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	Commenti a: Ateismo e agnosticismo	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
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		<title>
		Di: nasoblu5		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/ateismo-e-agnosticismo/#comment-48439</link>

		<dc:creator><![CDATA[nasoblu5]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 16:48:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un appunto importante che voglio evidenziare è l&#039;assoluta no chalance con cui viene utilizzato il termine &quot;esistenza&quot; nelle varie argomentazioni
le quali nella maggior parte dei casi danno per scontato, banale, triviale il concetto di esistenza mentre molto spesso a mio avviso  codesto è utilizzato in maniera ambigua confondendo il piano del pensiero astratto con quello del mondo fenomenologico.
La risposta se dio &quot;esiste&quot;. è a mio parere complessa e va sviluppata a diversi livelli.

Se per esistenza intendiamo &quot;cartesianamente&quot; il piano del cogito svincolato da una qualsiasi &quot;fenomenologia&quot; è chiaro che dio è inconfutabile perchè esso è una definizione come quella di babbo natale o la befana o di un ente qualsiasi. Dio come la befana &quot;esiste&quot; perchè è pensabile ed il pensiero non può negare se stesso. Strano a dirsi ma il piano ontologico, &quot;metafisico&quot; è sorretto per intero da un processo squisitamente fenomenologico, la fisiologia del cervello umano.

Possiamo pensare a dio come ad un assioma arbitrario di una qualsiasi teoria della conoscenza ma gli atei e gli agnostici dell&#039;uaar per l&#039;appunto sono razionalisti o razionali perchè hanno eletto come teoria della conoscenza, come criterio di verifica intersoggettiva la scienza ed il metodo scientifico. Una teoria della conoscenza non priva di problematiche filosofiche ancora aperte ma splendidamente funzionale nella descrizione dei fenomeni naturali e profondamente utile anche nel campo delle scienze sociali ed umane. Questa teoria della conoscenza è fondata essenzialmente su un edificio teorico che include la matematica e la logica matematica. Orbene se dio può essere benissimo un assioma fondante di una qualsiasi teoria delle conoscenza, risulta essere un assioma, almeno per come è stato &quot;predicato&quot; dalle varie religioni, del tutto inutile  dal punto di vista fondativo per la logica matematica e la matematica e quindi un assioma inutile per la
descrizione degli eventi fenomenologici.

Come si vede l&#039;aggettivo razionale o razionalista, (che dal mio punto di vista è equivalente alla scelta di una determinata teoria della conoscenza fondata sulla matematica come criterio di  verifica inter soggettiva perlomeno  per  gli eventi fenomenologici), risulta essere un discriminante fondamentale per una valida affermazione di ateismo e/o agnosticismo.

Una proclamazione di ateismo in cui si faccia a meno della scienza come criterio di verifica inter soggettivo e quindi venga meno il presupposta di razionalità come la intendo io, potrebbe determinare l&#039;affermazione di nuove credenze e di uno spirito religioso sotto altre spoglie.

Ritornando a &quot;dio&quot; rimane da analizzare l&#039;impatto di dio sul mondo fenomenologico con le proprietà, le interferenze, gli eventi che gli sono stati attribuiti dalla varie religioni. E&#039; chiaro che alle religioni per veicolare il proprio messaggio di divinità in maniera efficace presso i &quot;gentili&quot; non basta una definizione, è necessario che la divinità assuma nel tempo e nello spazio caratteristiche umane e che sia contraddistinta da un&#039;aneddotistica fenomenologica molto variopinta con le varie declinazioni di figli, madri e vergini, inferni e paradisi, santi, miracoli e miracolati per limitarci all&#039;ambito squisitamente cattolico.

Orbene addottando il metodo scientifico come criterio di conoscenza per gli eventi fenomelogici, gli eventi riferibili ad una presunta attività fenomenologica di una qualsivoglia divinità , ad oggi non sono stati verificati e/o non sono verificabili e/o non sono falsificabili.

Riassumendo abbiamo i seguenti punti:

1) Dio come babbo natale è una definizione e quindi sul piano del cogito è inconfutabile.
2) Gli atei razionali o razionalisti hanno scelto come criterio di verifica intersoggettiva per gli eventi fenomenologici il metodo scientifico.
3) Dio è un assioma inutile dal punto di vista fondativo per la logica matematica e la matematica che sono i pilastri teorici fondanti del metodo scientifico.
4) Qualsiasi evento fenomenologico ascrivibile ed attribuile alla divinità come come riportato dall&#039;aneddotistica religiosa  non è mai stato verificato oppure non è verificabile oppure non è falsificabile applicando il metodo scientifico.

