“No agli omosessuali in chiesa”

Niente più omosessuali in chiesa. Lo ha deciso il vescovo di Aversa, Mario Milano, che ha vietato a padre Edoardo Capuano, parroco della chiesa di San Giorgio Martire di Pascarola, di continuare il programma pastorale contro l´emarginazione degli omosessuali. Pare che “La perla”, il nome scelto per il gruppo di preghiera, abbia scosso l´intera cittadinanza. Da qui la richiesta dei fedeli al vescovo di fermarli e «di cacciarli via». Il gruppo era composto da gay e lesbiche. Si incontravano in chiesa per confrontarsi e raccontare le discriminazione che subiscono ogni giorno. Nelle intenzioni di padre Capuano, «il gruppo doveva combattere l´emarginazione sociale che vivono gli omosessuali». Un´interpretazione della carità cristiana poco condivisa dai cittadini di Pascarola che si sono opposti con sdegno a questa “apertura” verso la diversità. […]

Il testo integrale dell’articolo di Emilio Marchese per Repubblica è stato pubblicato su Gaynews

53 commenti

Kaworu

se il parroco fosse stato persona decente, avrebbe dovuto cacciare i fedeli che chiedevano la cacciata dei gay.

a quanto pare invece, come sempre si fa quel che fa comodo.

che merde

Kris

che schifo, che se la tangano la loro parrocchia di merda quei pii fedeli e che vengano soffocati dalla propria ipocrisia!

Lamb of God

Più che contestare il vescovo, il quale applica semplicemente la legge impostagli dal ruolo, ci sarebbe da lodare padre Capuano perchè ha avuto del fegato.
Non avevo mai sentito di iniziative simili da parte di un prete.

Francesca

Secondo me un omosessuale (o una donna, beninteso) che voglia far parte della Chiesa Cattolica è come un negro che voglia far parte del Ku Klux Klan. Se si vuole restare cristiani, si può anche diventare Valdesi, confessione che non discrimina affatto.

Fra

Credo che un fatto simile costituisca reato in quanto si concretizza in una discriminazione e comunque contrasta col principio di libertà religiosa, finanziata tra l’altro con soldi pubblici…

Kaworu

sono in linea di principio d’accordo con francesca, ma gente che predica fratellanza e poi vuole la ghettizzazione merita due calci in culo.

davide

@ Fra
Purtroppo questo vale per tutti, ma non per la Chiesa libera di discriminare chi vuole, perchè come dicono certi esponenti della Margherita e di altri partiti di sinistra “le parole della Chiesa sono un punto di riferimento per tutti noi”. è quindi possibile sconfiggere ogni forma di discriminazione, che non so cosa c’entri con la democrazia, se ci sono “persone” che parlano così? E poi ti pare casuale che preti tipo don Gallo, don Vitaliano,… abbiano molti problemi con la loro Curia?

Vassilissa

Non date perle ai porci…..
invito il gruppo e anche padre capuano a traslocare im massa dai valdesi, dove troveranno il vero messaggio cristiano di accoglienza e fratellanza.
Insistere coi cattolici è tempo perso, come dice francesca.

Emilio Gargiulo

Buona mossa quella del vescovo. Ci saranno atei in più.

Daniele Gallesio

Niente più omosessuali in chiesa.

Quindi i fedeli dovranno dirsi la messa da soli senza il prete??? 😀

Sergio, Webmaster UAAR

Secondo me, non è da contestare il vescovo. Il club ha le sue regole, lo si sa. Io non capisco quei gay che continuano a voler fare parte della Chiesa cattolica che li tratta a pesci in faccia. Non mi stupisce che succedano queste cose e, dall’altro lato, è un bene: così finalmente si getta la maschera.

Syd

Assolutamente d’accordo con Francesca. Ci vorrebbe un po’di coerenza in più e seguire la propria scelta fino in fondo, non ci si può definire omosessuali e cattolici, così come non si può essere omosessuali e musulmani o ebrei. Così come è ipocrita chi si dice cattolico e fa sesso prima o al di fuori del matrimonio, divorzia e tutte quelle cose alle quali i bigotti nostrani non vogliono rinunciare. Lo stesso vale per Welby, io sinceramente fossi stato in lui avrei lasciato fra le mie volontà anche il rifiuto sdegnato e schifato delle esequie religiose, il fatto che a mafiosi e assassini le esequie non si negano non significa che per i suicidi siano giuste. Se sei fuori dalla chiesa sei fuori in tutto e lo devi anche rivendicare.

