poteva rifiutarsi di dare giustizia a chi a lui la chiedeva !!!
Ciò che ha fatto (o meglio che non ha fatto) è gravissimo !!!
NON E’ UN EROE

Sergio, webmaster UAAR

Due cose:

:Spero che tale sentenza dia il via ad un vero processo di liberazione dello Stato italiano dai soprusi della Chiesa.

Questa non è una sentenza, è una motivazione d’ordinanza disciplinare. Non serve come precedente giuridico. Volendo tuttavia essere generosi verso il CSM e ottimisti per noi tutti, possiamo intenderla come un “parlare a suocera perché nuora intenda”, ovvero come una linea di tendenza che altri giudici chiamati a decidere su futuri casi analoghi (e ce ne saranno) farebbero meglio a seguire, soprattutto dopo che essa è stata formalmente esplicitata dall’organo di autogoverno dei magistrati.

: purtroppo e’ piu che possibile che adesso il governo vari una legge apposita per garantire la presenza dei crocifissi nelle aule di scuole e tribunali. comincera l’udeur seguito dalla margherita, i ds per non mettere in pericolo il governo li lasceranno fare come al solito, poi al momento di votare si accodera anche tutta la destra. accetto scommesse…

Non l’ha fatto il centro-destra con Bricolo, è difficile che lo farà il centrosinistra, e non perché a Rutelli & Co. non venga l’orgasmo al pensiero di scondinzolare davanti alla Sacra Pantofola, ma perché una legge del genere non piacerebbe alla CEI: dopo due giorni un giudice solleverebbe la questione di legittimità costituzionale e la legge sarebbe sicuramente bocciata dalla Consulta – che finalmente sancirebbe la definitiva uscita dei crocifissi dai luoghi pubblici. Se adesso ci stanno ancora è perché non c’è una posizione giuridica definita, in quanto la Consulta non può esprimersi e i TAR vanno un po’ a casaccio.

paolo di palmanova

Mi sono cambiato il nome in quanto su questo sito interviene un’altro Paolo con il quale non condivido probabilmente nulla, in particolare questo suo intervento che mi sembra non si possa definire sarcastico ma rispondente al suo modo di pensare. L’intervento del CSM è doveroso per riportare un pò di equilibrio tra chi è cattolico e chi è altro, ma nello stesso tempo dà maggiori garanzie anche ai cattolici, visto che una giustizia laica è sempre superiore alla giustizia confessionale.

Francesco Paoletti

Dopo le ultime che stanno avvenendo a Roma. Notizie come questa ti sollevano il morale.

Gérard

Per Christian – Ma se il giudice avesse soltanto protestato, sarebbe stata l’ennesima protesta che serve a niente….
L’Alsazia e una parte della Lorena hanno a differenza del resto della Francia un concordato che data del periodo tedesco . Se non mi sbaglio, questo concordato prevede l’esposizione del crocefisso nelle aule anche giudiziarie . Ebbene quando viene celebrato un processo , e che la parete rappresenta un simbolo religioso ( aula del tribunale di Strasburgo dove c’è un affresco antico di carattere religioso ) una tenda copre i simboli religosi e questo non ha mai dato luogo a proteste da parte ne della popolazione ne delle autorità religiose …

Alessandro Masini

per giorgio: perchè offendi cristian? secondo me ha ragione nel principio. quindi ha dato torto al giudice per il suo comportamento ma ragione nel principio. in fondo a me il giudice tosti non mi ha mai convinto, uno che chiede la rimozione dei simboli solo perchè non gli fanno appendere la menorà ebraica che cazzo di laico sarebbe????????? c’è anche da dire però che senza azioni clamorose in questo campo non si ottiene nulla, si è dovuto sacrificare welby sull’altare dei media per smuovere le coscienze sull’eutanasia!!

emel

…voi protestate, protestate pure civilmente, mi raccomando.
Non avete ancora capito che contro gli invasati dalla religione o i dittatori, la protesta civile non serve a niente??? …anzi una volta che viene metabolizzata (o eliminata) senza cambiamenti ne leggittima ancora di piu’ la forza !
Tosti ha il merito di smuovere le acque, altrimenti tutto resta come prima, “quaeta non movere” e’ il loro motto, no???

Tosti va sostenuto, non criticato …ma che ingenui che siete.

Alessandro, la richiesta della menora’ e’ solo uno strumento per mostrare l’incongruenza del sistema, non che la voglia esibire a priori.

archibald.tuttle

“no che chiede la rimozione dei simboli solo perchè non gli fanno appendere la menorà ebraica che cazzo di laico sarebbe?????????”

no guarda che secondo me stai fraintendendo. chiedere la menora ebraica e’ una provocazione, come chiedere di appendere tutti gli altri simboli religiosi, cosa totalmente ridicola, cosi per mantenere un minimo di decenza nelle aule si dovrebbero eliminare tutti i simboli religiosi e basta. tosti non vuole la menora in aula, e’ un modo per rendere piu evidente l’inconciliabilita della presenza del crocifisso nelle aule di tribunale con la laicita dello stato.

e’ un argomento simile a quello che ha portato alla nascita del culto del flying spaghetti monster: volete insegnare l’intelligent design nelle classi di biologia? allora dovete insegnare anche la nostra stupida teoria sulla creazione del mondo, e tutte le altre, per rispettare la liberta di religione, la separazione tra chiesa e stato, e la parita delle religioni di fronte allo stato.

Enrico Bacciardi

concordo con archibald. Tosti è un ateo convinto e militante. La menorah era solo un pretesto per rendere palese l’incongruenza di uno stato laico con i crocefissi appesi ovunque nei luoghi pubblici!

interessante il discorso:
“Non poteva rifiutarsi di dare giustizia a chi a lui la chiedeva !!!
Ciò che ha fatto (o meglio che non ha fatto) è gravissimo !!!”

posso dire che a mio avviso ha fatto un mossa per cui ha pagato e sta pagando… ha violato la legge, ma non impunemente. La conseguenza, però, è stata sollevare il polverone, e quindi un passo avanti nella sua (nostra) battaglia. Direi che ha avuto un comportamento coerente.

Silvano Madasi

Eureka!
Finalmente qualcosa va per il verso giusto!
E non mi sento proprio di criticare il giudice Tosti, anzi, se questo è avvenuto è grazie alla sua determinazione.

trotzky

Il giudice Tosti è stato condannato per ragioni poilitiche. Egli ha pienamente ragione, perché la Costituzione, che è nata dopo la legge Rocco emanata in regime confessionale, è laica e, se si è rifiutato di dare udienza, lo ha fatto per coerenza con il principio laico, per il quale il giudice deve essere imparziale nella sua attività giudicante e non farsi influenzare dai valori di una religione.
Il CSM ci ha messo undici mesi per rilasciare le motivazioni, perché non sapeva come uscire dal ginepraio ii cui si era infilato, condannando questo giudice, ma in seguito, quando l’Europa ha emesso la direttiva 45 per l’adeguamento di tutti gli Stati membri al Parlamento europeo in merito ai diritti civili, ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco e ammettere che si era sbagliato.
Adesso dovranno emanare una circolare applicativa con la quale si ordina ai tribunali e alle scuole di rimuovere i crocifissi, ma ovviamente faranno ostruzionismo con la solita tattica degli orecchi da mercante.
Spetta a noi in questa fase dunque costringerli a emanare questa circolare. Perciò occhi aperti e sempre in guardia

Commenti chiusi.