Per queste ragioni mi dichiaro ateo razionale o razionalista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un appunto importante che voglio evidenziare è l&#8217;assoluta no chalance con cui viene utilizzato il termine &#8220;esistenza&#8221; nelle varie argomentazioni<br />
le quali nella maggior parte dei casi danno per scontato, banale, triviale il concetto di esistenza mentre molto spesso a mio avviso  codesto è utilizzato in maniera ambigua confondendo il piano del pensiero astratto con quello del mondo fenomenologico.<br />
La risposta se dio &#8220;esiste&#8221;. è a mio parere complessa e va sviluppata a diversi livelli.</p>
<p>Se per esistenza intendiamo &#8220;cartesianamente&#8221; il piano del cogito svincolato da una qualsiasi &#8220;fenomenologia&#8221; è chiaro che dio è inconfutabile perchè esso è una definizione come quella di babbo natale o la befana o di un ente qualsiasi. Dio come la befana &#8220;esiste&#8221; perchè è pensabile ed il pensiero non può negare se stesso. Strano a dirsi ma il piano ontologico, &#8220;metafisico&#8221; è sorretto per intero da un processo squisitamente fenomenologico, la fisiologia del cervello umano.</p>
<p>Possiamo pensare a dio come ad un assioma arbitrario di una qualsiasi teoria della conoscenza ma gli atei e gli agnostici dell&#8217;uaar per l&#8217;appunto sono razionalisti o razionali perchè hanno eletto come teoria della conoscenza, come criterio di verifica intersoggettiva la scienza ed il metodo scientifico. Una teoria della conoscenza non priva di problematiche filosofiche ancora aperte ma splendidamente funzionale nella descrizione dei fenomeni naturali e profondamente utile anche nel campo delle scienze sociali ed umane. Questa teoria della conoscenza è fondata essenzialmente su un edificio teorico che include la matematica e la logica matematica. Orbene se dio può essere benissimo un assioma fondante di una qualsiasi teoria delle conoscenza, risulta essere un assioma, almeno per come è stato &#8220;predicato&#8221; dalle varie religioni, del tutto inutile  dal punto di vista fondativo per la logica matematica e la matematica e quindi un assioma inutile per la<br />
descrizione degli eventi fenomenologici.</p>
<p>Come si vede l&#8217;aggettivo razionale o razionalista, (che dal mio punto di vista è equivalente alla scelta di una determinata teoria della conoscenza fondata sulla matematica come criterio di  verifica inter soggettiva perlomeno  per  gli eventi fenomenologici), risulta essere un discriminante fondamentale per una valida affermazione di ateismo e/o agnosticismo.</p>
<p>Una proclamazione di ateismo in cui si faccia a meno della scienza come criterio di verifica inter soggettivo e quindi venga meno il presupposta di razionalità come la intendo io, potrebbe determinare l&#8217;affermazione di nuove credenze e di uno spirito religioso sotto altre spoglie.</p>
<p>Ritornando a &#8220;dio&#8221; rimane da analizzare l&#8217;impatto di dio sul mondo fenomenologico con le proprietà, le interferenze, gli eventi che gli sono stati attribuiti dalla varie religioni. E&#8217; chiaro che alle religioni per veicolare il proprio messaggio di divinità in maniera efficace presso i &#8220;gentili&#8221; non basta una definizione, è necessario che la divinità assuma nel tempo e nello spazio caratteristiche umane e che sia contraddistinta da un&#8217;aneddotistica fenomenologica molto variopinta con le varie declinazioni di figli, madri e vergini, inferni e paradisi, santi, miracoli e miracolati per limitarci all&#8217;ambito squisitamente cattolico.</p>
<p>Orbene addottando il metodo scientifico come criterio di conoscenza per gli eventi fenomelogici, gli eventi riferibili ad una presunta attività fenomenologica di una qualsivoglia divinità , ad oggi non sono stati verificati e/o non sono verificabili e/o non sono falsificabili.</p>
<p>Riassumendo abbiamo i seguenti punti:</p>
<p>1) Dio come babbo natale è una definizione e quindi sul piano del cogito è inconfutabile.<br />
2) Gli atei razionali o razionalisti hanno scelto come criterio di verifica intersoggettiva per gli eventi fenomenologici il metodo scientifico.<br />
3) Dio è un assioma inutile dal punto di vista fondativo per la logica matematica e la matematica che sono i pilastri teorici fondanti del metodo scientifico.<br />
4) Qualsiasi evento fenomenologico ascrivibile ed attribuile alla divinità come come riportato dall&#8217;aneddotistica religiosa  non è mai stato verificato oppure non è verificabile oppure non è falsificabile applicando il metodo scientifico.</p>
<p>Per queste ragioni mi dichiaro ateo razionale o razionalista.</p>
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		<title>
		Di: Flavio		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/ateismo-e-agnosticismo/#comment-48400</link>