Daniele Gallesio

Sono -paradossalmente- d’accordo sia con Francesca che con Kaworu.

Come disse Aldo Busi: Un omosessuale cattolico è come un ebreo nazista.

Però è anche vero che ogniqualvolta qualcuno fa sbattere il naso dei cattolici contro la loro ipocrisia ciò è un bene (un bene assoluto? 🙂 ).

Daniele Gallesio

Syd scrive:
Se sei fuori dalla chiesa sei fuori in tutto e lo devi anche rivendicare.

Sottoscrivo

Erny

Ottimo, spero che la Chiesa Cattolica continui così. Con la politica dell’ odio e dell’ emarginazione verso gli omosessuali, e verso tutti quelli non conformi ai loro dettami, si dimostrano sempre più distanti e alienati dalla società civile. Procedono con veri e propri atti di forza nei confronti della nostra mediocre e avulsa classe politica. Ma l’ allontanamento dalla società civile, é ormai un dato di fatto. Mi chiedo come facciano ad essere così ottusi, in realtà é la religione che alla fine offusca completamente la ragione, e invece di stabilire una linea di dialogo con gli omosessuali, che vorrebbero essere accettati nella comunità cattolica, continuano a cacciarli con un’ odio che ricorda sempre di più quello già visto in europa.
Ma oggi un giovane con un pò di raziocinio, non può che prendere le distanze dalla chiesa e dalla sua inumana religione.

Lamb of God

Dai ragazzi, non stupiamoci se la chiesa cattolica ci risulta ipocrita, visto che sull’ipocrisia ci ha basato gran parte della sua storia. Sappiamo tutti che agli occhi del Santo Padre due uomini che si amano meritano l’emarginazione e il cartello di abominio o scherzo della natura, nonostante chi li giudica magari difende Pinochet, Marcinkus o un vescovo pedofilo di Boston.
Se non fosse così noi che ci stiamo a fare? 😀

darkzero

Che la chiesa facesse schifo è storia vecchia.

@Daniele Gallesio

Com’è la sintassi per quotare?

Daniele Gallesio

Da La via della croce
di Fabrizio de André


Ti seguono curve le vedove in testa
per loro non è un pomeriggio di festa
si serran le vesti sugli occhi e sul cuore
ma filtra dai veli il dolore

Fedeli umiliate da un credo inumano
che le volle schiave già prima di Abramo
con riconoscenza ora soffron la pena
di chi perdonò a Maddalena
di chi con un gesto soltanto fraterno
una nuova indulgenza insegnò al Padreterno
e guardano in alto, trafitti dal sole
gli spasimi di un Redentore

RazionalMENTE.net

Tutto sommato penso che questo ennesimo atto di violenza sia utile a far capire a questi gay cattolici quanto sia stupido continuare ad essere cattolici.

Però io vorrei fare di più, vorrei che ci dessimo da fare per denunciare pubblicamente tutti i cattolici non cattolici che conosciamo, cioè tutte quelle persone che si dicono cattoliche ma non seguono la dottrina cattolica, a cominciare dai nostri stessi parenti e amici. Mettiamoli di fronte alla loro incoerenza. Se i gay non possono entrare in chiesa, allora neppure i divorziati, neppure chi ha rapporti prematrimoniali, chi ha abortito, ecc. deve poter entrare.

A me sembra che per i gay si faccia un trattamento di favore, sono le streghe del terzo millennio, i capri espiatori di tutti i peccati del mondo.

charlotte

Come disse Aldo Busi: Un omosessuale cattolico è come un ebreo nazista.

