Continuiamo così, facciamoci del male..

TEMA: Omosessuali sono malati oppure no?

Gay si nasce, per alterazione cromosomica, oppure si diventa (per vizio, ho la tentazione di aggiungere)?

La voce di Maurizio Belpietro come sottofondo: … Percorso di preghiera e psicoanalisi: molti si sono iscritti e anche guariti! (Complice il servizio che sta per partire sul caso di un ragazzo, oggi 42enne, convertito alla “normalità”).

Un ragazzo che per 10 anni è stato omosessuale e poi “si è fatto curare”.

“Andavo nelle discoteche e incontravo tanti uomini” (io mi chiedo tra me e me: è caratteristica propria dell’essere omosessuale? Tutti gli omosessuali vivono così? Suvvia!).
“Mi sono riavvicinato alla preghiera. Ho frequentato gruppi”.
“Ho il desiderio di avere una famiglia” (ancora io mi domando: è escluso dall’essere omosessuale il desiderio di avere un compagno e dei figli?).

Alessandro Cecchi Paone: “Non esistendo una malattia non esiste una cura”.

Dr. Giancarlo Ricci, rappresentante della cura antigay.

A domanda di Belpietro “Quanti hanno deciso di diventare eterosessuali?”, risponde: “È difficile fare una statistica” (vabbeh, almeno qualche numero, dacci i numeri. Almeno un caso, raccontaci un caso!).

Cecchi Paone: “L’orientamento può cambiare, non c’entra con la malattia e con la presunta terapia”.

(testimonianza)

A domanda “Come definiresti l’omosessualità?”, risponde: “Un disagio, una ferita che uno ha ricevuto, e con la sua sensibilità e personalità ha tradotto in omosessualità”. (Sarà il suo caso, ma perché scivolare nella definizione universale?).
E di fronte alle proteste degli omosessuali di fronte a questo scenario aggiunge: “Come si permettono di discriminare chi ne vuole uscire?” (Nessuno, il punto non è discriminare o impedire a chi vuole di “uscirne”, ma sostenere che si esce da una patologia, da una malattia. Ecco quel è il punto).
E ancora: “La famiglia è importante come modello di uomo e di donna” (e io ancora: secondo te, è il tuo modello. Va bene, ma deve essere per tutti così?).

A domanda “Com’è il percorso riparativo, un misto di preghiere e terapia?”, Ricci risponde: “La pratica psicanalitica è diversa dalla preghiera” (io: menomale, almeno questo).
“Lavoro soggettivo …” (io: che significa “lavoro soggettivo”?).

(La voce di Cecchi Paone: “A forza di preghiera non succede niente!”, io: grazie!).

Intanto Ricci prosegue: “Una lacerazione implicata dall’omosessualità, ecco cosa curo” (io: lacerazione che non è implicata dall’omosessualità, uno può essere lacerato pure se è eterosessuale, asessuato o confuso).
Intanto Ricci (su richiesta di Cecchi Paone) dice di appartenere alla scuola freudiana.

Cecchi Paone ricorda che in tutto il mondo le scuole di psichiatria e di psicoterapia escludono che l’omosessualità sia una patologia e che, quindi, si possa curare (sarebbe abuso di terapia medica!).

Ricci: “Ricordo un elemento storico, come è stata derubricata dal DSM IV nel 1973, ovvero con votazione in un particolare modo dove esponenti dell’APA hanno detto che motivi legati alla situazione sociale avevano votato per la cancellazione. (E un’eco: “Dunque sono state le lobby gay che hanno fatto derubricate l’omosessualità??)

E in chiusura Cecchi Paone: “Attenti, pazienti, a questo medico perché vi rovina!” (io: com’è che si dice, non gliel’ha mandata a di’!).
E aggiunge: “Allora i 50.000 di sabato (Diritti ora!) sono pazzi e malati!”.

Ricci: “Mi meraviglio del riferimento politico. L’omosessualità è un disagio. (io: non era una malattia??) Per coloro che ritengono sia una condizione dolorosa soggettiva si può curare…”.