		<dc:creator><![CDATA[Flavio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 15:28:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non amo molto la posizione dell&#039;Ignostico: potrebbe rifiutare qualsiasi definizione di dio pur di non discuterne. Allora è ateo, punto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non amo molto la posizione dell&#8217;Ignostico: potrebbe rifiutare qualsiasi definizione di dio pur di non discuterne. Allora è ateo, punto.</p>
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		<title>
		Di: davide		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/ateismo-e-agnosticismo/#comment-48393</link>

		<dc:creator><![CDATA[davide]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 15:14:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Devo ammettere che ho controllato per bene la definizione di Ignostico sul web e mi piace molto.
Propongo di aggiungere una I a UAAR, diventando UAIAR (che suona pure meglio)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammettere che ho controllato per bene la definizione di Ignostico sul web e mi piace molto.<br />
Propongo di aggiungere una I a UAAR, diventando UAIAR (che suona pure meglio)</p>
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		<title>
		Di: Gio		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/ateismo-e-agnosticismo/#comment-48356</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 13:38:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per quanto riguarda lo Stato, esso deve lasciare completa libertà ai cittadini di professare una qualunque religione o di non professarne alcuna; e le leggi dello Stato devono essere fatte in modo che un credente non possa obbligare tutti a far qualcosa di personale che un non credente non si sognerebbe mai di fare, e viceversa.
Questo è lo stato laico, semplice no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto riguarda lo Stato, esso deve lasciare completa libertà ai cittadini di professare una qualunque religione o di non professarne alcuna; e le leggi dello Stato devono essere fatte in modo che un credente non possa obbligare tutti a far qualcosa di personale che un non credente non si sognerebbe mai di fare, e viceversa.<br />
Questo è lo stato laico, semplice no?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Gio		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/ateismo-e-agnosticismo/#comment-48351</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 13:31:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In realtà, quindi, la differenza tra un&#039;ateo ed un agnostico è del tutto fittizia, poichè un agnostico non può non essere ateo.
Il termine &quot;bright&quot; può andare bene.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà, quindi, la differenza tra un&#8217;ateo ed un agnostico è del tutto fittizia, poichè un agnostico non può non essere ateo.<br />
Il termine &#8220;bright&#8221; può andare bene.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Il Filosofo Bottiglione		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/ateismo-e-agnosticismo/#comment-48318</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il Filosofo Bottiglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 11:26:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la parola ateo etimologicamente è una negazione, a-teo, senza dio. quindi presupporrebbe di partire da dio.
però è una ragione solo storica, non di gerarchia di pensiero.
anticamente l&#039;uomo ha teorizzato dio per spiegare fenomeni che non riusciva a comprendere razionalmente o a percepire come tangibili.
una parte di umanità si è adagiata, accettando l&#039;irrazionale è posandogli sopra una bella pietrona: dio
un&#039;altra parte dell&#039;umanità ha continuato a studiare i fenomeni per arrivare a spiegazioni razionali.
la scienza, che non ha mai avuto bisogno della religione, ha tolto tantissimo terreno a quest&#039;ultima, che non si è mai rassegnata di ciò e quindi l&#039;ha sempre osteggiata. 
la scienza fa assolutamente a meno della religione. la religione, invece, vorrebbe fare a meno della scienza.
la parola &quot;ateo&quot; nasce quindi per ragioni storiche, non filosofiche.
ritengo quindi la parola &quot;ateo&quot; molto opportuna; il fatto che pronunciandola si osservino ancora persone conformiste o bigotte sussultare sulla sedia, mi convince ancora di più della sua opportunità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la parola ateo etimologicamente è una negazione, a-teo, senza dio. quindi presupporrebbe di partire da dio.<br />
però è una ragione solo storica, non di gerarchia di pensiero.<br />
anticamente l&#8217;uomo ha teorizzato dio per spiegare fenomeni che non riusciva a comprendere razionalmente o a percepire come tangibili.<br />
una parte di umanità si è adagiata, accettando l&#8217;irrazionale è posandogli sopra una bella pietrona: dio<br />
un&#8217;altra parte dell&#8217;umanità ha continuato a studiare i fenomeni per arrivare a spiegazioni razionali.<br />
la scienza, che non ha mai avuto bisogno della religione, ha tolto tantissimo terreno a quest&#8217;ultima, che non si è mai rassegnata di ciò e quindi l&#8217;ha sempre osteggiata.<br />
la scienza fa assolutamente a meno della religione. la religione, invece, vorrebbe fare a meno della scienza.<br />
la parola &#8220;ateo&#8221; nasce quindi per ragioni storiche, non filosofiche.<br />
ritengo quindi la parola &#8220;ateo&#8221; molto opportuna; il fatto che pronunciandola si osservino ancora persone conformiste o bigotte sussultare sulla sedia, mi convince ancora di più della sua opportunità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Damiano		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/ateismo-e-agnosticismo/#comment-48307</link>