è vero, ma Busi sa anche che tantissimi “colleghi” suoi sono preti… chissà quanti ne ha conosciuti! 😉

jaro

@ Sergio
Ti chiedo perdono, ma quel che non capisco io sono i commenti superficiali come il tuo. In molti casi far parte della chiesa cattolica non è una scelta molto più di quanto lo sia l’essere gay. Se tu sei cresciuto in una famiglia atea, o di cattolici all’acqua di rose, buon per te. Sei fortunato. Ma chi è stato indottrinato fin dalla nascita, è vittima di condizionamenti troppo forti per potersene sbarazzare tanto facilmente. Farsi illusioni riguardo al potere di persuasione della religione cristiana, e in particolare di quella cattolica, è controproducente. Lo si vede bene dagli effetti che ha avuto; dal successo che ha avuto questa religione nel mondo. Vedere i gay cattolici come persone che scelgono deliberatamente di farsi del male da sole è ingiusto nei loro confronti. I gay cattolici sono delle vittime.

Comunque è vero, il club ha le sue regole. Ma fa orrore la mastodontica ipocrisia degli esponenti del club, che vorrebbero farci credere che secondo loro l’omosessualità è sì un peccato, ma la persona omosessuale va rispettata. Ma davvero la pensano così? Allora mi facessero il piacere di spiegarmi questo.

Daniele Gallesio

Vedere i gay cattolici come persone che scelgono deliberatamente di farsi del male da sole è ingiusto nei loro confronti. I gay cattolici sono delle vittime.

E’ vero.
Sono vittime di indottrinamento, ma non se ne rendono conto. Altrimenti non sarebbero indottrinati.

Ora cosa possiamo fare noi?
Dire ai cattolici di accettare i gay?

Io credo che, per quanto duro e poco psicoanaliticamente corretto, dire a viso aperto ai gay che Un gay cattolico è come un ebreo nazista è un modo come un altro per costringerli a prendere atto che il loro crisitanesimo è una “scelta” indotta e non il risultato di una libera riflessione!

Del resto se sono stati indottrinati al cattolicesimo, saranno anche stati indottrinati all’eterosessualità, no?

Come sono riusciti a smettere di considerarsi eterosessuali mentendo a loro stessi, possono riuscire anche a smettere di considerarsi cattolici.

Ma finché la cosiddetta “società civile” dirà che sono i cattolici a sbagliare a non accettare gli omosessuali, gli omosessuali “cattolici” non metteranno in discussione sé stessi e aspetteranno passivamente che qualche sacrestano compassionevole apra loro la porta.

Se la società civile inizia a dire: Amici gay, sveglia! Forse li aiuta di più che non una pietosa bugia…

Silvia

Sottoscrivo molto di quello dice jaro.
Diventare atei richiede nella più parte dei casi riflessione, cultura, coraggio. In Italia, praticamente nessuno “diventa” cattolico: da noi si “è/nasce” cattolici. Proprio perché è una fede largamente diffusa e condivisa, l’idea della conversione è difficile da affrontare. Quanti di noi tra l’altro poi conoscono praticamente un valdese? (è più facile coi TDG…)
Non possiamo poi pretendere che una persona faccia dipendere tutta la propria personalità, bisogni, schemi concettuali ed ideali dall’orientamento sessuale. Se tutti gli omosessuali non possono per coerenza essere cattolici, allora tutte le donne non possono essere cattoliche (ancor meno islamiche). Eppure tanti lo sono, e non mi sembra neppure un paradosso.

Pur condividendo con voi un netto anticlericalismo ed anti-vaticanismo, non si può essere atei integralisti al punto da negare parte della realtà: non tutte le esperienze religiose sono traumatizzanti, coercitive o umilianti, non tutti i preti pedofili, ladri o approfittatori. Ci sono molte persone per cui la fede è un appoggio psicologico notevole, anche se la religione “ufficiale” ne stigmatizza natura o comportamenti.
La CCAR non è solo il Vaticano.

