La raccolta di cellule staminali derivate da cordone ombelicale è un tema (bio)politicamente corretto: crea larghe intese, non divide. Ma, forse proprio per questo, apre la strada ad una biogiuridica ambigua e assai scivolosa.
La materia è disciplinata, in Italia, da una serie di ordinanze ministeriali, l’ultima delle quali ribadisce i principi introdotti alcuni anni fa: uso autologo a scopo terapeutico delle cellule staminali cordonali; funzione di raccolta e conservazione riservata alle strutture pubbliche; natura volontaria e non retribuita della donazione.
Ma sulla materia è destinata ad incidere anche la disciplina recata dalla direttiva comunitaria relativa alle biobanche, che si ispira a principi e criteri profondamente diversi da quelli fatti propri dall’ordinanza sopra richiamata, e cioè: uso allogenico delle cellule cordonali; liberalizzazione della funzione di conservazione; riconoscimento di indennità in favore dei donatori. L’utilizzo di cellule cordonali su persone diverse dal donatore e l’esplicita previsione di indennizzi pecuniari in favore dei cosiddetti “donatori” costituiscono gli snodi più critici della direttiva; potrebbero, infatti, configurarsi ipotesi di commercializzazione di alcuni tipi di cellule umane, come già accade in alcuni Paesi europei per le cellule riproduttive. Ciò, oltre a vanificare il principio della donazione gratuita e volontaria, richiamato dalla direttiva, contravverrebbe anche al divieto, sancito dalla Convenzione di Oviedo sulla biomedicina, di ricavare profitto dal corpo umano. […]
In attesa che il Comitato Nazionale per la Bioetica (Cnb) si pronunci in argomento, come chi scrive ha già chiesto, altre amministrazioni hanno costituito organismi ad hoc, duplicando, triplicando, moltiplicando le strutture investite di problemi bioetici e biogiuridici. La tendenza non è nuova e l’auspicio è che tali organismi operino raccordandosi con il Cnb, al fine di individuare linee guida condivise. […]
Il testo integrale dell’articolo di Luca Marini è stato pubblicato sul sito di Avvenire
