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	Commenti a: Una  domanda da porre agli zelanti farisei della laicità atea	</title>
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	<description>Il mondo osservato dall’Uaar</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2007 10:29:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: Orarel &#187; Blog Archive &#187; Fondazione etica per gli atei		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/una-domanda-porre-agli-zelanti-farisei-della-laicita-atea/#comment-75363</link>

		<dc:creator><![CDATA[Orarel &#187; Blog Archive &#187; Fondazione etica per gli atei]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2007 10:29:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] stati commentati dal sito Uaar (Unione atei agnostici razionalisti) in cui ho appreso la notizia (Uaar Ultimissime). Molti commenti sono veri e propri insulti, ma ce n&#8217;è stato uno che esprime un ragionamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] stati commentati dal sito Uaar (Unione atei agnostici razionalisti) in cui ho appreso la notizia (Uaar Ultimissime). Molti commenti sono veri e propri insulti, ma ce n&#8217;è stato uno che esprime un ragionamento [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Magar		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/una-domanda-porre-agli-zelanti-farisei-della-laicita-atea/#comment-48653</link>

		<dc:creator><![CDATA[Magar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Mar 2007 02:24:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Damiano
Hai ragione, questi sono grossi &quot;bug&quot; per il contratto sociale che ho in mente, io però parlavo più della prospettiva etica che dovrebbe guidare le azioni individuali dei laici atei-agnostici-razionalisti, i principi generali della nostra &quot;morale laica&quot;, che non della base per una effettiva convivenza tra individui con diverse convinzioni.
 È chiaro che per stare tutti assieme nello stesso stato bisogna invece essere più specifici e chiarire, sia a livello di Costituzione che a livello di leggi ordinarie, il confine fra la mia libertà e quella altrui. I principi che devono guidare i legislatori dovrebbero essere quello di neutralità dello Stato in materia religiosa, per tutelare le libertà individuali, e quello di razionalità della legge, per evitare abusi del primo principio. Le idee di Talebani e B16 da te riportate violano ambedue i criteri, perché, razionalmente, in nessuna maniera atei, donne ed omosessuali li danneggiano veramente, e perché il loro unico manifesto desiderio è quindi quello di imporre agli altri le loro convinzioni (pseudo)morali personali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Damiano<br />
Hai ragione, questi sono grossi &#8220;bug&#8221; per il contratto sociale che ho in mente, io però parlavo più della prospettiva etica che dovrebbe guidare le azioni individuali dei laici atei-agnostici-razionalisti, i principi generali della nostra &#8220;morale laica&#8221;, che non della base per una effettiva convivenza tra individui con diverse convinzioni.<br />
 È chiaro che per stare tutti assieme nello stesso stato bisogna invece essere più specifici e chiarire, sia a livello di Costituzione che a livello di leggi ordinarie, il confine fra la mia libertà e quella altrui. I principi che devono guidare i legislatori dovrebbero essere quello di neutralità dello Stato in materia religiosa, per tutelare le libertà individuali, e quello di razionalità della legge, per evitare abusi del primo principio. Le idee di Talebani e B16 da te riportate violano ambedue i criteri, perché, razionalmente, in nessuna maniera atei, donne ed omosessuali li danneggiano veramente, e perché il loro unico manifesto desiderio è quindi quello di imporre agli altri le loro convinzioni (pseudo)morali personali.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Joséphine		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/una-domanda-porre-agli-zelanti-farisei-della-laicita-atea/#comment-48499</link>

		<dc:creator><![CDATA[Joséphine]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 18:41:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[W la libertà di stampa

