Stazione Termini: concluso il sit-in

Per essere un semplice presidio è stato un gran successo: più di duecento persone presenti, agenzie di stampa, TGLazio, Radio Radicale, lo striscione UAAR nuovo di pacca (e molti soci a reggerlo), tanti rappresentanti di associazioni venute a portare la loro testimonianza. Un universo variegato che ha manifestato la propria contrarietà alla “dedica” a Giovanni Paolo II della più importante stazione ferroviaria del paese. Le steli di dodici metri, che ricordano l’abortito nome di “Stazione Termini – Giovanni Paolo II”, non sono ovviamente state ancora tolte – tra parentesi, si fa una bella fatica a rintracciarle se non vengono additate da qualcuno, perché passano completamente inosservate in mezzo alle gigantesche pubblicità di Intimissimi e Yamamay. Ma siamo convinti che questa bella dimostrazione di laicità non si fermerà qui. A febbraio sono in programma la Settimana Anticoncordataria UAAR e la manifestazione NO VAT. Non mancate, non saranno per pochi intimi.

9 commenti

Francesco Casu

C’ero anche io, bella manifestazione, ho avuto anche la possibilità di firmare la richiesta popolare d’interrogazione al sindaco!

Complimenti a tutti.

Gianfranco

il TG3 Lazio ha abbena detto una trentina di persone… Ha tenuto ben strette le inquadrature. Allora, qualcuno si è premurato di contare bene?
Saluti Laici

Rosalba Sgroia

No…eravamo di più, almeno duecento. 🙂
Comunque noi dell’UAAr specie Paoletti e Vallocchia si sono visti benissimo e anche il nome dell’associazione è stato citato giustamente.

FredFast

Dai, non contestiamo l’uso “artistico” del teleobiettivo… altrimenti dovrei pensare che in questa occasione è stato usato per evidenziare le poche persone presenti, ma la domenica in piazza S Pietro per evitare di inquadrare vaste aree deserte.
Non siamo mica complottisti, noi! 🙂 🙂 🙂

Daniele Gallesio

Vediamo… così il link di Domenico Faro dovrebbe funzionare:

TG3 del Lazio

Ma mi sa che bisogna affrettarsi perché domani lo cambiano con quello di domani. (credo)

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