Fonte: bioetiche.blogspot.com

8 commenti

Stefano Chiaudano

già postato ma repetita juvant:

Nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) l’omosessualità non occupa più alcuna casella diagnostica. Questa posizione è stata fatta propria anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1993.
Così, sul piano scientifico è stata posta fine alla criminalizzazione, colpevolizzazione e medicalizzazione di questo frequente comportamento umano. Malgrado ciò, permane un atteggiamento discriminatorio e pregiudizievole di rifiuto, condanna e patologizzazione dell’omosessualità.

Gio

Ma la SCIENZA non fa nulla per sbugiardare questi ciarlatani che ogni tanto parlano dell’omosessualità come se fosse una cosa da cui poter/dover “guarire”??

papa Nazinger

Mi ripeto pure io, non si sa mai:

Eticamente non ho nulla contro gli omosessuali, non fanno male a nessuno.
Ma come darwiniano antiessenzialista mi oppongo una classificazione arbitraria ed ateorica delle malattie.
DSM sta per Discriminazione Statistica di Merda.

Carlo

Sono d’accordo con Gio. Per favore, medici, biologi, INTERVENITE! Non lasciate che queste vaccate prendano il sopravvento, non lasciate che questi ciarlatani abbiano l’ultima parola su un tema prettamente scientifico.
Se lasciamo fare a questi, tra 100 anni ritorneremo all’universo geocentrico.

JSM

Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali

quand’è che ci metteranno dentro la FEDE???? sarebbe ora..

Marco G.

Non c’è bisogno della scienza per sbugiardare Herr Doktor Ricci. Se non riesce a curare Rocco Siffredi, andrebbe radiato dall’ordine

Il Filosofo Bottiglione

ma qui si continua a discutere attorno al nulla.
le problematiche di ordine psicologico le possono avere gli omosessuali così come gli eterosessuali.
mi stupisce poi che quando si parla di psicoanalisi si riesca a dire qualsiasi cosa.
se esistono omosessuali che curando i loro problemi di malessere interiore sono diventati eterosessuali, non sono mica guariti dalla omosessualità, sono guariti dai loro problemi di tipo psichico.
lo stesso vale per quelle persone che partendo da uno stato di turbamento, hanno trovato appagamento, gioia, felicità nell’essere omosessuali. o bisogna dire che questi ultimi sono guariti dalla eterosessualità?

poi ci sono gli eterosessuali e gli omosessuali che sono sempre stati bene, per fortuna.

ProfumoLavanda

Io credo che la scienza non è che non faccia nulla per “sbugiardare” queste cialtronerie medievali e che come per la fecondazione assistita e il referendum che la interessava,passa il messaggio mediatico che DEVE passare.D’altronde non staremo tar gli ultimi posti nel mondo per la libertà di stampa e di notizie..
Sono stato il promotore ad oltranza(beccandomi pure dell’ottuso da molti gay..) di una campagna denigratice dell'”Antipatico” Belpietro,prima di vederla la trasmissione incriminata e non per fare dell'”ottusa” militanza,ma perchè conosco Belpietro,l’ho visto all’opera quando ha cercato di sminuire mussulmani e gente di sinistra ed ho avuto la sfortuna di sentirlo all’attacco èpure sui DiCo..
Uno che la mattina mette sul suo “Il Giornale” un articolo sulla “guarigione dei gay” e poi fa una trasmissione a Mediaset con lo stesso tipo di intenzione e titolo non poteva avere buone prospettive.Di fatti,leggo adesso il resoconto ed immagino la claustrofobia intellettuale che c’era lì dentro.Tra breve lo vedremo mettere in discussione il potere delle donne,l’aborto..e poi ritornerà a fare il processo a Galileo…
Ma loro sono fatti così..i “mediasetrtiani”non agiscono di loro spontanea volontà,ma sono forzati a discriminare a discapito di chiunque..
Tengo a precisare che la mia protesta,giudicata da alcuni “da integralista ottuso”,era solo l’invito a mobilitarsi con una mail(quindi nessuna bomba carta o kamikkazzata..)per ricordare a Belpietro cghe l’unica malatattia è quella omofoba che pervade ed invade il suo ambiente e il suo giornale..se poi uno non ha neanche più il diritto di farsi valere..

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