La fede è contronatura più dei gay

C’era una volta l’uomo. Come le orme in Tanzania, scoperte nel 1978 da Mary Leakey. Non erano proprio uomini ma ominidi, e quelle impronte fossilizzate nella cenere vulcanica sono state impresse oltre tre milioni e mezzo di anni prima della Bibbia e di quando la Bibbia fa risalire la genesi del mondo.
Da quando furono rinvenuti i primi fossili, ancora all’epoca di Darwin, la Chiesa li definiva “creature del demonio”, perché nulla poteva esserci prima di circa tremila anni dalla nascita di Cristo, perché avevano capito che il castello di carte sacre sarebbe crollato e non erano più tempi in cui si potessero erigere roghi e far sparire le prove. […]
Ora il papa, questo omino senza peli ma recente, ultimo anello di una lotta della vita su questo pianeta che dura da oltre tre miliardi e mezzo di anni, questo omino vestito di bianco e con le scarpette di Prada, parla di natura e contro natura, anziché parlare di Dio o contro Dio. Di Dio può parlare, perché è un’invenzione loro, ci credono loro, ci crede chi ci crede, va benissimo. Di natura temo no, se non di una natura altrettanto artefatta e favolistica, fuori dalla scienza, fuori dall’antropologia, fuori dall’etologia, fuori dai fatti.
In natura, nei tempi geologici, la Bibbia è contemporanea di Faletti. In natura vige una selvaggia legge di sopravvivenza, dove è naturale la predominanza del più forte, il cannibalismo, l’uccisione del proprio simile, l’egoismo iscritto nei propri geni, nei codici del dna di cui siamo intessuti sia noi che gli altri animali che i vegetali. Degli atomi di cui siamo composti insieme alle cose e alle stelle. In natura non esistono diritti né doveri, esiste la selezione naturale. Non esiste neppure la spietatezza perché non esiste il concetto di pietà. Ciò che il papa chiama natura è cultura.
Basta andare allo zoo e osservare due bonobo femmine che scopano sfregandosi i genitali l’un l’altra senza che nessuno gli dica cosa è natura e cosa non lo è per capire che forse sono più avanti le scimmie antropomorfe nella storia dell’evoluzione, perché almeno loro non hanno l’omino senza peli che parla di natura o Antonio Socci che gli dice di mettersi il cilicio anziché godere e fottersene. Si deve parlare di cultura e scontro di civiltà, modernità e ragione contro quella cosa chiamata “fede”, che proprio perché inizia dove finisce la ragione dovrebbe almeno tacere contro la ragione e evitare la logica. Vittorio Sgarbi e altri, per fare i colti, citano Dante per difendere i valori della Chiesa, ma cosa c’entra? Per Dante il sole girava ancora intorno alla terra e le stelle erano attaccate alla volta celeste e non c’era il doppio cieco, perché Sgarbi non si cura con la medicina dei tempi di Sant’Agostino?
Ma vorrei scendere ulteriormente sul piano di ragionamento pontificio, seguirlo fino in fondo. Ho già scritto su questo giornale che se un cattolico si batte contro le unioni civili deve battersi anche contro il matrimonio civile, che per la chiesa è un pacs, non riconosciuto, non ammesso, un peccato. Per la Chiesa il matrimonio civile è un Dico. E indire una nuova crociata anche, va da sé, contro il divorzio, che per la chiesa è peccato talmente grave da non consentire più l’accesso ai sacramenti, inclusi quindi i cattolici Casini e Berlusconi. La Chiesa, per coerenza e per principio, dovrebbe scendere in campo su un tema sul quale è stata già sconfitta da due referendum anticattolici, e dubito che il popolo italiano oggi sia meno laico di quello di trent’anni fa.
Ma ora l’omino senza peli in scarpette di Prada pretende di parlare di natura. Benissimo. Gli omosessuali sono contronatura? D’accordo, andiamo avanti. Facciamo finta che sia vero, e continuiamo il sillogismo. La castità è contro natura. La fedeltà è contro natura. Amare il proprio prossimo come se stessi è contro natura. L’essere unitivi e procreativi con una donna sola nel corso della nostra esistenza quando produciamo milioni di spermatozoi al giorno è contro natura, i geni, per non dire altro, ci dicono di inseminare e fuggire. Il celibato è contro natura. La Chiesa è contro natura. I preti sono contro natura. Perfino l’omino senza peli che parla di natura e contro natura è contro natura. I miei auguri, comunque, ai partecipanti del Family Day. Io vado al Bioparco, come ogni settimana, a scambiarmi sguardi d’intelligenza con i bonobo.

