Ecco la famiglia patchwork, due mamma e due papà

[…] Massa Marittima. Antonella Cocolli e Giampaolo Sfondrini, genitori di quattro figli: due di lei, due di lui. Quando sono andati in Comune a chiedere notizie di un eventuale registro delle unioni civili, altre città toscane lo hanno fatto, si sono sentiti rispondere: per carità di dio, questa città è sede vescovile. “Ho scritto alla Bindi per rallegrarmi, capisco il suo travaglio e ammiro la sua sensibilità. Se davvero faranno i Dico i primi a registrarci saremo noi: ci spetta, sono sedici anni che aspettiamo. All’inizio è stata durissima. Sa, il paese è piccolo, la gente mormora”. Antonella e Giampaolo, 53 anni, sono una “famiglia ricomposta”. Vite fragili, il rapporto Caritas e fondazione Zancan sull’esclusione sociale in Italia, dedica un intero capito del rapporto 2006 – dunque il più aggiornato, i dati Istat sono fermi al 2005 – alla condizione dei bambini nelle “famiglie ricostituite”: quelle “particolari situazioni che comprendono figli nati da una prima unione, i nuovi partner, i loro figli eventuali, la rete parentale di entrambi”. Pezzi di famiglie diverse, patchwork, che ora formano una nuova famiglia. In Italia, dice la Caritas, vive così quasi tre milioni di persone. Ai figli di uno o dell’altro, o di entrambi, si aggiungono spesso i nuovi figli della coppia con difficoltà non sempre banali di integrazione, di equanimità da parte degli adulti, di senso di esclusione o di precarietà dei bambini. Vite fragili si sofferma a lungo sul concetto di “resilienza”, una brutta parola per una bellissima nozione che indica il processo che permette alle persone di adattarsi a condizioni di vita sfavorevoli. Alcuni, più di tutti i bambini, manifestano una resilienza sorprendente. Antonella, che non conosce la parola, dice “i nostri figli hanno sofferto della rottura delle unioni dei loro genitori ma si sono abituati e alla fine, penso, sono diventate persone più ricche, più elestiche, più tolleranti e più capaci di adattarsi di tante altre”. In queste vicende di vita spesso il conflitto con la famiglia di origine è devastante: anziani genitori che non rivolgono più parola ai figli, ex coniugi che conducono battaglie decennali in nome di un affronto subito e imperdonabile, guerra sui figli, carabinieri a casa e carte da bollo. La nuova unione deve avere una forza formidabile per resistere all’urto: Everyman, il nuovo romanzo di Philip Roth, racconta anche questo. Quando la realtà entra nei romanzi è segno che tutti sappiamo di cosa stiamo parlando. […]

Fonte: Repubblica.it