USA: prima sentenza anti-aborto della corte suprema

Con un voto risicato (5 a 4) i nove giudici della Corte suprema degli Stati uniti hanno decretato ieri la prima limitazione all’aborto terapeutico da molti anni. La corte ha confermato una legge firmata da Bush nel 2003 che vieta le quelle che i conservatori chiamano «nascite parziali», una forma di aborto molto tardivo che riguarda almeno duemila donne ogni anno negli Usa, dove l’aborto è legale dal ’73.

Fonte: ilManifesto.it 

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32 commenti

grillo parlante

l’aborto e’ un atto contro Dio e contro la vita umana.bene cosi’,avanti su questa strada

gian

Peccato! Rivoltare nell’utero un feto di anche 7-8 mesi, estrarlo dai piedi in modo che non inizi a respirare e non risulti nato, praticargli un foro alla base del cranio prima che fuoriesca completamente e spappolargli il cervello è un tal segno di civiltà che quegli stronzi di conservatori americani hanno davvero toccato il fondo! W l’aborto a nascita parziale!! Lo vogliamo anche qui così eviteremo le menate degli aborti mal riusciti come per quel feto di Firenze!! Se lo abortivano come si deve nessuno si strappava le vesti! E invece tutti a frignare sugli errori della medicina!

Daniela M

Scusate l’off topic, ma vi segnalo un link dove potete sottoscrivere una lettera aperta al parlamento italiano per la laicità (tra i promotori anche Odifreddi). Magari diffondete anche la notizia! Grazie.

http://www.letteralaicita.org/home

markus

Quello che penso è che si debba distinguere il diritto all’aborto da una pratica effettuata in casi particolari, specie se c’è rischio per la salute della madre. In ogni caso, fuori dai giudizi morali, continuo a pensare che la legge deve lasciare libertà di scelta anche e soprattutto in questi casi, dove una donna, se ha portato un feto per 6 o 7 mesi immagina cosa significa abortire meglio di una che c’è stata 6 o 7 settimane !
Io personalmente non la trovo una pratica carina e se fossi una donna che proprio non vuole essere madre, forse preferirei farlo nascere prematuro e abbandonarlo all’ospedale (anche questo è un diritto della donna). Questo perchè dopo un po’ di tempo il feto ha una sensibilità e capisco che quel tipo di pratica è l’unica che previene l’ipotesi di infanticidio (figlio nato che ha emesso il primo respiro) e forse è la più indolore per il feto. Ripeto, mi sembrano casi drammatici e proprio per questo la legge dovrebbe aiutare a scegliere serenamente invece che imporre divieti generali. Soprattutto quando è a rischio la salute della donna che potrà diventare una madre sana in un’altra occasione, nelle condizioni giuste, se vorrà.

Marja

Il “partial birth abortion” viene praticato soltanto in casi di estrema gravità, quando c’è un serio pericolo per la vita della gestante oppure quando il feto è gravemente malformato(in questo caso è una specie di eutanasia pre-natale, magari in donne che non hanno effettuato tempestivamente le diagnosi per accertare anomalie genetiche o dello sviluppo, che insomma se ne sono accorte troppo tardi). Nel primo caso, mi auguro che nessun medico sacrifichi la vita di una donna(contro la sua volontà)per far vivere il feto a tutti i costi il feto, nel secondo non saprei dare un giudizio, insomma si rientra nel caso dell’eutanasia, in Inghliterra infatti è proprio per evitare questo tipo di aborti che la società dei ginecologi aveva prospettato l’opportunità di una legge che permettesse di praticare l’eutanasia sui i neonati gravemente malformati. Tanto, nella maggior di questi casi il feto o il neonato muoiono comunque, solo con qualche settimana o mese di sofferenza in più o se sopravvivono presentano molti problemi di salute. Ma tanto per la cultura della destra cristiana l’importante è che la donna adempia fino in fondo il suo sacro dovere di fattrice.

Max Stirner

Non credo che risucchiare con una cannula il cervello già sviluppato di un essere vivente possa essere considerato un “aborto” così come lo intendono tutti coloro che, giustamente, difendono la possibilità di interrompere una gravidanza durante le prime settimane di gestazione. Voler difendere a spada tratta una pratica così cruenta rischia di gettare in cattiva luce anche le altre forme di “aborto”.