		<dc:creator><![CDATA[Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 10:21:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;blockquote&gt;
quindi i neutrini mille anni fa semplicemente non esistevano?
&lt;/blockquote&gt;
Flavio ha detto che &lt;i&gt;definiamo ciò che esiste come ciò che &lt;b&gt;possiamo&lt;/b&gt; rilevare con i sensi o con strumenti adatti&lt;/i&gt; il che non significa che non esista tutto ciò che &lt;b&gt;ancora&lt;/b&gt; dobbiamo scoprire &quot;con i sensi o con i o construmenti adatti&quot; (gli strumenti alla fine non sono altro che mezzi per &quot;estendere&quot; i sensi).
Questa  condivisa nella prassi da tutti, credenti compresi, con la sola eccezione del proprio dio, li addirittura arrivano a postulare la &quot;non dimostrabilità&quot; a fronte della mancanza di evidenze, in pratica affermano che ne ora ne in futuro il loro dio potrà essere dimostrato, ciononostante lo considerano reale &lt;b&gt;adesso&lt;/b&gt;.
Io dico che tra un ente al quale non si può arrivare con i sensi (ne adesso ne in futuro) e uno che non esiste non c&#039;è differenza (è come il drago nel garage di Sagan), il che non significa che &lt;b&gt; non esista&lt;/b&gt; significa solo che non potremo mai saperlo, e tanto meno potremo conoscere i suoi presunti attributi (bontà onnipotenza,  il fatto che sia dotato di una volontà, quale sia questa volontà ecc...) come invece pretendono di fare le religioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
quindi i neutrini mille anni fa semplicemente non esistevano?
</p></blockquote>
<p>Flavio ha detto che <i>definiamo ciò che esiste come ciò che <b>possiamo</b> rilevare con i sensi o con strumenti adatti</i> il che non significa che non esista tutto ciò che <b>ancora</b> dobbiamo scoprire &#8220;con i sensi o con i o construmenti adatti&#8221; (gli strumenti alla fine non sono altro che mezzi per &#8220;estendere&#8221; i sensi).<br />
Questa  condivisa nella prassi da tutti, credenti compresi, con la sola eccezione del proprio dio, li addirittura arrivano a postulare la &#8220;non dimostrabilità&#8221; a fronte della mancanza di evidenze, in pratica affermano che ne ora ne in futuro il loro dio potrà essere dimostrato, ciononostante lo considerano reale <b>adesso</b>.<br />
Io dico che tra un ente al quale non si può arrivare con i sensi (ne adesso ne in futuro) e uno che non esiste non c&#8217;è differenza (è come il drago nel garage di Sagan), il che non significa che <b> non esista</b> significa solo che non potremo mai saperlo, e tanto meno potremo conoscere i suoi presunti attributi (bontà onnipotenza,  il fatto che sia dotato di una volontà, quale sia questa volontà ecc&#8230;) come invece pretendono di fare le religioni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Gallesio		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/ateismo-e-agnosticismo/#comment-48306</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Gallesio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 09:57:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il teorema di Pitagora era vero anche prima di essere dimostrato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il teorema di Pitagora era vero anche prima di essere dimostrato?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Silvano Vergoli		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/ateismo-e-agnosticismo/#comment-48300</link>

		<dc:creator><![CDATA[Silvano Vergoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 09:25:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Flavio:
Il problema logico è che questa affermazione è tautologica. Noi definiamo ciò che esiste come ciò che possiamo rilevare coi sensi o con strumenti adatti. O no? 

Silvano:
quindi i neutrini mille anni fa semplicemente non esistevano?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Flavio:<br />
Il problema logico è che questa affermazione è tautologica. Noi definiamo ciò che esiste come ciò che possiamo rilevare coi sensi o con strumenti adatti. O no? </p>
<p>Silvano:<br />
quindi i neutrini mille anni fa semplicemente non esistevano?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Silvio Manzati		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/ateismo-e-agnosticismo/#comment-48297</link>

		<dc:creator><![CDATA[Silvio Manzati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 08:38:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è possibile dimostrare l&#039;esistenza o l&#039;inesistenza del drago, dell&#039;unicorno, dell&#039;ipogrifo, degli dei, ma io sono adrago, aunicorno, aippogrifo, ateo perché sono senza drago, unicorno, ippogrifo, dei. E sto bene, come quando sono senza febbre e senza debiti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è possibile dimostrare l&#8217;esistenza o l&#8217;inesistenza del drago, dell&#8217;unicorno, dell&#8217;ipogrifo, degli dei, ma io sono adrago, aunicorno, aippogrifo, ateo perché sono senza drago, unicorno, ippogrifo, dei. E sto bene, come quando sono senza febbre e senza debiti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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