Parole di Ratzinger, le reazioni: “minacciata la laicità dello Stato”

Reagisce il mondo politico all´ennesima intromissione di Ratzinger nelle questioni interne italiane. Il centrodestra naturalmente applaude, ma solo parte del centrosinistra si indigna. «Dopo le parole del Papa, a cui nessuno vuole mettere il bavaglio – sostiene Enrico Boselli -, è ormai assolutamente evidente che è minacciata la laicità dello Stato». Secondo il segretario dello Sdi «infatti le gerarchie ecclesiastiche non solo possono contare su un drappello di fedelissimi parlamentari, ma esercitano anche una pressione forte ed esplicita sul governo e sulle Camere».

«Il Vaticano non riesce più a guardare con amore alla realtà sociale», afferma Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay. «Fra i valori “non negoziabili” secondo Ratzinger – si legge in una nota – rientrano la discriminazione verso gay e lesbiche e l’esclusione sociale delle loro relazioni d’amore. Così si promuovono pregiudizi e diffidenze, non comprensione e accoglienza». Quanto all’invito del Papa ai politici, poi, di non votare leggi contro «la natura umana», Lo Giudice cita don Lorenzo Milani, che si rifaceva a sua volta alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea: «gli stati firmatari devono tutelare le famiglie non fondate sul matrimonio, senza discriminazioni per orientamento sessuale».

Fortemente contrario Russo Spena, capogruppo per il Prc al senato, per il quale «…neppure un monito rivolto direttamente ai parlamentari sembra essere considerato un’ingerenza indebita del Vaticano nelle vicende politiche dello stato italiano…Direi che in Italia il problema della difesa dello stato laico inizia a porsi con una certa urgenza». […]

Il testo integrale dell’articolo è stato pubblicato sul sito de L’Unità

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