“Sbattezzo”: nuove ingerenze ecclesiastiche, aggiornati i moduli

L’UAAR, dopo aver chiesto un parere al proprio consulente legale, ha provveduto ad aggiornare i facsimili da inviare alle parrocchie con cui chiedere che sia annotata la propria volontà di non far più parte della Chiesa cattolica. I diversi moduli presenti sul sito sono stati tutti integrati con questa frase:

Si diffida dal comunicare il contenuto della presente richiesta a soggetti terzi che siano estranei al trattamento, e si avverte che la diffusione o la comunicazione a terzi di dati sensibili può configurare un illecito penale ai sensi dell’art. 167 del D.lgs. n. 196 del 2003.

La decisione è stata presa dopo aver constatato gli effetti di alcuni recenti interventi della Santa Sede e della Conferenza Episcopale Italiana. Il Pontificio Consiglio per i testi legislativi, con lettera circolare del 13 marzo 2006 inviata alle Conferenze Episcopali, firmata dal cardinale Herranz e approvata da Benedetto XVI, ha sostenuto che «l’atto di separazione sia manifestato dall’interessato in forma scritta», davanti al vescovo o al parroco. In seguito a chiarimenti chiesti dalla stessa CEI, il Pontificio Consiglio ha ribadito che «è sempre auspicabile il contatto personale con il fedele». La CEI, attraverso il suo notiziario di gennaio, ha portato a conoscenza della ‘novità’ il mondo ecclesiale italiano.

Le conseguenze non si sono fatte attendere. Sono infatti cominciate a pervenire allo sportello informatico S.O.S. Laicità, il servizio di consulenza gratuita messo a disposizione dal sito UAAR, numerose segnalazioni da parte di ‘sbattezzandi’, consistenti in convocazioni presso la diocesi o la parrocchia, pressioni telefoniche e, nel caso di richiedenti in giovane età, addirittura interventi sui genitori o su altri parenti per indurli ad ammansire la ‘pecorella smarrita’. È facile comprendere lo smarrimento che tali pressioni possono provocare in chi, ancora studente, dipende economicamente dalla propria famiglia.

Il termine più appropriato per definire simili atti è ‘barbarie’, perché sono comportamenti che violano i più elementari diritti umani. Da questo punto di vista non possono però essere definiti sorprendenti, perché sono suggeriti da un’organizzazione notoriamente refrattaria alla sottoscrizione delle convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo.

Ciò non toglie, tuttavia, che tali azioni vìolino anche l’ordinamento giuridico italiano. Ricordiamo infatti che:
– nel 2003 è stato presentato e accolto un ricorso al Garante della privacy, promosso tramite l’UAAR, contro la pretesa del Vicariato di Roma di chiedere allo ‘sbattezzando’ di presentarsi presso i suoi uffici «per dimostrare e controfirmare la sua richiesta in modo inequivoco». Il Garante chiarì che «la disciplina in materia di protezione dei dati personali non prevede che il mittente della nota raccomandata debba anche recarsi personalmente e necessariamente presso il destinatario»;
– diffondere la notizia della richiesta di ‘sbattezzo’ costituisce violazione del D.lgs. 196/2003, che all’art. 167 prevede che «salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell’articolo 129, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi».

Ci auguriamo che la diffida ponga immediatamente termine allo squallido fenomeno delle pressioni arbitrarie. La vicenda, tuttavia, fornisce un’ulteriore conferma dell’atteggiamento di dispregio nei confronti delle leggi italiane mantenuto dalle gerarchie ecclesiastiche. Un’arroganza che si nutre e prospera sull’indifferenza con cui il supremo principio costituzionale dello Stato viene quotidianamente picconato.

Raffaele Carcano
Coordinatore iniziative giuridiche UAAR

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64 commenti

Damiano

Sono infatti cominciate a pervenire allo sportello informatico S.O.S. Laicità, il servizio di consulenza gratuita messo a disposizione dal sito UAAR, numerose segnalazioni da parte di ‘sbattezzandi’, consistenti in convocazioni presso la diocesi o la parrocchia, pressioni telefoniche e, nel caso di richiedenti in giovane età, addirittura interventi sui genitori o su altri parenti per indurli ad ammansire la ‘pecorella smarrita’.

