Ayn Rand e l’etica non religiosa

Con rispetto ed ammirazione per la redazione del sito Unione degli Atei e Agnostici Razionali (UAAR), vorrei fare un commento sul vostro testo in riferimento ai concetti espressi nell’etica non religiosa. Purtroppo, trovo che proprio le classificazioni dei concetti “ateismo” e “agnosticismo” sono imprecise e quindi cause di ambiguità anziché chiarazza mentale, come si dovrebbe pretendere dal ragionamento logico e razionale.

Se i termini ateismo e agnosticismo vengono definiti come concezioni del mondo, allora cadono nella classificazione di filosofie. Ma il negare l’esistenza di qualcosa (che non esiste) o il ritenere impossibile pronunciarsi al merito non sono concezioni del mondo, e tanto meno, come già citato nel testo stesso, possono essere religioni. Siccome l’etica fa parte integrale di ogni filosofia, essere non credenti richiede pur sempre di avere una filosfia che ci guidi nelle regole etiche da seguire. Giustamente, nel testo è stato notato che il non credente può benissimo prendere in prestito l’etica dalla filosofia religiosa del cristianesimo, ma il cristiano non può rifarsi al non credente per guida etica senza dover violare i principi fondamentali della sua etica religiosa.

Vorrei portare alla vostra attenzione il lavoro eccezionale della filosofa americana Ayn Rand (1905-1982), quasi del tutto sconosciuta in Italia, che chiarifica la relazione tra ateismo e quel ramo della filosofia che si chiama etica. Nell’enunciare i principi della sua filosofia, l’Oggettivismo, la Rand ci fa capire dei punti importanti del pensiero filosofico di tutta la storia dell’umanità. Ci semplifica il problema di scelta fra le tante filosofie proposte dal passato al presente classificandole tutte secondo tre possibili premesse fondamentali che le distinguono, e sulle quali le prime due premesse sono illogiche e di conseguenza tutte le filosofie che partono da quelle premesse sono necessariamente irrazionali ed impraticabili. Qualsiasi tipo di filosofia, la Rand ci esorta a capire, può essere ridotto a intrinsicismo, soggettivismo, o oggettivismo.

La premessa dell’intrinsicismo è questa: la completa e assoluta conoscenza della realtà non è accessibile alla mente umana. La realtà che percepiamo, dunque, è solo una riflessione di un’altra realtà vera, ideale, assoluta, supernaturale. E’ facile capire come da questa premessa tutte le filosofie mistiche sono state congetturate da diverse culture umane attraverso i secoli. Tutte le filosofie a base fede, tutte le religioni, fra cui il buddismo, l’induismo e il cristianesimo sono tra le mille versioni filosofiche che condividono questa stessa premessa. Non solo le religioni, ma anche quelle che idealizzano concetti razionali di logica, elevandoli a realtà spirituali oltre la realtà sensoriale, come hanno fatto Platone e tutti i suoi seguaci nei tempi antichi, e come ha fatto Emanuele Kant e i suoi seguaci moderni fanno parte dello stesso gruppo filosofico poiché condividono la stessa premessa mistica. La conseguenza sull’etica di questo tipo di premessa filosofica è che la vita dell’uomo è subordinata alla volontà o presenza di un’entità superiore all’uomo. Il bene, dunque, viene definito tutto ciò che serve a raggiungere un ideale astratto e supernaturale. Secondo queste filosofie, la nostra responsabilità principale è di ubbidire alle regole morali che ci vengono date da una realtà superiore a noi. E’ morale chi vive per Dio, per esempio, e non per se stesso. Per Kant, la morale ideale era quella dell’altruismo assoluto, in cui perfino il pensiero di essere fiero di aver fatto un atto di carità invalidava l’atto di carità stesso, poichè la fierezza lo avrebbe reso egoistico e quindi impuro!

