Davanti al notaio Andrea De Cairo, uno dei più eminenti di Genova e cancelliere della Curia arcivescovile, due uomini, non legati da alcun vincolo di parentela, giurano di vivere insieme, assistersi reciprocamente in caso di malattia e ciascuno indica l’altro come proprio erede al momento della morte. Accadeva nella seconda metà del Quattrocento. […]
Il testo integrale dell’articolo di Michela Bompiani è stato pubblicato oggi su “Repubblica” (pagina 3)