L’articolo di Massimiliano Parente è stato pubblicato sul Riformista del 15 marzo 2006

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10 commenti

gianfranco

Confido sull’evoluzione dei Bonobo per sostituirci degnamente quando ci saremo (auto)estinti a causa della nostra minkionaggine.
Già me li vedo allo zoo a tirarci le noccioline.

Eliana Vianello

Io non sopporto quelli che pontificano sulla dea Natura. Il papa pontifichi pure su Dio: l’hanno inventato loro e ne hanno il copyright. Ma nessuno ha il diritto di pontificare sulla natura, nemmeno gli scienziati, che, risibilmente, per studiare la natura umana si basano su altri animali (quando tra due specie anche simili possono esservi enormi differenze nei comportamenti) o su ominidi vissuti milioni di anni fa, alla faccia di Darwin e dell’evoluzione della specie! Non si fa prima ad osservare gli esseri umani attuali? L’omosessaulità è naturale? Ovvio, basta guardarsi attorno! L’infedeltà coniugale è naturale? Altrettanto ovvio, basta guardarsi attorno o prendere atto del dato scientifico che ovunque nel mondo un bambino su dieci non è figlio del marito della madre, e via di questo passo… fermo restando ciò che maggiormente distingue l’essere umano dagli altri animali: la facoltà di vivere come gli pare, strafottendosene anche dei dettami della dea Natura, quand’anche ci fosse qualcuno in grado di stabilire quali siano!

Mireno Favilli

In natura vige una selvaggia legge di sopravvivenza, dove è naturale la predominanza del più forte, il cannibalismo, l’uccisione del proprio simile, l’egoismo iscritto nei propri geni, nei codici del dna di cui siamo intessuti sia noi che gli altri animali che i vegetali. Degli atomi di cui siamo composti insieme alle cose e alle stelle. In natura non esistono diritti né doveri, esiste la selezione naturale. Non esiste neppure la spietatezza perché non esiste il concetto di pietà.
L’articolo di Massimiliano Parente sul “Riformista” mi ha richiamato alla mente la definizione del poeta Tennyson sulla natura “ con i denti e gli artigli insanguinati”. Siamo fuori strada, a mio avviso. Parente ,pare, non ha molta dimestichezza con l’evoluzione ed i suoi meccanismi. E’ rimasto alle prime contestazioni a Darwin anche se pare ne condivida certi meccanicismi che non le sono propri. Proprio contro tale natura dell’interpretazione darwiniana dell’evoluzione, Darwin stesso, si ribellò con una lettera a Charles Lyell “Un giornale di Manchester ha ridicolizzato la mia teoria, affermando che io avrei dimostrato che la ragione è del più forte e pertanto Napoleone è nel giusto, e come ogni commerciante che raggiri i clienti, è nel giusto.”
L’articolista sbaglia grossolanamente quando afferma che fa parte delle leggi di natura l’uccisione del proprio simile. Solo pochissime specie animali si uccidono fra di loro e fra queste poche, l’uomo occupa la parte preponderante. Solo l’uomo è capace di distruggere i suoi simili in maniera sistematica e su vasta scala. Nell’evoluzione e nella selezione naturale vi è uno scopo (non un fine):
la sopravvivenza della specie. La riproduzione sessuale è il mezzo principale per trasmettere alla discendenza i propri geni (parvenza di immortalità) quindi il sesso viene ad assumere un ruolo determinante nella conservazione della specie. Ma da solo, il sesso o la procreazione non sarebbero stati sufficienti a salvaguardare la specie animale. L’evoluzione infatti è l’esempio più alto di socialità mai riscontrato in natura. La vita nelle sue forme più primitive, viene a strutturasi mediante la cooperazione di un aggregato di molecole componenti una cellula procariota (senza nucleo) e una molecola di RNA da cui si ebbe una cellula eucariota (con nucleo) Queste nuove entità avevano la possibilità di evolversi e replicarsi, ma, e soprattutto, la capacità di aggregarsi fra di loro e dare vita a differenti forme viventi. Quindi metteremo la socialità al primo posto per la sua capacità di aggregazione. La vita dipende da un comportamento: la socialità! un modello comportamentale chiamato ETICA. La morale, se qualcuno avesse dei dubbi, è il risultato dell’etica. Se qualcuno avesse voglia o desiderio di approfondire le sue conoscenze di genetica si renderebbe conto che la vita è il risultato della capacità intrinseca della materia di aggregarsi e di collaborare (socialità), la seconda caratteristica che ne deriva è l’adattamento all’ambiente. La selezione naturale viene fatta dall’ambiente. E’ l’ambiente che decide se una mutazione è favorevole o meno quindi degna di essere mantenuta oppure di essere distrutta. Il diritto naturale è una locuzione filosofica. Secondo la chiesa, qualcosa di immutabile e trascendentale. La scienza e gli scienziati non usano mai questa dizione che è un non senso evoluzionistico. Tanto per chiudere, l’articolista, nella sua furia ideologica parla di gene egoista. E’ vero, l’egoismo dei geni e il loro antagonismo (aleli) è cosa dimostrata. Ma attenzione, Dawkins ci dimostra una verità indiscutibile, affinché il gene egoista possa sopravvivere deve essere un gene altruista altrimenti non ha scampo: muore! E con la socialità siamo ritornati al punto di partenza o meglio all’inizio. La fede, come dice Dennet, è una malattia mentale. Essa infatti è causa di guerre, di odi profondi fra un genere umano fratello, addormenta le menti, possiede la forza distruttrice di un’atomica. Mi fermo, ringraziando te e gli amici che si sono prodigati e sacrificati affinche questo sito sia.
Mireno Favilli

