Mattina di fuoco a Beirut. E’ degenerata in violenti scontri la manifestazione seguita allo sciopero generale indetto da Hezbollah contro la politica estera ed economica del governo. Tafferugli e sassaiole si sono verificati sia tra le diverse fazioni religiose sia tra i manifestanti e la polizia. Il bilancio, ancora provvisorio, è di un morto – un sostenitore del governo secondo la televisione Al Arabiya – e almeno una quindicina di feriti. I soldati hanno sparato in aria per separare seguaci dell’opposizione e gruppi filogovernativi. Il premier Fouad Siniora, che sarebbe dovuto partire per Parigi, per la Conferenza dei Paesi donatori, è rimasto nella capitale per seguire gli sviluppi della situazione. I manifestanti – a migliaia secondo le prime stime – hanno eretto barricate, bruciato copertoni e sparso sabbia e pietre sulle carreggiate delle grandi arterie. A Beirut, paralizzata già dall’alba, è bloccata anche la strada per l’aeroporto: numerose compagnie aeree hanno sospeso i voli.
Lingue disponibili
Articoli recenti
- La clericalata della settimana, 2: il Comune di San Cataldo (CL) conferisce la cittadinanza onoraria al rettore dei salesiani
- Immobiliare santità
- Buone novelle laiche
- La clericalata della settimana, 1: i sindaci dell’ANCI in udienza da papa Leone XIV
- Il martire Maga e il troll assassino
- Impegno per un mondo migliore, anche nel 2026. Gli auguri del segretario Uaar
