Avvenire: convivenze, altro che equilibrio

«La famiglia ferita: arrivano i “Dico”». Così titola L’Osservatore Romano in merito al varo, da parte del Consiglio dei ministri straordinario di giovedì, della legge sui cosiddetti “diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi”. Altrettanto eloquente una nota del Sir: «Il giudizio su tale iniziativa di legge non può che essere nettamente negativo». «I cosiddetti “Dico” – scrive il Servizio di Informazione religiosa – appaiono destinati a produrre sul cruciale piano delle politiche sociali e di solidarietà problemi più gravi di quelli che si ci si ripromette di affrontare». Il ddl, secondo l’agenzia promossa dalla Cei, «minaccia, infatti, di incidere pesantemente – per intenzioni palesi e per conseguenze prevedibili – sul futuro della nostra società nazionale sia dal punto di vista giuridico, sia a livello culturale e di costume sia, infine, nella concreta ricaduta sulla vita delle famiglie italiane». Una somma di motivi dunque, «e non certo un qualche astratto e pregiudiziale “anatema”», che induce a formulare una valutazione negativa. «Nonostante il faticoso lavoro di scrittura e riscrittura che ha impegnato importanti membri del governo – afferma il Sir -, si è insomma raggiunto un proclamato “punto di equilibrio” tra i diversi orientamenti presenti nella coalizione di maggioranza che, in realtà, non assicura affatto un serio equilibrio tra l’inderogabile tutela delle persone che costituiscono una famiglia fondata sul matrimonio e le accresciute prerogative riconosciute – a partire da diritti e doveri già affermati da tempo – ai protagonisti di libere convivenze». Basta portare a riprova infatti l’aspetto dei diritti successori: «Con il groviglio di ipotesi di concorso all’eredità tra un convivente e il figlio o i figli dell’altro partner, per rendersi conto delle questioni che rischiano dolorosamente di aprirsi». Secondo il Sir, poi, non ci si può nascondere «il fortissimo impatto sull’opinione pubblica delle premesse ideologiche dell’iniziativa che è stata assunta. Si parla di “Dico” ma si pensa a “Pacs”, e soprattutto si prefigura una escalation legislativa in questo senso». Il ddl, riferisce poi L’Osservatore Romano , «nelle intenzioni del governo dovrebbe disciplinare diritti e doveri delle persone conviventi», omosessuali ed eterosessuali. «Dal punto di vista politico – aggiunge il quotidiano della Santa Sede -, a parte la posizione dell’Udeur di Mastella, il centrodestra ha già dichiarato la sua contrarietà, pur essendo disponibile ad un dibattito parlamentare che partirà dal Senato. Il governo, infatti, sembra intenzionato a non porre la fiducia sul provvedimento, per non legare le proprie sorti ai “Dico” e per cercare sponde nell’altro schieramento politico. Per il momento però sembra non ci siano le condizioni per un’intesa “bipartisan”. Il disegno di legge illustrato dai ministri Pollastrini e Bindi non piace a nessuno del centrodestra, almeno stando alle prime dichiarazioni. Tra gli altri, Rocco Buttiglione parla di un provvedimento fortemente simbolico, che lede la famiglia. Lo stesso sostiene Gianni Alemanno, di Alleanza Nazionale, che vede molti diritti della famiglia lesi dai diritti che verrebbero riconosciuti ai conviventi con questi cosiddetti “Dico”».

Fonte: Avvenire.it 

9 commenti

zumpappa

Io vorrei sposarmi il mio iguana. Se siamo dello stesso sesso il DICO ci tutela?

Don Zauker

Uh, che rosicamento…
E’ l’unica consolazione di questa leggina vederli rosicare così.

Roberto Grendene

«Io vorrei sposarmi il mio iguana. Se siamo dello stesso sesso il DICO ci tutela?»

Questa “trollata” ricorre spesso: possibile che non si capisca occorre la capacita’ di intendere e di volere di entrambi i sottoscrittori di un matrimonio/pacs/dico?
Al momento la capacita’ di intendere e di volere e’ data sono ad una parte di homo sapiens.

Roberto Grendene

zumpappa

No, il mio iguana si è evoluto: si è evoluto in quanto iguana, si intende; si fosse evoluto in senso umano sarebbe, questa sì, una trollata biologica. Solo che parla iguaniano, e l’homo sapiens non lo comprende. E poi, io ci sono, tu invece forse sei illusiorio. Il mio iguana invece esiste perché cogita; io intendo e voglio; noi ci amiamo e l’amore è cieco. Voglio portarmelo a letto senza bacchettoni attorno.

archibald.tuttle

“Voglio portarmelo a letto senza bacchettoni attorno.”

i dico non servono per trombare, puoi gia sodomizzare il tuo iguana finche vuoi.

Kaworu

in effetti zumpappa ha ragione.

scusate, ma secondo voi chi è tra lui e la sua iguana l’essere senziente?

secondo me è senza dubbio l’iguana 😉

tadeo

parlate sull serio…per favore,lasciate in pace l’iguana,leggete IL MITO EUROPA, chau

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