Marja

Una testimonianza su quanto possono essere “animali” e irrispettosi della dignità umana e dell’autonomia delle scelte individuali gli antiabortisti da
http://www.svss-uspda.ch/it/aborto.htm
Anna
vi scrivo dall’Emilia-Romagna, ho 44 anni, due figli, una ragazza di 22 e un ragazzo di 15 anni. Da una settimana ho saputo di essere incinta. Quella mattina faccio il test… da esito positivo. Non sono felice per tanti motivi. Mi dico che sono troppo avanti con gli anni per avere di nuovo un figlio, non me la sento di ricominciare sia fisicamente (dato che in passato ho avuto problemi seri di salute). Parlo con mio marito dell’evento e lo informo che non intendo portare a termine la gravidanza. Sapendo come lui la pensa in proposito, non trovo difficoltà. Lui è daccordo con me e ci prepariamo sul da farsi. Prendiamo appuntamento con il mio ginecologo, gli comunichiamo le nostre intenzioni, e lui capisce la mia scelta, anzi mi mette al corrente dei rischi che corro per me e per il bambino. Felici di trovarlo dalla nostra parte, ma purtroppo lui è obiettore e nel suo ospedale non praticano l’ivg. Ci informa che l’unico posto dove possiamo rivolgerci nella nostra zona, è l’ospedale civile. La stessa mattina saliamo al civile. Chiedo di parlare con un ginecologo per sapere la prassi da fare. Ci si presenta davanti una ginecologa di circa 35 anni. Gli spiego il motivo del perchè sono lì e subito mi sento aggedire sull’argomento. Escono fiumi di domande… mi dice che è una nuova vita, che ci sono donne che lo cercano per la prima volta a quest’età, che una volta abortito il trauma resta. Allora io a quel punto comincio ad agitarmi e controbatterla su suoi discorsi perchè capisco che stà facendo di tutto per farmi sentire in colpa e immorale. Gli ribadisco il fatto che ho avuto problemi seri e che insomma non me la sento. Allora prende un foglietto e mi scrive dove devo rivolgermi per la prassi, ma all’improvviso arriva come un vento gelido un’orribile proposta… MENTRE STA SCRIVENDO, MI DICE TESTUALI PAROLE: “LEI COMUNQUE, PUÒ PORTARE A TERMINE LA GRAVIDANZA E POI DARE IN AFFIDO SUO FIGLIO!” non ci possso credere a quello che ho appena sentito… mi alzo di scatto dalla sedia e chiedo se stà scherzando! non ci ho più visto! e gli rispondo: ma lei ha ascoltato quello che gli ho detto? se avessi scelto di tenermi il bambino non sarei certo qui, a sentire queste obrobrità e non si deve permettere di trattarmi così, di dire certe cose e solo perchè lei ha un camice… mi ritengo responsabile delle mie decisioni e non sono certo una bimba, perciò non mi faccia passare da stupida. Me ne sono andata sbattendo la porta e dicendogli che era una bestia! altro che etica morale!
Ora stò ancora svolgendo le pratiche in un consultorio familiare. Appena avrò il certificato, salirò nella mia provincia (io sono lombarda) dove ho trovato cordialità e nessuno che mi faccia sentire una “fattrice” o altro… ho pianto tanto…. e sono arrabbiata per l’inumanità che ho trovato da parte di quella “donna” (se così la posso chiamare). Ho pensato a quelle povere ragazze che giovani, magari con alle spalle esperienze disastrose, violente, ecc.. che non vogliono portare avanti una gravidanza, a quanta pressione gli viene fatta per convincerle del contrario, e che già fragili psicologicamente, gli viene fatto ancor più del male facendole sentire sbagliate… e convincendole del contrario, non abortiscono più e poi si trovano a rifiutare il bambino… magari in affidamento vero? o peggio ancora nel cassonetto… QUESTA SECONDO ME È VIOLENZA! e dispiace dirlo ma sono proprio persone come quella che io ho incontrato a creare queste condizioni per alcune donne… dovrebbero solo vergognarsi e farsi loro un esame di coscienza… questo è quello che sin d’ora ho vissuto io… a breve abortirò… e ringrazio di avere al mio fianco un uomo veramente meraviglioso che mi da tantissimo amore… mia figlia che mi da appoggio in tutto questo… ecco questo per ora è quello che avevo da esternare….

Markus

@ Marja.

Grazie per i tuoi messaggi.