Silvia

@Daniele Gallesio
hai postato prima del mio post 🙂
Condivido che è meglio guardare in faccia la realtà. Ma perché pretenderlo come più naturale per un omosessuale che per qualsiasi altro?
In base a quanto dice il papa o Ruini, pochissimi cattolici potrebbero definirsi tali.
In Italia il cattolicesimo è “la” religione di tutti, abbastanza tollerante da permettere fattualmente anche ai suoi ministri molte maniere di viverne i dettami. E’ per questo che molti si dicono cattolici, anche se sono solo più o meno teisti che condividono alcune delle linee guida morali del cristianesimo.
La coerenza non è né dono né obbligo di tutti. Personalmente, preferirei trovarla in un vescovo che in un povero cristo qualsiasi, che nella vita cerca le consolazioni che trova…

Daniele Gallesio

x Silvia:

Sono d’accordo: non dovremmo pretenderlo come più naturale in un gay.

Però credo che un gay abbia un motivo in più di un eterosessuale (maschio) per abbandonare il cattolicesimo. E dirglielo può essere uno sprone.

Johnny Golgotha

La Chiesa ha più volte sottolineato che non deplora l’omosessualità in quanto sentimento d’amore, bensì la sua pratica fisica, vale a dire che per la Chiesa i gay possono anche essere cattolici, ma devono astenersi dai rapporti sessuali; dovrebbero, cioè, rinunciare ad una parte della propria umanità solo per stare simpatici al Papa (nemmeno a Cristo quindi, che, stando alle sacre scritture, non dovrebbe avere nulla contro di loro), il quale, anche in quel caso, li porterebbe comunque come esempio di fede debole ed incompleta

Anche io sono dell’idea che essere Gay e cattolici equivale ad essere Neri ed incaponirsi a far parte del KKK

Ernesto

“nemmeno a Cristo quindi, che, stando alle sacre scritture, non dovrebbe avere nulla contro di loro” Anche il Nuovo Testamento contiene qualche riferimento contro la sodomia, mi dispiace.

Giuseppe

@darkzero

devi inserire la parola blockquote tra i segni per iniziare la citazione
e poi /blockquote (sempre tra ) per chiudere.

Giuseppe

@Ernesto

« Anche il Nuovo Testamento contiene qualche riferimento contro la sodomia, mi dispiace. »

Sì ma è quello sciroccato di Paolo di Tarso, con le sue fissazioni, non Cristo. Ammesso che ci sia stato ‘sto Cristo.

Marja

così facendo la Chiesa e i suoi bigotti fedeli si rendono sempre più impopolare, magari gli integralisti cattolici mostrassero sempre così esplicitamente il loro vero volto, la Chiesa e la lobby cattolica avrebbero molto meno consenso!

Daniele Gallesio

x Darkzero

Ah… scusa!

Non avevo visto la tua domanda. L’ho notata solo ora che ho visto la risposta di Giuseppe.
E’ giusto quel che ti ha risposto lui.

Per aprire il quoting usi <blockquote>

Per chiuderlo usi </blockquote>

Sergio, Webmaster UAAR

@Jaro:

Ti chiedo perdono, ma quel che non capisco io sono i commenti superficiali come il tuo. In molti casi far parte della chiesa cattolica non è una scelta molto più di quanto lo sia l’essere gay. Se tu sei cresciuto in una famiglia atea, o di cattolici all’acqua di rose, buon per te. Sei fortunato. Ma chi è stato indottrinato fin dalla nascita, è vittima di condizionamenti troppo forti per potersene sbarazzare tanto facilmente.

Premetto che, se fosse stato per mia madre, avrei pure saltato la scuola per servir messa la mattina. Questo tanto per chiarire il concetto. Eppure dai 14 anni in poi sono passato dallo scetticismo, al distacco e alla fine alla miscredenza totale. Ma non è questo il punto. Non c’è bisogno che tu chieda perdono, ma devi sapere che non mi permetterei mai di liquidare un argomento del genere con un commento superficiale, proprio perché da 7 anni vado ogni 13 gennaio in piazza per commemorare un gay cattolico che si è dato fuoco a piazza S. Pietro per protesta contro l’odio omosessuale indotto dal bigottismo (en passant, io in piazza per i gay discriminati, compresi quelli cattolici, ci vado; nessun gay cattolico è mai sceso in piazza per me: per questo posso permettermi di dire quello che dico, proprio perché non ho code di paglia o coscienza sporca e parlo franco).

