Terreni della Chiesa a boss della camorra

L’istituto Diocesano per il Sostentamento del clero di Caserta da oltre un anno affitta un terreno di sua proprietà, in località Marcianise, ad un noto camorrista della zona. Costo: 13 euro al mese. La vicenda è venuta alla luce pochi giorni fa, quando i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere e di Marcianise, in provincia di Caserta, hanno sequestrato, all’interno di un terreno agricolo, alcune costruzioni in cemento armato edificate senza le necessarie concessioni edilizie. E nel corso delle procedure di sequestro hanno scoperto che il locatario dell’area era Pasquale Belforte, esponente del clan Mazzacane, guidato dai suoi due fratelli e da molti anni attivo nel casertano. Belforte, però, non era il proprietario del terreno: l’area agricola di 2.600 metri quadri appartiene infatti all’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Caserta che gliel’aveva data in affitto, fin dal novembre 2005, per 160 euro all’anno. Poco più di 13 euro al mese. […] Come sono andate le cose, lo spiega il direttore dell’istituto, don Antonio Aragosa, il quale, interpellato da Adista, precisa subito che, a suo giudizio, si tratta di una “vicenda di poco conto”: “l’11 ottobre del 2005 – racconta – abbiamo ricevuto la disdetta del contratto da parte del sig. antonio musone, che all’epoca era l’affittuario del terreno. Dopo pochi giorni, all’istituto è arrivata la richiesta di Pasquale Belforte di poter avere in affitto il terreno per uso agricolo, e così abbiamo stipulato un contratto di locazione della durata di otto ‘annate agricole’, dall’11 novembre 2005 fino al 10 novembre 2013. Quando lo scorso 11 gennaio abbiamo letto sul Mattino di Caserta (in un articolo firmato da Rosaria Capacchione, cronista del quotidiano campano, ndr) la notizia che i carabinieri avevano sequestrato il terreno a causa dell’abuso edilizio che Belforte stava compiendo, abbiamo subito scritto al sindaco, all’ufficio urbanistica, ai carabinieri e ai vigili urbani di Marcianise per declinare ogni responsabilità e spiegare la nostra posizione. Il giorno dopo abbiamo scritto anche a Belforte: gli abbiamo ribadito che il terreno concesso in affitto è, da contratto, esclusivamente per uso agricolo e gli abbiamo chiesto di demolire le costruzioni abusive entro 3 mesi, altrimenti avremmo risolto il contratto”. L’istituto, quindi, ribadisce don Aragosa, intende rescindere il contratto d’affitto con Belforte solo nel caso in cui l’abuso non venga sanato: “se le costruzioni verranno demolite – dice –, per quanto ci riguarda il contratto andrà avanti regolarmente fino al 2013, altrimenti dovremmo avventurarci in una causa che potrebbe durare anche diversi anni” (secondo diversi civilisti contattati da Adista, però, l’abuso edilizio compiuto dall’affittuario è una condizione che consentirebbe la risoluzione unilaterale del contratto da parte del proprietario, a meno che non sia stata inserita una clausola apposita che lo vieta, ndr). Non conta che sia venuto alla luce che l’affittuario è un camorrista: “se un agricoltore ci chiede un terreno, noi glielo affittiamo – risponde don Aragosa –. ora è facile dire che Belforte è un camorrista, ma noi non sapevamo chi fosse. Del resto non possiamo conoscere i nomi di tutti i camorristi della zona”. Una disattenzione non di poco conto: il clan Mazzacane, guidato dai fratelli Belforte, è la cosca egemone nell’area del casertano da oltre dieci anni, con interessi che vanno dalle estorsioni ai traffici illeciti; i capi della cosca, i fratelli Salvatore e Domenico, sono entrambi in carcere rispettivamente per estorsione e per duplice omicidio. Il terzo fratello, Pasquale – cioè l’affittuario del terreno –, sebbene più defilato rispetto agli altri due, con precedenti penali per tentato omicidio e detenzione illegale di armi, ha interessi soprattutto del mondo dello sport (in passato è stato dirigente della Marcianise Calcio) su cui la direzione distrettuale antimafia di Napoli ha aperto diverse indagini. “Non siamo esperti di camorra – aggiunge don Aragosa –, i giornali li leggo ma non mi soffermo troppo sulla pagine di cronaca nera o sulle notizie riguardanti la criminalità organizzata”. E a don Aragosa non sembra anomalo nemmeno il canone di affitto a soli 13 euro al mese: “questi sono i prezzi di Marcianise, magari avessimo potuto darlo in affitto ad un costo maggiore”. […]

Fonte: Adista online

6 commenti

Matt

date, date l’8×1000 alla chiesa cattolica.
Aiuterete tanti poveri camorristi indigenti a coltivare un orticello per sfamare la famiglia.

Lorenzo

La notizia si commenta da sola. Come i soldi che i vari preti pedofili regalano alle piccole vittime per comprare il loro silenzio (quando non si avvalgono semplicemente delle conoscenze con questa bella gente).
Dare l’8 per mille alla Chiesa cattolica dovrebbe essere punibile come collusione con un’associazione a delinquere.

Stefano Chiaudano

“…ora è facile dire che Belforte è un camorrista, ma noi non sapevamo chi fosse…” e poi la camorra qui da noi non esiste, ah.

“Non siamo esperti di camorra – aggiunge don Aragosa –, i giornali li leggo ma non mi soffermo troppo sulla pagine di cronaca nera o sulle notizie riguardanti la criminalità organizzata”

E che c…o di servizio dovrebbe rendere alla società questa gente? Non sa neanche dove vive!

Francesco M.Palmieri

Ma Aragosa non appare nel “Codice da Vinci” ? A no quello era Aringarosa, ma che Dan Brown per caso si è ispirato…..
Quindi, ricapitoliamo, a Roma si negano riti funebri ad ogni stormir di fronda e si seppellliscono i delinquenti della banda della Magliana nelle chiese del settecento in pieno centro storico.
A Caserta si affittano terreni a 160 Euro l’anno ai camorristi,
Giovanni Paolo II, santo subito, favorì e protesse la latitanza di Mons. Marcinkus, implicato in una oscura storia di riciclaggio dei soldi della mafia.
Fate voi.

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