Caro Fasani, 

più che farisei, i laici sono stoici, 
incassiamo pure questa

;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>W la libertà di stampa</p>
<p>Caro Fasani, </p>
<p>più che farisei, i laici sono stoici,<br />
incassiamo pure questa</p>
<p>😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Gérard		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gérard]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 15:24:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando lego l&#039;articolo di questo giornale, mi sembra rileggere un tipo di articoli che furono scritti su giornali clericali o di destra in Francia prima della storica votazione sulla laicita nel lontano 1905 ...!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando lego l&#8217;articolo di questo giornale, mi sembra rileggere un tipo di articoli che furono scritti su giornali clericali o di destra in Francia prima della storica votazione sulla laicita nel lontano 1905 &#8230;!!!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 14:02:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando l&#039;etica non è basata sulla Ragione (come l&#039;etica cattolica, appunto) si fanno solo grandissimi danni alla Società.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando l&#8217;etica non è basata sulla Ragione (come l&#8217;etica cattolica, appunto) si fanno solo grandissimi danni alla Società.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco G.		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco G.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 07:02:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse l&#039;argomento più fondato per sostenere che l&#039;etica è cultura e non natura può essere individuato nel fatto che tutta la cultura umana si basa su un elemento che in natura non esiste: il linguaggio. La natura è muta, non parla o, se lo fa, usa il linguaggio della matematica, l&#039;unico con il quale finora siamo riusciti a comunicare con la natura proficuamente. Ma, per il resto, fino a prova del contrario, l&#039;uomo è l&#039;unico in grado di dare voce alla natura. E il linguaggio è &quot;naturale&quot; solo per quanto riguarda il significante, cioè il suono, mentre il significato è artificio, convenzione. Inoltre la natura stessa del linguaggio è contrattuale, in quanto la sua efficacia si basa sul fatto che ci mettiamo d&#039;accordo su quello che vuol dire. Quando non riusciamo a metterci d&#039;accordo, non ci capiamo. Il linguaggio è alla base di tutti i nostri comportamenti di animali sociali. Con il linguaggio e con la manualità l&#039;uomo produce cose che in natura non esistono, ma che non sono meno materiali, come le macchine ad es. L&#039;etica si può spiegare semplicemente come la necessità (e la capacità) di regolare tutte queste attività.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse l&#8217;argomento più fondato per sostenere che l&#8217;etica è cultura e non natura può essere individuato nel fatto che tutta la cultura umana si basa su un elemento che in natura non esiste: il linguaggio. La natura è muta, non parla o, se lo fa, usa il linguaggio della matematica, l&#8217;unico con il quale finora siamo riusciti a comunicare con la natura proficuamente. Ma, per il resto, fino a prova del contrario, l&#8217;uomo è l&#8217;unico in grado di dare voce alla natura. E il linguaggio è &#8220;naturale&#8221; solo per quanto riguarda il significante, cioè il suono, mentre il significato è artificio, convenzione. Inoltre la natura stessa del linguaggio è contrattuale, in quanto la sua efficacia si basa sul fatto che ci mettiamo d&#8217;accordo su quello che vuol dire. Quando non riusciamo a metterci d&#8217;accordo, non ci capiamo. Il linguaggio è alla base di tutti i nostri comportamenti di animali sociali. Con il linguaggio e con la manualità l&#8217;uomo produce cose che in natura non esistono, ma che non sono meno materiali, come le macchine ad es. L&#8217;etica si può spiegare semplicemente come la necessità (e la capacità) di regolare tutte queste attività.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Damiano		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/una-domanda-porre-agli-zelanti-farisei-della-laicita-atea/#comment-48243</link>

		<dc:creator><![CDATA[Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 23:53:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Magar:

Hai dato la definizione di stato laico. Il giochetto del contratto però va a farsi friggere non appena uno considera &quot;dannoso&quot; un comportamento di un&#039;altra persona anche se di fatto non lo è, esempio:

1) I musulmani considerano &quot;dannoso&quot; il fatto che le donne ginirno senza burqa o che altre persone non credano in nessun dio
2) B16 considera &quot;dannoso&quot; il fatto che degli omosessuali abbiano dei diritti che vadano oltre il livello di mera &quot;sopportazione&quot; (anzi per lui andrebbero &quot;curati&quot;), e considera &quot;dannoso&quot; il fatto che una donna possa avere dei diritti sul proprio corpo quando è in gravidanza.

Il problema sta tutto nella definizione di &quot;danneggiare&quot; cosa che è strettamente legata a al significato che si da alla parola &quot;tollerare&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Magar:</p>
<p>Hai dato la definizione di stato laico. Il giochetto del contratto però va a farsi friggere non appena uno considera &#8220;dannoso&#8221; un comportamento di un&#8217;altra persona anche se di fatto non lo è, esempio:</p>
<p>1) I musulmani considerano &#8220;dannoso&#8221; il fatto che le donne ginirno senza burqa o che altre persone non credano in nessun dio<br />
2) B16 considera &#8220;dannoso&#8221; il fatto che degli omosessuali abbiano dei diritti che vadano oltre il livello di mera &#8220;sopportazione&#8221; (anzi per lui andrebbero &#8220;curati&#8221;), e considera &#8220;dannoso&#8221; il fatto che una donna possa avere dei diritti sul proprio corpo quando è in gravidanza.</p>
<p>Il problema sta tutto nella definizione di &#8220;danneggiare&#8221; cosa che è strettamente legata a al significato che si da alla parola &#8220;tollerare&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Damiano		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/una-domanda-porre-agli-zelanti-farisei-della-laicita-atea/#comment-48239</link>