Lo si vede bene dagli effetti che ha avuto; dal successo che ha avuto questa religione nel mondo. Vedere i gay cattolici come persone che scelgono deliberatamente di farsi del male da sole è ingiusto nei loro confronti. I gay cattolici sono delle vittime.

Quando si diventa adulti ci si prende la responsabilità dei propri atti e delle propria vita, e si aprono anche gli occhi. Scoprire che la chiesa cattolica è matrigna fa male, molti ci sbattono la faccia. È traumatico, come quando scopri che Babbo Natale non esiste, che il papà e la mamma non sono perfetti e magari litigano e si fanno le corna. Da che mondo è mondo si chiama crisi di crescita, ma non c’è altro modo per affrontarla. I gay, i divorziati, i concubini, devono capire che questa Chiesa è un club i cui capi non sono scelti da loro e le cui regole sono solo da subìre. Se capiscono a schiaffi in faccia che questo club non è per loro, forse capiranno anche che prima se ne vanno e meglio è. Non sono io, ex-dirigente dell’UAAR, a chiedere che un gay venga riconosciuto dalla Chiesa cattolica. Io devo far sì che non venga discriminato dalle leggi e dalla società civile e che alla Chiesa sia impedito di spargere ulteriori germi di sessuofobìa e omofobìa. E questa qui è una posizione che ribadii anche a Gianni Geraci, gay cattolico.

Sergio, Webmaster UAAR

Come post scriptum, tra l’altro, sissignore, sono d’accordo con Daniele Gallesio: se si accetta la propria sessualità come “diversa” (nessun intento spregiativo in quel “diverso”: indico solo “diversa” da quella che la morale cattolica indica come “normale”) allora si può anche discernere tra una vita priva di sensi di colpa e una serie di imperativi insostenibili per la stabilità emotiva di chiunque. A meno che non ci si pari dietro un dito, sostenendo che essere omosessuale è una fatalità (indipendente dalla volontà) e l’abbandonare la religione una scelta: l’atto di volontà è accettare la propria omosessualità, non l’essere omosessuale. E fintantoché i laici con la coda di paglia lunga 1 Km continueranno a dire che la chiesa deve accettare i gay, questi 1. continueranno a elemosinare un po’ di comprensione dal prete – operaio di turno, e 2. si continuerà a legittimare il comportamento della Chiesa e, quel che è peggio 3. le si continuerà a riconoscere, de facto, il monopolio della retta morale.

Un credente di nessuna religione...

Ma quanti anni avrà la chiesa cattolica? Moltissimi miei amici ex-cattolici praticanti sono ormai diventati cattolici solo di nome ma non di fatto (giusto per inerzia) e uno, dico uno che per la storia di Welby abbia detto che era daccordo… Se guardo la chiesa proprio Dio non lo vedo, sarà un mio limte ma scusate non riesco proprio a trovarlo nella istituzione, ma in molte persone che ne fanno parte sì… allora abbiate coraggio e protestate apertamente per una istituzione che non vi rappresenta, che non rappresenta Dio che avete invece nel cuore!

Francesca

Concordo in toto con Sergio.
Del resto, non ci sono due pesi e due misure, se sono ipocriti i conviventi che vanno in Chiesa o le donne che fanno la PMA all’estero e poi battezzano i loro figli, solo per fare due esempi, non vedo perchè non dovrebbero esserlo anche gli omosessuali. I condizionamenti sono forti per tutti.

RazionalMENTE.net

Io credo che ai gay l’indottrinamento cattolico cagioni anche maggiori sofferenze rispetto agli altri. Sono credenti come tanta altra gente, non per scelta o per averci ragionato, ma perché appunto sono stati indottrinati fin da piccoli. Crescono così con maggiori sensi di colpa. Pensano di essere “sbagliati” non solo rispetto alle altre persone, ma anche rispetto a Dio. Insomma, soprattutto da giovani, si sentono fortemente in colpa, non riescono a capire che non ha senso sentirsi in colpa per qualcosa che non si è scelto.

Zeffirelli, ad esempio, è gay ed è molto cattolico. Da giovane viveva la sua omosessualità con grandi sensi di colpa. E ancora oggi si considera un peccatore, insomma uno che ha fatto cose che non avrebbe dovuto fare. E giustifica però tale colpa col dire che era giovane e non riusciva a resistere all’istinto. Adesso è anziano, probabilmente non ha più rapporti omosessuali e si dice pentito.