La premessa del soggettivismo è questa: siccome la conoscenza totale della realtà non é accessibile alla mente umana, non possiamo essere certi di come sarà la realtà del futuro. Quello che esiste oggi potrebbe non esistere domani. Quello che va bene per me, non è detto che vada bene per un altro. Tutto è relativo. Tutto è soggettivo. A partire dall’antichità, questa premessa ha dato origine ad una varietà di filosofie, tutte pero’ che condividono l’idea che è l’uomo a decidere cos’è il bene e il male. Ossia, che la moralità è una questione personale e soggettiva. Da qui nascono le filosofie semi-religiose, come il paganesimo, e tutte quelle prive di entità supernaturali, come il materialismo dialettico del comunismo, o il nichilismo del nazismo. La conseguenza sull’etica di questo tipo di premessa filosofica è l’idea che la moralità non ci viene data da un essere superiore all’uomo ma ce la facciamo noi, a seconda delle circostanze, ma soprattutto a seconda di come le regole morali ci soddisfano arbitrariamente. Riducendo la moralità ad una questione soggettiva, è naturale che ognuno sia libero di farsi la sua idea di ciò che è o che non è morale, e conseguentemente anche il concetto di idea diventa arbitrario e relativo. Senza poter distinguere oggettivamente ciò che è morale da ciò che non lo è, il soggettivismo ha l’espressa capacità di obliterare anche la distinzione tra vero e falso, giusto e ingiusto. L’alternativa tra moralità religiosa e moralità soggettivista è una falsa alternativa. Infatti, il religioso non può consistentemente vivere secondo l’ideale etico del misticismo, cioè non può seguire completamente ed esclusivamente quello che Dio gli chiede di fare. Non si può mai sapere quello che Dio possa chiederci. Ad Abramo chiese di mostrare la sua fede in Lui col comandamento di uccidere il figlio! Ma a volte, anche ai tempi d’oggi, uno deve scegliere di fare il proprio interesse, in diretta contraddizione a quello che Dio gli chiede di fare. Il non credente che pone il suo codice morale nel soggettivismo non si trova in una situazione migliore. Egli deve decidere, per esempio, se è morale rincorrere chi ha perso il portafoglio pieno di soldi per strada o far finta di niente e tenersi il malloppo. La sua decisione non sarà guidata dalla morale di Dio, ma dalla morale che si farà lui, per preferenza soggettiva. Secondo Ayn Rand, la sua filosofia, che chiamò ‘Oggettivismo’, è l’unica che risponde all’esigenze dell’uomo razionale.

La premessa dell’ oggettivismo è questa: siccome qualsiasi tipo di conoscenza della realtà è accessibile all’uomo esclusivamente per mezzo della sua capacità razionale, l’uomo possiede la capacità di scoprire le leggi e le proprietà dell’universo. Sulla base di queste leggi universali ed assolute, l’uomo può formulare una filosofia ed un’etica oggettiva. La filosofia di Ayn Rand è quella che non contraddice le leggi e le proprietà della realtà. La filosofia dell’Oggettivismo è l’unica filosofia razionale che dà origine ad un’etica praticabile e che non ammette contraddizioni logiche. Invece di inventare un essere supremo al quale dobbiamo la nostra vita (intrinsicismo), e invece di essere rispettati per avere qualsiasi idea, anche la più irrazionale (soggettivismo), la filosofia di Ayn Rand ci invita a ripensare il ruolo essenziale dell’etica nella nostra vita e a capire che un’etica razionale deriva necessariamente da una filosofia razionale.

Secondo la Rand, né la premessa dell’intrinsicismo (misticismo), né la premessa del soggettivismo (nichilismo) può produrre una filosofia razionale senza contraddizioni logiche e di conseguenza una morale praticabile e adatta alla natura umana e alla realtà in cui viviamo. Un’etica oggettiva è possibile se la filosofia che accettiamo è oggettiva. Non ci sono diverse realtà, una per ogni persona. C’è una realtà sola, con leggi assolute ed uguali per tutti, con proprietà specifiche che tutti possiamo osservare, studiare e applicare alla nostra vita. Se non fosse cosi, la materia non seguirebbe leggi consistenti e prevedibili, ma si manifesterebbe capricciosamente a casaccio. I pianeti si muoverebbero in direzioni varie ed imprevedibili, mentre le cellule del nostro organismo funzionerebbero secondo la volontà arbitraria di un creatore, oppure secondo i nostri desideri. La logica, che è il metodo col quale possiamo capire la realtà, non è il risultato di una benedizione divina, né il risultato di idee arbitrarie. Come non possiamo ammettere che ci sono due realtà contrastanti ugualmente vere, non possiamo ammettere che ci sono due o più logiche ugualmente valide. La logica c’insegna che una cosa è vera o è falsa, ma non puo’ essere simultaneamente e nello stesso contesto vera e falsa.

