Alla c.a.: egregio Barbiellini Amidei, e, p.c.: egregio cardinale Tarcisio Bertone.
Egregio Barbiellini Amidei, se ha voglia di intervistare il cardinale Bertone segua le normali procedure, ma non porti via tempo ai comuni mortali per cui è fatta la trasmissione prima pagina di radio3. Per Bertone non ci sono parole se non che si dimostra essere l’uomo giusto al posto giusto: l’aver monopolizzato una trasmissione fatta per dare voce a chi normalmente non ne ha dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, l’arroganza vaticana. Nessuna occasione deve essere trascurata per debordare dai confini e mettere il naso nelle faccende italiane, anche appunto approfittando di una trasmissione fatta da e per semplici cittadini che, a differenza del cardinale Bertone, non hanno microfoni per dire quel che pensano. Questa mattina è stata inflitto uno schiaffo del tutto inopportuno ad una delle pochissime trasmissioni aperte, trasversali e democratiche della radio italiana: noi appassionati di radio, ed in particolare quanti come me non hanno la tv per scelta, preferiamo che questi soprusi siano riservati alle trasmissioni dei vari brunovespa di cui non difetta la televisione nazionale, trasmissioni nelle quali i cardinali Bertone del caso non hanno che da pretendere un invito per poter esprimere compiutamente, e con platea adorante, le prospettive vaticane. Voglio sperare che questo calo di stile possa considerarsi un incidente di percorso nella lunga e onorevole storia di prima pagina. Cordiali saluti.
Enrico Bonfatti – Ravenna