Lo stesso Buttiglione ha più volte detto di non essere un santo, di essere cioè un peccatore. Si rende conto quindi che certe cose sono un peccato e considera se stesso un peccatore.

Ecco il grande risultato della dottrina cattolica: trasformare ogni uomo in un peccatore, FIN DALLA NASCITA!!!

Il senso di colpa ti accompagnerà per il resto della vita. Solo i “santi”, in seguito a incredibili sofferenze, sono riusciti a raggiungere la purezza, la libertà dal peccato (anche se sono quelli che maggiormente si sono sentiti in colpa per tutta la vita).

Ora se ha un senso sentirsi in colpa per il male fatto ad altri, perché dovremmo sentirci in colpa per cose che non fanno male a nessuno? Debbono sentirsi in colpa due gay che hanno rapporti tra loro se sono adulti e consenzienti?

Questo è il punto dolente dell’etica cattolica (e religiosa, in genere). Istillare il senso di colpa anche senza alcun motivo. E lo vediamo anche nella messa quando tutti, nelle preghiere, debbono ripetere di essere dei peccatori, battersi il petto, pentirsi di non si sa quali colpe perché la teoria è appunto che “nessuno è senza peccato”.

Dario Fo raccontava che da ragazzo il suo impatto con la Chiesa era stato poco piacevole. Al cospetto dei preti si era subito sentito dire “pentiti!” e lui non sapeva di cosa dovesse pentirsi.

Anche questo è un modo per tenere il popolo a bada: far sentire tutti indistintamente colpevoli. E non c’è salvezza al di fuori della Chiesa!!!

Vassilissa

La libertà ha il suo prezzo: per me è stata la solitudine. Quando ti distacchi dalla “comunità”, esci dal recinto, magari soffocante ma tanto rassicurante, ti senti solo, in balia delle tue tempeste interiori, ma indietro non si torna. Se torni indietro hai perso due volte.

Vassilissa – il mio nik- è la protagonista di una bella fiaba russa: rimasta orfana subisce le angherie della matrigna e delle sorellastre e trova conforto solo nella sua bambolina magica (la propria forza interiore). Decisa a liberarsi di lei la matrigna la manda a cercare il fuoco nella foresta dove vive una terribile strega, sperando che venga divorata. Vassilissa cammina due giorni e due notti, arriva dalla strega e deve superare alcune prove che supera con l’aiuto della bambola. La strega le regala il fuoco e le rivela alcuni misteri (la strega non è un personaggio negativo, anzi, rappresenta la conoscenza) poi la rimanda a casa. Il fuoco magico uccide e incenerisce la matrigna e le sorellastre e Vassilissa è libera di vivere la sua vita e con la sua bellezza e saggezza riesce a sposare il figlio dello zar. Fine
Non è una metafora perfetta anche x noi atei?

Bè, certo, nella vita è tutto più complicato…però avevo voglia di regalarvi questa piccola fiaba.