Tutto questo discorso l’ho fatto per dimostrare come la parola “ateismo” dovrebbe essere usata. Ossia, non come sostituto di una filosofia, non come concezione del mondo, ma come conclusione del ragionamento logico oggettivo: ciò che non é dimostrabile ai sensi non esiste. In quanto all’etica, l’ateismo non è adatto, proprio perché non è una filosofia, a produrre un’etica. I non credenti, dunque, hanno sempre fatto ricorso all’etica prodotta o dall’intrinsicismo (religioni) o a quella prodotta dal soggettivismo (edonismo, nichilismo, ecc.). Con Ayn Rand, l’etica oggettiva è possibile e i non credenti dovrebbero studiare la nuova filosofia dell’Oggettivismo per integrare correttemente tutti i rami essenziali della filosfia razionale: la metafisica, l’epistemologia, la logica, l’etica e l’estetica. Solo in questo modo sarà possibile creare la nuova cultura della razionalità, senza cadere nell’errore logico di essere liberi pensatori ma di avere un piede nell’etica mistica ed uno nell’etica edonistica e quindi di non essere sicuri se siamo carne o pesce.

Da millenni le religioni si sono arrogate il monopolio della moralità. Con l’invenzione di un’entità mistica, superiore alla mente umana, avvalendosi della credulità, della superstizione, dell’intimidazione (e spesso della violenza), le religioni si sono fatte portavoce dei precetti etici individuali e sociali. La conseguenza di millenni di indottrinamento religioso ha fatto sì che chi non avesse una religione fosse considerato immorale, fino al punto di fare della parola “ateo” un insulto equivalente al concetto espresso dalla parola “depravato”. Ayn Rand ci fa capire come sia difficile, per i non credenti, contrapporsi moralmente alle religioni. Mentre chi è religioso invoca la fede e il misticismo — due concetti impervi al ragionamento logico – per farsi eticamente credibile, chi non è credente, se non ha capito che esiste una morale oggettiva e assoluta, deve necessariamente prendere in prestito i suoi precetti morali in parte dalla religione e in parte dal soggettivismo, due posizioni filosofiche entrambe irrazionali!

Invito tutti i liberi pensatori ad abbandonare l’etica del soggettivismo, che non può integrarsi con una concezione della realtà assoluta, una realtà che possiede leggi e proprietà conoscibili dalla mente umana, ma a studiare la filosofia di Ayn Rand, la filosofia che integra tutti suoi rami essenziali:

METAFISICA: La realtà esiste come un assoluto oggettivo – i fatti sono i fatti, indipendenti dai sentimenti umani, dai desideri, speranze o paure.

EPISTEMOLOGIA: La ragione è la facoltà che identifica e integra il materiale proveniente dalla realtà per mezzo dell’apparato sensoriale. La ragione è l’unico mezzo che l’uomo ha a sua disposizione per percepire la realtà, la sua unica sorgente della conoscenza, la sua unica guida ad agire, ed il suo mezzo fondamentale per sopravvivere.

LOGICA: Il metodo della non-contraddizione per arrivare a conclusioni valide nel ragionamento.

ETICA: Ogni uomo è fine a se stesso. La sua vita gli appartiene inalienabilmente. L’individuo non è nato per il beneficio di nessun altro. Egli deve esistere per il suo interesse, senza sacrificarsi per gli altri e senza che altri si sacrifichino per lui. Il perseguimento razionale del suo interesse e della sua felicità è lo scopo morale della sua vita. Per l’etica sociale, il sistema politico-economico ideale è il capitalismo del laissez-faire. Questo è il sistema dove si vive, non come vittime e carnefici, non come padroni e schiavi, ma come mercanti, per mezzo del libero e volontario scambio a beneficio comune. E’ il sistema dove nessuno possa ottenere un valore da un altro per mezzo della forza fisica. Il governo agisce esclusivamente come un poliziotto che protegge i diritti dell’individuo; usa la forza esclusivamente punitivamente e soltanto contro coloro che la iniziano – i criminali e gl’invasori stranieri. In un sistema completamente capitalista ci dovrebbe essere (storicamente non è mai esistita) la completa separazione dello stato e dell’economia, allo stesso modo e per le stesse ragioni della separazione tra stato e chiesa.

ESTETICA: Nella filosofia di Ayn Rand, l’arte è intesa come ricreazione della realtà per rappresentare, non la realtà così com’è, ma per rappressentarla come potrebbe e dovrebbe essere allo scopo di servire la felicità dell’uomo.

Messaggio inviatoci da Franco Albanesi (Dallas, Texas)

Per ulteriori informazioni sulla filosofia di Ayn Rand, si possono seguire questi link:

The Ayn Rand Institute

Alcuni suoi libri di fiction

Il portale italiano sull’oggettivismo

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