Sono convinto anche io che I TENTATIVI DI CONDIZIONARE UNA DONNA NELLE SUE SCELTE, soprattutto in momenti così particolari, SONO UNA FORMA DI VIOLENZA e come tali ANDREBBERO PENALMENTE SANZIONATI perchè impongono una volontà di parte su una persona in difficoltà.

Vorrei ancora ribadire che la separazione tra morale e diritto è il presupposto per uno stato civile degno di tale nome e per una legge che sia espressione della Giustizia e non dell’arbitrio di un tiranno.

Kaworu

e invece quelle sottospecie di larve del movimento per la vita sono pure legittimate a sgranare i maroni…

Marforio

Anna
vi scrivo dall’Emilia-Romagna, ho 44 anni, due figli, una ragazza di 22 e un ragazzo di 15 anni. Da una settimana ho saputo di essere incinta. Quella mattina faccio il test… da esito positivo. Non sono felice per tanti motivi. Mi dico che sono troppo avanti con gli anni per avere di nuovo un figlio, non me la sento di ricominciare sia fisicamente (dato che in passato ho avuto problemi seri di salute). Parlo con mio marito dell’evento e lo informo che non intendo portare a termine la gravidanza. Sapendo come lui la pensa in proposito, non trovo difficoltà. Lui è daccordo con me e ci prepariamo sul da farsi. Prendiamo appuntamento con il mio ginecologo, gli comunichiamo le nostre intenzioni, e lui capisce la mia scelta, anzi mi mette al corrente dei rischi che corro per me e per il bambino. Felici di trovarlo dalla nostra parte, ma purtroppo lui è obiettore e nel suo ospedale non praticano l’ivg. Ci informa che l’unico posto dove possiamo rivolgerci nella nostra zona, è l’ospedale civile. La stessa mattina saliamo al civile. Chiedo di parlare con un ginecologo per sapere la prassi da fare. Ci si presenta davanti una ginecologa di circa 35 anni. Gli spiego il motivo del perchè sono lì e subito mi sento aggedire sull’argomento. Escono fiumi di domande… mi dice che è una nuova vita, che ci sono donne che lo cercano per la prima volta a quest’età, che una volta abortito il trauma resta. Allora io a quel punto comincio ad agitarmi e controbatterla su suoi discorsi perchè capisco che stà facendo di tutto per farmi sentire in colpa e immorale. Gli ribadisco il fatto che ho avuto problemi seri e che insomma non me la sento. Allora prende un foglietto e mi scrive dove devo rivolgermi per la prassi, ma all’improvviso arriva come un vento gelido un’orribile proposta… MENTRE STA SCRIVENDO, MI DICE TESTUALI PAROLE: “LEI COMUNQUE, PUÒ PORTARE A TERMINE LA GRAVIDANZA E POI DARE IN AFFIDO SUO FIGLIO!” non ci possso credere a quello che ho appena sentito… mi alzo di scatto dalla sedia e chiedo se stà scherzando! non ci ho più visto! e gli rispondo: ma lei ha ascoltato quello che gli ho detto? se avessi scelto di tenermi il bambino non sarei certo qui, a sentire queste obrobrità e non si deve permettere di trattarmi così, di dire certe cose e solo perchè lei ha un camice… mi ritengo responsabile delle mie decisioni e non sono certo una bimba, perciò non mi faccia passare da stupida. Me ne sono andata sbattendo la porta e dicendogli che era una bestia! altro che etica morale!
Ora stò ancora svolgendo le pratiche in un consultorio familiare. Appena avrò il certificato, salirò nella mia provincia (io sono lombarda) dove ho trovato cordialità e nessuno che mi faccia sentire una “fattrice” o altro… ho pianto tanto…. e sono arrabbiata per l’inumanità che ho trovato da parte di quella “donna” (se così la posso chiamare). Ho pensato a quelle povere ragazze che giovani, magari con alle spalle esperienze disastrose, violente, ecc.. che non vogliono portare avanti una gravidanza, a quanta pressione gli viene fatta per convincerle del contrario, e che già fragili psicologicamente, gli viene fatto ancor più del male facendole sentire sbagliate… e convincendole del contrario, non abortiscono più e poi si trovano a rifiutare il bambino… magari in affidamento vero? o peggio ancora nel cassonetto… QUESTA SECONDO ME È VIOLENZA! e dispiace dirlo ma sono proprio persone come quella che io ho incontrato a creare queste condizioni per alcune donne… dovrebbero solo vergognarsi e farsi loro un esame di coscienza… questo è quello che sin d’ora ho vissuto io… a breve abortirò… e ringrazio di avere al mio fianco un uomo veramente meraviglioso che mi da tantissimo amore… mia figlia che mi da appoggio in tutto questo… ecco questo per ora è quello che avevo da esternare….

