I cento chiodi in mano ai vescovi

Dobbiamo purtroppo tornare per l’ennesima volta su un tema che continua ad essere fragorosamente riproposto dalle gerarchie ecclesiastiche: quello cioè dei Dico, della tutela della famiglia, del rapporto tra l’Episcopato e il laicato cattolico politicamente impegnato. È di ieri la più recente dichiarazione del presidente dell’Episcopato, monsignor Bagnasco, secondo il quale se si dice sì ai Dico seguendo i criteri dell’opinione pubblica e non quelli etici, diventa poi difficile motivare un no alla pedofilia e all’incesto. Il capo della Cei richiama così ancora una volta i parlamentari cattolici all’obbligo religioso e morale di schierarsi contro le convivenze di fatto e in particolare contro quelle tra coppie omosessuali.

Ad attutire l’effetto di così sconvolgenti “esortazioni” si fa notare da chi cerca di costruire un ponte tra la posizione clericale e quella laica che la “Nota” emanata dalla Cei non prevede sanzioni specifiche contro i parlamentari cattolici che non obbediranno alle ingiunzioni dei Vescovi. Tutto cioè verrebbe lasciato alla consapevole decisione dei singoli. Comprendiamo le buone intenzioni dei “pontieri” che però non trovano conferma nei testi e nei comportamenti.

La “Nota” della Cei e le successive dichiarazioni del successore di Ruini parlano esplicitamente dell’obbligo dei parlamentari cattolici di conformarsi alle indicazioni della Chiesa ed escludono che si possa invocare in materia il principio della libertà di coscienza. Rivolgersi in questo modo a membri del governo e del Parlamento è aberrante e profondamente offensivo per i destinatari e per le istituzioni da essi rappresentate. Chi è stato eletto dal popolo ha come solo punto di riferimento la Costituzione. Volergli imporre un obbligo di obbedienza ad un potere religioso è il massimo dell’ingerenza ipotizzabile. Affiora (l’abbiamo già scritto altre volte ma dobbiamo purtroppo ripeterci) un fondamentalismo teocratico che snatura la missione stessa della Chiesa. L’Episcopato italiano si sta muovendo su una strada sempre più stretta e piena di rischi.
Ieri in parecchi cinema di Roma è stato proiettato il film di Olmi intitolato “Centochiodi”. Il regista non ha mai nascosto i suoi sentimenti di cristiano e di cattolico; proprio per questo assume maggior rilievo un film che denuncia la povertà spirituale di una Chiesa sempre più lontana dai sentimenti di fratellanza dei “semplici” e dall’amore verso il prossimo.

Nelle sale dove il film è stato proiettato ci sono stati alla fine applausi corali da parte del pubblico. Non era mai accaduto per un film di carattere religioso e mai con significati polemici nei confronti d’una Chiesa che ragiona sempre più sulla base dei dogmi e dei divieti. L’Episcopato italiano rifletta con serietà sulla via che ha intrapreso, densa di rischi e di pericolose tentazioni.

Il testo integrale dell’articolo di Eugenio Scalfari è stato pubblicato sul sito de La Repubblica

Archiviato in: Generale

18 commenti

Leo55

Sinceramente, temo molto più l’effetto di film come quello di Olmi sulle coscienze, piuttosto che i diktat e le ingerenze del vaticano verso i politici, ai fini della conquista piena di un’etica senza Dio.

Jamp

Concordo con Leo al 500%. Il comportamento della chiesa in questi periodi è tutta acqua al nostro mulino, anche se i Dico non passeranno a questa legislatura. Un film come quello di Olmi, che ancora non ho visto ma di cui ho sentito parlare e ho letto qualcosa, è potenzialmente cento volte più funzionale a risvegliare l’anima cattolica che attanaglia come un cancro questa nazione.

Dioamore

Il problema è a monte. Il problema, dal mio punto di vista, è la partecipazione dei cattolici alla vita politica che io ritengo una contraddizione.
Il credente cattolico se è coerente, per prima cosa si affida a Dio e crede in Lui. La politica non lo dovrebbe riguardare, perché fare politica significa schierarsi da una parte e portare avanti gli interessi di quella parte, imponendo comportamenti e leggi che vanno a svantaggio degli interessi dell’altra parte.

Questo modo di fare, secondo me, non è evangelico, perché Gesù propone un certo comportamento, ma non te lo impone. Gesù vuole che sia tu liberamente a sceglierlo e a mettere in pratica i suoi insegnamenti. Invece la politica impone la volontà della maggioranza sulla minoranza. Non si può imporre la morale cristiana a chi non è cristiano.

Il credente cattolico ha il voto come “arma” per esprimere la sua scelta a favore dei valori cristiani in cui crede. Se ottiene la maggioranza, buon per lui. Se non la ottiene e si ritrova minoranza, viva i propri valori in comunione con i fratelli cristiani, limitandosi ad essere di esempio coerente e ad esprimere il suo pensiero e a non imporlo alla maggioranza.

