E la cometa Rutelli non brilla più

Sui Dico Rutelli ha perso l’occasione della vita: quando i vescovi italiani avevano chiesto di evitare una proposta governativa, lui si era recato combattivo in Consiglio dei ministri per bloccare Prodi. Ma nel frattempo Dario Franceschini aveva raccolto un appello di sessanta parlamentari della Margherita per «la laicità» che aveva spiazzato completamente Rutelli. Questi, stordito, aveva accettato la linea di Palazzo Chigi. Così campione nel centrosinistra della causa dei vescovi sui Dico è diventato Clemente Mastella. E persino il mariniano Giuseppe Fioroni, ministro dell’Istruzione, scavalca un sempre più inutile Rutelli. […]

Che cosa rimane, ora, dell’antica centralità rutelliana nella Margherita e nel centrosinistra? L’appello di Maurizio Fistarol, già sindaco di Belluno, a costruire intorno a Rutelli un’area di innovatori liberal. Certo, per un po’ potrà contare ancora sull’appoggio di Linda Lanzillotta, che però è persona vispa non disponibile a stare a lungo con un perdente. Di Paolo Gentiloni, altro fedelissimo, tutti raccontano dei rapporti sempre più stretti con De Benedetti, che fanno pensare a medio periodo a un intruppamento con i veltroniani. […]

Allo stato attuale dei fatti però Rutelli è proprio gravemente infortunato (politicamente) e difficilmente conserverà ruoli da protagonista. Il destino del Partito democratico sembra essere affidato a una Margherita dove la fa da padrone Franco Marini (al congresso le sue truppe pare che potranno contare quasi sull’80 per cento dei delegati) e a un partito dei Ds dove l’unica intelligenza strategica (nonostante le botte al suo prestigio date da una mediocre gestione della politica estera) è D’Alema. […]

Il testo integrale dell’articolo di Lodovico Festa è stato pubblicato sul sito de Il Giornale