… DELLA SERIE: W LA MORTE!!!!

Markus

Il cristianesimo ha sempre voluto gente malata e sofferente e debole per poterla “aiutare” leggasi: circuire, illudere e controllare.

W la scienza e tutto quello che essa ci offre per SCEGLIERE di nascere sani, vivere sani e abbattere ogni illusione !

Silvia

@Marforio
No, W la vita!!!
W quella di un essere vivente reale (la signora Anna), che ha tutto il diritto di gestire la propria vita come crede e di non vedersela rovinare da un marmocchio non voluto, soprattutto dal momento che può scegliere quando il marmocchio NON C’E’ ANCORA.
Ma come al solito i cattolicastri preferiscono il concetto astratto di “vita” agli esseri umani effettivamente vivi e senzienti…

Kaworu

@silvia

tanto poi il bambino mica lo mantengono marforio e quelli come lui, che sono solo buoni di riempirsi la bocca di belle (?) parole.

zumpappa

>tanto poi il bambino mica lo mantengono marforio e quelli come lui, che sono solo buoni di >riempirsi la bocca di belle (?) parole.

Lo mantengo io… posso averlo? Ho un lavoro e sono autonomo. Non so se le leggi lo permettano, ma sono in condizione di crescerlo.

Marforio

Chissa’ come sarebbe stato quel bambino???
Chissa’ come sarebbe stato il suo sorriso???
Chissa’ come sarebbero stati i suoi capricci???
Chissa’ cosa avrebbe fatto da grande???
… SE SOLO AVESSERO RICONOSCIUTO IL SUO DIRITTO DI NASCERE.
… DIO ABBIA PIETA’ DI CHI NON HA VOLUTO.

Kaworu

no credo che tu non possa, zumpappa.

i single non possono adottare, da quel che ne so.

ma puoi comunque provare a chiedere per l’affido, se vuoi.

@marforio
si si va beh… altre stronzate?

Ernesto

Marforio
la sola cosa triste è che tu non ti rendi conto che i bambini che “avrebbero potuto nascere” sono infiniti. Quando da adolescente di masturbavi 5 volte al giorno hai impedito la nascita di altrettanti “possibili bambini” di cui non conoscerai mai il “sorriso, i capricci e la carriera”. Perché hai sprecato il tuo seme, Marforio, invece di depositarlo nel ventre di una ragazza?
Perché sei qui a scrivere al computer invece di andare in giro a fare sesso con quante più donne puoi, eh, Marforio?
Perché vuoi impedire a tutti i tuoi “possibili bimbi” di nascere, Marforio?

zumpappa

Kaworu

A chi bisogna rivolgersi? Se serve a farlo nascere vorrei mi contattassero gli interessati. Io sono pronto, nonostante una vita già movimentata.

Kaworu

@zumpappa

ah guarda in qualunque paese povero troverai frotte di donne incinte disposte a venderti il loro figlio, e altrettante disposte a farsi mettere incinte per vendertelo.

ma scusa… non fai prima a fare il buon samaritano coi bambini che già sono al mondo e stanno in orfanotrofio, anzichè rovinare la vita a una donna?

Asatan

Kaworu scrive:

20 Aprile 2007 alle 23:19
@zumpappa

ah guarda in qualunque paese povero troverai frotte di donne incinte disposte a venderti il loro figlio, e altrettante disposte a farsi mettere incinte per vendertelo.

ma scusa… non fai prima a fare il buon samaritano coi bambini che già sono al mondo e stanno in orfanotrofio, anzichè rovinare la vita a una donna?

Perchè i nquei casi i bambini sono già nati e stanno già soffrendo per mondarsi l’anima.
Il problema non è tutelare una vita dignitosa, ma farmettere al mondo torme di disperati a usare come mano d’opera a basso costo e trastullo per i preti.