		<dc:creator><![CDATA[Damiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 23:46:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;blockquote&gt;
Secondo Fasani dio e Natura sarebbero i criteri oggettivi sui quali costruire un’etica?
&lt;/blockquote&gt;

A quanto pare si, però ho come la sensazione che non sarebbe soddisfatto del risultato se il dio in questione, scelto come riferimento per l&#039;etica, si chiamasse Allah...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Secondo Fasani dio e Natura sarebbero i criteri oggettivi sui quali costruire un’etica?
</p></blockquote>
<p>A quanto pare si, però ho come la sensazione che non sarebbe soddisfatto del risultato se il dio in questione, scelto come riferimento per l&#8217;etica, si chiamasse Allah&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giuseppe C.		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/una-domanda-porre-agli-zelanti-farisei-della-laicita-atea/#comment-48205</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 21:45:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trattenendo a stento i conati di vomito mi accingo a scrivere due noterelle.

E&#039; arduo commentare gli articoli di questo giornaletto scandalistico, diffamatore e clericale.

Secondo Fasani dio e Natura sarebbero i criteri oggettivi sui quali costruire un&#039;etica?

don Bruno Fasani era spesso ospite nella trasmissione tv estiva condotta da Michele Mirabella, se non erro.

Bruno Fasani potrebbe collaborare con “Verona Infedele” con una rubrica &quot;L&#039;umorista involontario&quot;. ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trattenendo a stento i conati di vomito mi accingo a scrivere due noterelle.</p>
<p>E&#8217; arduo commentare gli articoli di questo giornaletto scandalistico, diffamatore e clericale.</p>
<p>Secondo Fasani dio e Natura sarebbero i criteri oggettivi sui quali costruire un&#8217;etica?</p>
<p>don Bruno Fasani era spesso ospite nella trasmissione tv estiva condotta da Michele Mirabella, se non erro.</p>
<p>Bruno Fasani potrebbe collaborare con “Verona Infedele” con una rubrica &#8220;L&#8217;umorista involontario&#8221;. 😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Magar		</title>
		<link>https://blog.uaar.it/2007/03/16/una-domanda-porre-agli-zelanti-farisei-della-laicita-atea/#comment-48122</link>

		<dc:creator><![CDATA[Magar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2007 19:47:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io sarei più contrattualista: stipuliamo implicitamente un contratto fra esseri umani per difenderci reciprocamente, e dunque impegnamoci a non danneggiarci a vicenda; rispettando io stesso per primo le norme di questo contratto, ne incoraggio l&#039;adozione da parte dei miei simili. Inoltre risulta fondamentale la tutela della libertà individuale in un contratto del genere, per cui io rispetto i diritti del mio vicino e lui rispetta i miei (primo fra tutti il diritto a non venire ammazzati). Del resto, non possiamo non provare almeno un certo grado di &quot;simpatia&quot; (in senso letterale, comunione di sentimenti) per esseri simili a noi, in quanto senzienti, e capaci di provare dolore. Ciò ci deve indurre a proteggere gli altri individui da quello che non vorremmo subire  noi stessi. (Sì, lo so, è la Regola d&#039;oro del tipo di Nazareth: vedi che usando la ragione anche lui può dire cose giuste? :)) )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io sarei più contrattualista: stipuliamo implicitamente un contratto fra esseri umani per difenderci reciprocamente, e dunque impegnamoci a non danneggiarci a vicenda; rispettando io stesso per primo le norme di questo contratto, ne incoraggio l&#8217;adozione da parte dei miei simili. Inoltre risulta fondamentale la tutela della libertà individuale in un contratto del genere, per cui io rispetto i diritti del mio vicino e lui rispetta i miei (primo fra tutti il diritto a non venire ammazzati). Del resto, non possiamo non provare almeno un certo grado di &#8220;simpatia&#8221; (in senso letterale, comunione di sentimenti) per esseri simili a noi, in quanto senzienti, e capaci di provare dolore. Ciò ci deve indurre a proteggere gli altri individui da quello che non vorremmo subire  noi stessi. (Sì, lo so, è la Regola d&#8217;oro del tipo di Nazareth: vedi che usando la ragione anche lui può dire cose giuste? :)) )</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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