Sailor-Sun

Mireno, la tua contestazione non può essere contestata, in quanto è vero che la società è frutto dell’evoluzione in quanto migliora l’aspettativa di vita e di affermazione del proprio genoma, e anche il papa rispetta la natura, in quanto, denigrando i gay, cerca di eliminare una sottospecie sterile e quindi inutile, che per di più consuma risorse che altrimenti sarebbero destinate alla discendenza degli etero. E’ naturale.
Allora com’è che cozza allo stesso modo del titanic contro l’iceberg della compassione umana, base, mi sembra, del concetto “ama il prossimo tuo come se stesso”?
In un modo o nell’altro, l’omino glabro con le scarpe di prada contraddice se stesso, e condanna alla sofferenza una sottospecie che, anche se inutile, non merita umanamente di soffrire.
Altra osservazione: essendo la sottospecie gay sterile, per definizione si estinguerebbe anche da sola, mentre l’inizio di una guerra tra etero e gay (si, anche i gay menano) provocherebbe più danni di qualunque saccheggio di risorse.

Ernesto

Il commento di Sailor-Sun(?) è… delirante. Mi dispiace metterla in modo così scortese, ma è così, sempre che essendo tarda notte e io mezzo addormentato non ne stia travisando completamente il senso.
Vediamo:
“Mireno, la tua contestazione non può essere contestata,”
frase smentita dal post stesso in cui compare.

“è vero che la società è frutto dell’evoluzione in quanto migliora l’aspettativa di vita e di affermazione del proprio genoma,”
la società è frutto semmai dell’evoluzione culturale, non biologica, a meno che l’autore non pensi che il nostro cervello funzioni come quello degli insetti sociali o, per citare l’unico mammifero sociale in senso biologico, il ratto-talpa (Heterocephalus glabrus).
A costo di spezzare il cuore agli amanti delle termiti, devo dire che non è così.
Se la società fosse davvero un “frutto” biologico, non ci sarebbero stati tanti problemi storicamente a mantenerla e regolarla: a che sarebbero serviti Rousseau o Hobbes, Marx o Keynes se fosse stato l’istinto a determinare le nostre strutture sociali?
Insomma, non ci siamo.
Incidentalmente, una cosa non “frutta” dall’evoluzione solo se migliora la fitness dell’individuo (non è necessario e sufficiente). Altrimenti perché i maiali non hanno le ali per sfuggire ai predatori? Perché le mucche non hanno evoluto reattori nucleari per avere energia invece di star lì a brucare tutto il giorno?
Domande senza risposta.