Quanto all’aborto tearpuetico a gravidanza avanzata… beh mi sembra ovvio che pr questa gente sia più importante battezzare il feto per salvargli l’anima (data la teologia degli ultimi 2000 anni, abrogando il imbo hanno reintrodotto l’inferno per i non battezzati), che salvare la vita di una fattrice.

Consiglierei la lattura di “EUnuchi per il regno dei cieli” di Uta Ranke Heineam a questi catto-talebani.

Loro sì che sono per la difesa della vita: se no da dove arrivano i marmocchi da sfruttare nele fabbriche delle loro preziose nike e quelli con cui divertirsi durante le vacanze in tailandia?

Joséphine

Premessa: NON sono contraria all’aborto,

ma secondo me questa dottoressa tanto vituperata ha agito
correttamente, informando su tutte le possibili alternative.

All’autrice della lettera domando: le donne sanno fare sempre e solo le vittime?? Un po’ di personalità non riescono a tirarla fuori??

Il discorso umanità: consiglierei di guardare un libro di anatomia per vedere quanto è grando un feto di 24 settimane (= 6 mesi circa).

Capisco che non tutti se la sentano di fare a pezzi un bambino intero, seppur gravemente malformato.
Personalmente, se fossi medico, forse qualche scrupolo lo avrei pure io.
Hanno studiato medicina, non come fare i boia.

Joséphine

@ Silvia
Quanta umanità e femminilità nella definizione “marmocchio non voluto”.

🙁

Ripeto: NON sono contraria all’aborto, ma il cinismo mi disgusta.

Kaworu

@Asatan
si beh la mia era una domanda retorica, per il resto ti quoto 😉

@Joséphine
si ma c’è modo e modo per informare una persona.
quello non era informare, era fare terrorismo psicologico… per di più su persone che al momento sono più che mai fragili.

Marja

A personaggi come Zumpappa e altri che vorrebbero che una donna sacrificasse il proprio corpo per far nascere un figlio che non vogliono, per darlo in adozione ad altri vorrei ricordare che prima di tutto la gravidanza può uccidere, soprattutto le donne al di sopra dei 35 anni
“Nonostante la gravidanza sia un fenomeno naturale, è rischiosa: la frequenza di mortalità per le donne gravide negli U.S.A. raggiunge la media di 8 su 100.000 gravidanze. Tale media comprende un ampio ambito: la frequenza di mortalità è di 5.4, su 100.00 donne sotto i 20 anni, ma è di 27 su 100.000 tra le donne sopra i 40 anni.
Sebbene i rischi siano modesti per una donna incinta sopra i 35 anni, la probabilità di morire per complicazioni relative alla gravidanza sono quasi 2 volte più alte di quelle di venir uccisa in un incidente d’auto.”
Frederich H. Martini, Elementi di Anatomia e fisiologia.
Inoltre, la gravidanza provoca notevoli disturbi alla salute della donna, alla qualità della sua vita e lascia sul corpo notevoli effetti negativi, detto in termini giuridici la gravidanza è causa di danni biologici, estetici, esistenziali, morali, psichici per la donna, a volte anche una gravidanza voluta, figuriamoci una in cui si è incorsi per un errore o una violenza. Se volete che una donna vi fabbrichi un figlio prendetene una disposta a farlo, remuneratela, altrimenti fatevi gli affari vostri, non si può usare un embrione come pretesto per disporre della sfera riproduttiva altrui.

marcus

Personalmente non ritengo l’aborto un bene assoluto, per il semplice fatto che dubito
esista una donna “felice” di abortire.

L’aborto è, però, in molti casi, il minore dei mali: posso perfettamente capire
una donna che non si sente in condizione di accudire a vita un figlio malformato (avete
una anche vaga idea di che cosa voglia dire avere un figlio down 24 ore su 24?) o che
non se la senta di affrontare una gravidanza a 44 anni, sopra a tutto se la gravidanza
deriva da un incidente di percorso, o se la donna incinta ha magari 16 anni e anche qui
la gravidanza viene da malainformazione o da un incidente di percorso.

Oltre a questi possono esserci migliaia di motivi, fisici, mentali, psicologici, materiali per i quali una donna arriva a ritenere un aborto il minore dei mali.
Dire semplicemente e pedissequamente no all’aborto significa dimenticare che alla fine di tutte le teorie c’è una donna in carne ed ossa il cui “peso” per la legge deve essere molto superiore a quello di un feto.

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