mstatus

Nessuno è obbligato ad “aderire” e a continuare a far parte di una associazione religiosa cattolica compresa (CCAR che cosa sarebbe se non chiesa cattolica apostolica romana?). Per quanto riguarda il discorso del battesimo (imposto), uno può tranquillamente sbattezzarsi e togliersi il “marchio” di dosso: costo di una raccomandata, trova il modulo in vari formati sul sito UAAR.
La “morale cattolica” presenta l’omosessualità come comportamento “abominevole”, se uno è omosessuale ed è cattolico agli occhi della sua divinità compie un peccato, e la divinità se ne resta amareggiata, creando anche grane per i rappresentanti della divinità in terra.
Del resto compie peccato anche chi all’interno del matrimonio religioso e pio pratica il sesso orale, la masturbazione, il sesso anale, o addirittura il sesso per puro piacere senza scopo procreatorio (pratiche assai diffuse anche tra i pseudo-cattolici che per me andrebbero “cacciati” dalla chiesa per indegnità quando appurato tali “abominevoli comportamenti).
Se uno continua a definirsi cattolico, ed a aderire alla associazione CCAR, segua i regolamenti dei cattolici e non sia ipocrita (eviti insomma di leccare il deretano al vaticano anche se solo per tradizione). Non sgarri e poi magari piagnucoli con la divinità, ed i preti di turno. Un credente potrebbe aderire all’UAAR, e rispettare le regole dell’UAAR? Sarebbe in regola con lo statuto associativo.
Hanno fatto bene i preti: via gli omosessuali dalla chiesa. Dov’è il problema? Le regole dell’associazione vanno rispettate: o gli omosessuali si pentono e rientrano accettando di cambiare il loro comportamento sessuale con animo grato e pio visto che la divinità li perdona, o che se ne vadano dall’associazione cattolica, che la associazione appurato i fatti li “escluda” (chissenefrega della chiesa nessuno ne ha bisogno).
Se i vertici cattolici vogliono mantenere ed acquisire ulteriori fette di mercato, cambino i loro regolamenti (cazzi loro, a me non me ne frega proprio nulla).
Ora come ora con i regolamenti statutari CCAR vigenti che siano “cacciati” gli omosessuali dalla chiesa. Il vescovo oltre a cacciare gli omosessuali dalla chiesa, nomini più “esorcisti” dato che il “maligno” opera 24 ore su 24, creando ulteriori possibili “omosessuali”, segua il consiglio di Padre Amorth (noto esorcista).
Qualcuno in qualche post ha citato la carità: la carità della CCAR è regolata dal 678 del catechismo e correlati.

mstatus

Rettifica (amministrazione della carità) ho invertito: catechismo 768 Perché la Chiesa possa realizzare la sua missione, lo Spirito Santo « la provvede di diversi doni gerarchici e carismatici, con i quali la dirige ». (181) « La Chiesa perciò, fornita dei doni del suo Fondatore e osservando fedelmente i suoi precetti di carità, di umiltà e di abnegazione, riceve la missione di annunziare e instaurare in tutte le genti il regno di Cristo e di Dio, e di questo regno costituisce in terra il germe e l’inizio ». (182).

Io lo conosco quel "prete"

Poveri ragazzi, capitati nelle mani dell’esibizionista padre Edoardo.
Il Vescovo ha fatto bene! E’ anche una tutela nei loro confronti, credetemi!

anche io lo conosco quel prete

povera Pascarola!!! nel volantino in cui ha presentato “la perla” dice che è un gruppo riservato, anonimo quindi segreto…. questa non è discriminazione???
ci dimostri che il popolo si è ribellato!
è a pascarola da qualche mese… cosa conosce di noi????

POVERA PASCAROLA!

Ho letto con attenzione i commenti, chiaramente si riferiscono all’articolo che da “Repubblica” ha infaimmato diversi focolai. I dissensi sono leggittimi, la preoccupazione è fondata per chi non ha a che fare con il paese e soprattutto con i retroscena di questa triste faccenda! Mi sento in dovere, conoscendo la situazione da vicino di precisare alcuni punti.
Pascarola, una piccola frazione del comune di Caivano a Nord-Est di Napoli, si è sempre distinta come territorio di solidarietà e accoglienza nei confronti di tutte le forme di disagio sociale. Qualche esempio?
1. Sono circa dieci anni che organizza “La Festa Missionaria” in cui vengono raccolti fondi destinati alle missioni nei paesi del sud del mondo (quest’anno sono stati raccolti ben 6000euro). Notizia reperibile in qualsiasi motore di ricerca sotto la voce “solidarietà pascarola”.
2. Opera da diversi anni come uno dei più grandi Gruppi Caritas del territorio, sempre in prima linea nell’assistenza ed integrazione agli extracomunitari e rom presenti sul territorio.
3. Come Azione Cattolica e Comunità Parrocchiale ha sempre lottato (con incontri, confronti manifestazioni) per la sensibilizzazione e l’integrazione di ogni realtà.
Un esempio concreto? I gay e le lesbiche presenti sul territorio tuttora frequantano la parrocchia liberamente partecipando al coro ed al servizio liturgico…ed il fatto riste è che alcuni di loro non sono a conoscenza della vicenda e del famoso caso della ormai definita “cacciata degli omosessuali”.
Questi sono i fatti! Don Capuano in un incontro con la comunità ha detto di non sapere nullal dell’articolo e della vicenda e di non conoscere il giornalista di repubblica.
Il giornalista è stato però contattato e ha dimostrato che le dicharazioni gli erano state rilasciate da Don Capuano.
Ora che dire…?!?
Il paese e rimato attonito dinanzi a tanta ipocrisia di chi, non solo non lo conosce ma addirittura lo taccia come “neo nazista”…
Pascarola è diversa…chi ci vive lo sa!

