«Quelli che mi attaccano vadano pure a quel paese. L´omosessualità è una devianza. Non ho nulla contro i gay, ma sia chiaro: non possono fare gli insegnanti, i militari, gli allenatori di calcio e gli istruttori nelle palestre: sono diseducativi. Non mi danno fastidio. Come dice mio cugino. Uno di loro in più è una concorrenza in meno per noi uomini veri».
[…]
Ha ragione lui. D’altra parte, io non ho nulla contro quelli che si chiamano Prosperini, solo che non possono fare gli assessori, i postini, gli antennisti, gli ingegneri, i suonatori di liuto, i baristi, i venditori porta a porta, i saltatori in lungo, i camionisti, i presentatori in tv, e non possono giocare a tennis né avere cugini. Perché sono diseducativi e rovinerebbero il buon nome di queste categorie professionali.
Come dice la zia di secondo grado della pasticcera dove va a fare colazione il mio vicino di casa: un Prosperini in più è una concorrenza in meno per noi esseri umani. Mi dispiace un po’ per gli australopitechi, che invece della concorrenza di Prosperini non sapevano proprio che farsene…
Ma sia chiaro, e lo ribadisco: non ho assolutamente nulla contro i Prosperini. Non mi danno fastidio.