“il papa rispetta la natura, in quanto, denigrando i gay, cerca di eliminare una sottospecie sterile e quindi inutile, che per di più consuma risorse che altrimenti sarebbero destinate alla discendenza degli etero. E’ naturale.”
rispetta la natura? guarda che la Natura non ha bisogno di esecutori che facciano rispettare le sue “leggi”. Non c’è l’addetto preposto a far cadere i gravi verso terra, così come non è necessario che zelanti burocrati si mettano a “eliminare” gli individui che non figliano come topi (non ratti-talpa mi raccomando).
La selezione naturale si svolge automaticamente. Bene. Chiarito questo concetto fondamentale, se i gay esistono (penso quindi esisto, esisto quindi esistono gay: OK) vuol dire che c’è una ragione per cui esistendo migliorano la fitness dei geni che determinano il sostrato biologico per cui esistono…(complicato, lo so, da leggere 3, 4 volte)

“Allora com’è che cozza allo stesso modo del titanic contro l’iceberg della compassione umana, base, mi sembra, del concetto “ama il prossimo tuo come se stesso”?”
Se la logica è oramai stramazzata, la grammatica dà i primi segni di cedimento…
Ciò che è naturale non è per questo morale, cosa ben espressa pure nel post di Favilli.
Inoltre, seguendo lo stesso ragionamento di pretesa impossibilità/incongruenza fra ciò che è morale e naturale, perché le carestie (naturali) fanno morire (immorale!) in Africa tanti bambini innocenti?!
Non so, amico mio, fai causa all’ufficio competente di Natura s.r.l.; noto che la visione statalista-burocratica del cosmo è profondamente radicata nel tuo animo, comprensibile direi dopo aver vissuto una vita intera in Italia.

“una sottospecie che, anche se inutile, non merita umanamente di soffrire.”
Spero tu ti renda conto che sei tu che ti stai contraddicendo implicitamente: ti basi sulla premessa che la morale debba essere ricavata dalla natura, però applichi giudizi morali che secondo il tuo stesso (benché errato) ragionamento sono non ricavati dalla natura (“umanamente”…che l’uomo è innaturale?… e quindi è anche…immorale!!!…ho mal di testa)

“Altra osservazione: essendo la sottospecie gay sterile, per definizione si estinguerebbe anche da sola, mentre l’inizio di una guerra tra etero e gay (si, anche i gay menano) provocherebbe più danni di qualunque saccheggio di risorse.”
E’ EVIDENTE che la “sottospecie gay” (grazie, sono onorato di appartenere a HOMO sapiens sapiens, enfasi su HOMO, natura-lmente) non può essere una sottospecie: se i gay esistono e i gay sono sterili, è chiaro che non c’è una discendenza diretta e quindi non si può parlare di specie (sotto- o sopra- che sia).
Ciò rende inutile non solo una guerra fra etero e gay (non sono convinto che picchirebbero: gli ebrei nell’ultima guerra si son lasciati docilmente bruciare, quindi c’è un precedente chi mi fa disperare), ma soprattutto i presunti intenti genocidi di Ratzinger: noi gay non ci potetrete mai sconfiggere perché rinasciamo sempre e più numerosi di prima alla generazione dopo! (come le strane creature mutanti dei film horror/sci-fi).

“provocherebbe più danni di qualunque saccheggio di risorse.”
CHE dire allora di GIULIANO FERRARA? Una guerra contro di lui sarebbe moralmente legittima, considerando le greggi di giovani manzi da lui distolti al resto della comunità?
Anche se avesse fatto 10 figli, con le sue razioni si potevano sfamare almeno 20 africani, che avrebbero figliato e sfornato almeno 100 figli!!!!!!!!!!!!!!!

Ernesto

Scusa Sailor-Sun, non ti volevo offendere, solo il tuo commento mi ha fatto scompisciare dalle risate nel cuore della notte, e sospetto che i vicini stiano cominciando a dubitare della mia sanità mentale (dubbi già ne avevano, lo so, quegli idolatri adoratori di ratti-talpa!).