Vassilissa

@ povera Pescarola
non ho capito una cosa: il gruppo “la perla” esiste da prima dell’arrivo di don capuano o è stato presentato da lui?
Se esisteva già si potrebbe pensare che ‘sto prete ha architettato il tutto x un po’ di pubblicità.
Comunque sia la mia fiducia sui giornali scende ancora di più…. 🙁

ABBASSO GLI ESIBIZIONISTI!!

sono sconcertata dalla banalità con la quale si fanno certe affermazioni (considerando che fino al commento di Io conosco quel prete nessuno di voi conosce Pascarola) !! forse Pascarola è l’unico posto in cui regna l’accoglienza (di tutti, ma proprio tutti!) e se siamo finiti sul giornale è solo perchè non c’è limite al peggio quando entra in gioco l’esibizionismo di alcuni personaggi con manie di grandezza!

ke schifo

io credo ke nessuno di voi oltre a chi ha scritto (ABBASSO GLI ESIBIZIONISTI!! E POVERA PASCAROLA) possa giudicare una cosa ke non conosce affatto, io sono rimasta senza parole quando ho letto l’articolo sul giornale e poi i vostri commenti e credo ke chi non conosce le situazioni non possa giudicare l’evento!!!! visto ke neanche io ke conosco il posto mi ritengo di giudicare l’evento!!!! ma una cosa la posso dire che “LA PARROCCHIA DI PASCAROLA (x ki la conosce anke se non ci vive) HA SEMPRE ORGANIZATO EVENTI BUONI E BELLI E KE NESSUNO NELLA PARROCCHIA VIENE EMARGINATO (questo lo può dire anke gli omosessuali di Pascarola visto fin a ora nella parrocchia ci sono sempre stati e “bene”)”. Una cosa è certa però si sparla e si giudica tanto ma non lo fanno solo chi è Cristiano ma anke chi non lo è…..(e questo non succede solo a Pascarola ma in qualunque parte del mondo)

cosi si combatte l'emarginazione?????

si parla tanto di eliminare l’emarginazione…..ma allora xkè il prete ha organizzato questi incontri in luoghi, giorni e ora sconosciuti e segreti? e così ke viene combattuta l’emarginazione?a me nn sembra!
se il parrocco avesse avuto questo intento nn si sarebbe nascosto ma avrebbe fatto tutto alla luce del giorno, compreso mettere il vescovo al corrente di questa iniziativa! gli omosessuali ci sono sempre stai e sempre ci saranno e nessuno mai li ha cacciati dalla chiesa…….se il Parroco volevo visibilità e provocare reazioni del vescovo poteva farlo senza però coinvolgere il popolo di pascarola che non ha molti motivi di vantarsi ma che sicuramente in questo caso non ha fatto niente!!!!!!!!
ps: rispondo a lanb god se il tanto decantato padre Capuano avesse avuto del fegato avrebbe continuato la battaglia, ma forse il suo intento era solo farsi un pò di pubblicità……………..così l’ha ottenuta!!!!

Maria Rosaria

Bisogna fare informazione sul significato di omosessualità! Purtroppo siamo ancora allo stato scimmiesco …l’evoluzione è lenta e figuriamoci con i dogmi delle chiese! Spero che si estinguerà quest’essere malvagio che alberga nelle nostra società “civile”, poi mi domando: quanti resteranno? Altri esseri umani si saranno adattati per andare a scolvolgere altri pianeti con le loro dottrine di dolore e catene? Perchè non si insegna ad essere felici da piccoli, da grande, da vecchi? PERCHE’?

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