Nikky

Concordo con dioamore, i cattolici in politica non ci dovrebbero essere sia perché non sono più coerenti con ciò che credono e soprattutto perché rispondono a un capo di uno stato estero, una monarchia teocratica inconciliabile con la democrazia a sovranità popolare.

grillo parlante

a parte che i partiti cattolici sono la maggioranza(anche se alcuni di essi sono pseudo-tali come margherita e udeur che si alleano con quelli anticattolici),e’ sacrosanto che i cattolici si impegnino in politica per diffondere i valori cattolici in Italia e nel mondo

dv64

… e nel mondo! 🙂 Buttuglione non lo vogliono nemmeno come scopino alla commissione europea, non lo sai?

Leo55

Quali sarebbero i “valori cattolici ” da diffondere nel mondo?? Forse quelli dello IOR…..:-)

Lorenzo

Ma di che parla il film di Olmi? Qualcuno l’ha visto? A giudicare da quello che dice Scalfari nel suo articolo non sembrerebbe affatto…un brutto film!

Kerry King

Olmi e’ sempre stato stucchevole,ricordo ancora che i migliori film religiosi sono stati fatti da registi laici o dichiaratamente atei (Bunuel,Ferreri,Pasolini,John Huston…)

Il Filosofo Bottiglione

@ Dioamore

effettivamente dal vangelo emerge che il fine del messaggio di cristo è Gesù stesso, non tanto la liberazione dall’invasore o altre istanze di tipo politico. d’altronde cristo era essenzialmente un mistico ed eretico, benchè attorno a lui si agitassero sicuramente speranze di ribellione contro Roma o contro il sistema sacerdotale dell’epoca. ipotizzando, naturalmente, che tutta la faccenda di Gesù abbia un fondamento storico.

sarai dunque un po’ schifato da questo vaticano che fa apertamente politica, agitando tutte le sue propaggini.

Magar

@Nikky
Il problema qui in Italia sono i cattolici, che effettivamente rispondono ad un sovrano straniero, ma altrove ci sono estremisti religiosi che lavorano per imporre una teocrazia (penso, e.g., a parecchie chiese protestanti degli USA) tramite l’influenza sui politici, anche organizzandosi a livello nazionale: il punto non è che Ratzinger sia straniero (cioè, del Vaticano), ma che fa pressione affinché ai non-cattolici-praticanti, e perlomeno agli atei razionalisti, sia tolta libertà, e siano imposte limitazioni contrarie alla loro coscienza.

Asatan

Quello che trovo più agghiacciante dei cristiani è la totale mancanza di rispetto e compassione. Il modo in cui si ritengano in diritto di imporre in un modo o nell’altro, il loro modus vivendi a tutti.
Io sono figlia di padre ebreo e madre atea, ne potrei raccontare a centinaia su quanto sono buoni e tolleranti i cattolici. O su quanto sia divertente quando cercanod i convertirti a calci e pugni. E sono pure convinti di essere meglio di bin laden….

giops

i parlamentari devono poter votare con libertà di coscienza e se vogliono pure seguire i diktat del Papa, il problema è che i politici non rispecchiano la popolazione. La maggioranza degli italiani erano a favore dei DICO, mentre in parlamento si è scatenato un putiferio.
C’è troppa gente marcia, con interessi ben lontani dal benessere dei cittadini.
Credo che sia questo il vero problema.
Poi la chiesa ci mette del suo e delle due peggiora le cose, ma la colpa a mio parere non è sua, o per lo meno non principalmente sua…

Nikky

Magar: io penso che un cattolico non può non cercare di imporre i propri valori anche agli altri, chi crede al sommo bene universale cerca di imporlo anche a tutti credendo di fare il loro bene e anzi costringendoli a fare il loro presunto bene, perciò il problema secondo me è a monte, se i cattolici non cercassero di imporre niente mi andrebbe bene,ma la storia passata e presente dimostra il contrario.
Forse sarò troppo estrema ma è quello che vedo.

Libero

Penso che si possano fare tutti i film che si vogliono anche sull’argomento religioso. Quello che non dovrebbe accadere è l’ingerenza di Bagnasco nella politica.

Dioamore

@ Bottiglione

Il Vaticano è uno Stato, come lo è lo Stato di Israele e quello italiano. Sono Stati terreni le cui sorti sono nelle mani di Dio, per chi ci crede. Quando Gesù volevano farlo re così come oggi si usa eleggere un presidente della Repubblica o del Consiglio, scappò via e si andò a ritirare sulla montagna tutto solo, a dimostrazione del fatto che a Gesù della politica terrena non gliene fregava niente.

Kaworu

peccato che il papa non si sia ritirato sul cucuzzolo della montaga, dioamore…

Commenti chiusi.