Sailor-Sun

Ernesto, mi dispiace che la tua immagine sociale sua stata danneggiata indirettamente dal mio post, e convengo con te che alcune mie considerazioni non sono del tutto verificabili, però credo che tu, data l’ora tarda, non abbia compreso che il mio post era stato scritto volutamente miscelando logica con ironia, e che i ragionamenti esposti non sono consequenziali.
Dici che la società non è frutto dell’evoluzione. Se avessi detto “direttamente”, ovvero “la società ce l’abbiamo nei geni” sarei stato nel torto per le motivazioni che tu stesso hai esposto (anche se un poeta scriveva “nessun uomo è un’isola”…)
La società nata dall’intelletto umano è consequenziale alla comprensione (sviluppo evoluzionistico del cervello –> intelligenza –> comprensione) che l’unione fa la forza, visione confermata dall’organizzazione tribale dei cavernicoli, dei cannibali della papua nuova guinea o anche solo delle scimmie antropomorfe.
(e le specie animali sono imperfette perchè la perfezione richiederebbe un tempo infinito per realizzarsi, mentre la vita esiste solo da 3 miliardi e mezzo di anni.)
Che il papa rispetti la natura incitando più o meno direttamente alo sterminio dei gay è puramente ironico/iperbolico, perchè non credo che li voglia davvero sterminare, per le motivazioni da te e da me esposte in seguito, ma le lotte più o meno evidenti per le risorse naturali e per il territorio esistono in natura.
E qui giungiamo al tuo fraintendimento più grande: non ho mai detto che la compassione umana è naturale, ma non per questo si può affermare che non esista.
E’ vero che esistono persone o intere culture che hanno un concetto di compassione piuttosto strano (assassini comuni o gli inuit che abbandonano i vecchi moribondi), ma ritengo (ok, non ho prove, se non la mia esperienza) che tutti, più o meno, sono sensibili al dolore altrui, facendo scattare un desiderio inconscio di aiutare.
Se il papa è un uomo e gli uomini soffrono del dolore altrui, invitare all’altrui sofferenza è inumano, a meno che il papa non appartenga a quella minoranza cinica e sadica.
La frase successiva sottolinea il concetto da me esposto dell’uomo empatico, sempre in chiave ironica.
L’ultima frazione del mio post è, sempre in chiave naturalistica/ironica, un’invito a considerare l’inutilità dell’astio omofobo che la chiesa predica. I gay non sono una minaccia, ne un danno. Se biologicamente le loro esistenze sono inutili in quanto impossibilitati a dare discendenza (sempre ipotizzando che l’omosessualità sia genetica), all’interno della società umana possono contribuire alla comunità allo stesso modo di un’etero (uno per tutti: Leonardo da Vinci era gay)
Ammetto che l’ultimo concetto da me qui espresso non era esplicito nel post precedente, ma mi affidavo alla stessa compassione umana da me ipotizzata perchè il messaggio dell’ingiustizia della discriminazione (non solo dei gay) fosse compreso.
Che una guerra provochi solo danni è assodato.
Gli attriti tra le varie società sono dovute, ritengo, alla paura che queste hanno di scomparire, sia sul fattore psicologico sia su quello politico. (La chiesa ne è l’esempio più calzante: nonostante la sua illogicità, combatte per la sua sopravvivenza, sia per timore di una (propria e personale) crisi dei valori, sia del timore di perdere i privilegi che quella cultura comporta)
Chiamare sottospecie i gay era un modo ironico mascherato da termini scientifici per mostrare sia come siano considerati quasi inumani, sia per giustificare, nel mio ragionamento ironico sulla natura, la rivalità tra due specie distinte.
Spero di essermi spiegato.
(ammetto comunque che comprendere la natura del mio post fosse come separare il bronzo in rame e stagno)

jesuschristyouaremylife

E’ contronatura sperare in una vita eterna, amare ed essere gioiosi, credo di no; credo che anche i gay non siano poi così contronatura come si crede!!!!!!!!

Ernesto

Ah, OK, Sailor-Sun, tutto chiaro. Niente più commenti dopo il tramonto.

Sailor-Sun

x Jesusecc: ammirevole da parte tua ammettere che si esagera sulla visione dei gay come di un “errore”.
Comunque, che sia dio o la natura, non seguirò mai una legge o presunta tale che provochi dolore. L’uomo ha abbastanza intelletto da vincere i propri istinti, se questi sono dannosi per se stessi o per gli altri. Quindi è inutile predicare sul pro e contro natura, perchè noi stessi dobbiamo combattere la bestia che è in noi.

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