Poi dicono che questi non sono metodi da fascisti…

È facile comprendere lo smarrimento che tali pressioni possono provocare in chi, ancora studente, dipende economicamente dalla propria famiglia.

I miei sono venuti a saperlo non tramite il prete (anche se non escludo che il prete li abbia convocati a mia insaputa…) ma perchè è arrivata la ricevuta di ritorno dalla parrocchia, e sapendo come la penso hanno subito capito che non potevo aver spedito delle preghierine da leggere in chiesa il giorno di pasqua. 😆

Quando mi hanno chiesto di cosa si trattava ho spiegato loro con tutta tranquillità che avevo appena rimediato ad un errore che loro avevano commesso a nome mio, sia pur in buona fede, quando ancora non ero in grado di decidere se “entrare nel gregge” oppure no. Ho detto loro che, non sentendomi pecora, non avrei avuto nemmeno bisogno di pastori.
Le reazioni (di mio padre) sono state nell’ordine:

– Finta indifferenza con sprezzante minimizzazione come chi si sforza di non dare importanza alla cosa con la fatidica frase : “tanto il battesimo non si cancella mai”.
– Malcelata irritazione di fronte alle mie spiegazioni sul fatto che non considero il battesimo nulla più che un atto formale d’entrata nella chiesa cattolica e che quindi non mi preoccupavo minimamente di eventuali “effetti indelebili” in quanto non ci credevo affatto.
– Ira: nel momento in cui gli ho spiegato che sarei stato scomunicato e che la mia volontà sarebbe stata annotata sul registro dei battezzati.
– Minacce di vario tipo: dal mandarmi via di casa al diseredarmi ( :roll: )

Ho pure cercato di farlo ragionare e di spiegargli che la cosa non mi rendeva meno cattolico di quanto non lo fossi prima, ma a quanto pare la forma a volte viene confusa con la sostanza: poco importa che uno non sia credente, l’importante è che almeno lo sembri. (e questo modo di ragionare che veramente disprezzo nel credente mediocre…)

Adesso sembrano essersela messa via, anzi sono sempre li a chiedermi quando vado a casa (nel frattempo mi sono trasferito per lavoro…).

Jean Meslier

Al fine di fugare ogni possibile dubbio interpretativo, il Presidente della
Conferenza Episcopale Italiana, con lettera del 28 giugno 2006 (prot. n.
549/06), ha chiesto al Pontificio Consiglio se detta affermazione sottenda
la necessità di presentarsi sempre di persona davanti all’Ordinario o al
parroco proprio, o se invece possa essere sufficiente l’invio dell’istanza in
forma scritta da parte dell’interessato. Il Presidente del Pontificio Consiglio
per i testi legislativi, rispondendo al quesito in data 24 novembre
2006 (prot. n. 10502/2006), ha ribadito che spetta esclusivamente all’autorità
ecclesiastica accertare l’esistenza nel fedele delle libere e coscienti disposizioni
di volontà necessarie perché l’atto di separazione sortisca gli effetti canonici e la conoscenza da parte del medesimo delle conseguenze del
suo gesto. A tal fine, è sempre auspicabile il contatto personale con il fedele.
Nel caso, tuttavia, in cui l’interessato rifiuti il contatto personale, gli
si dovrà inviare una lettera nella quale si esponga con chiarezza e delicatezza
che un vero atto di defezione rompe i legami di comunione con la
Chiesa. Sarà, altresì, necessario chiarire che tale gesto, qualificato come
atto di vera apostasia (oppure di eresia o di scisma, a seconda delle eventuali
ragioni addotte dal fedele), costituisce un delitto nell’ordinamento
ecclesiastico, per il quale viene comminata la scomunica, illustrandone
anche le conseguenze disciplinari. Scopo della comunicazione è invitare
motivatamente il latore dell’istanza a ponderare ed eventualmente mutare
la decisione di separarsi dalla Chiesa cattolica. Qualora tale invito non
sia accolto o la lettera rimanga senza risposta, sarà evidente per via documentaria
la volontà dell’interessato di porsi formalmente in una situazione
canonica di rottura dalla comunione ecclesiale, con le relative conseguenze
penali canoniche, e si potrà procedere ad annotare l’avvenuta defezione
nel registro dei battesimi.

Si’, si’, siii! Una scomunica per apostasia, in piena regola! 🙂

Chissa’ quanti vecchi sbattezzati non scomunicati creperanno di invidia!

JSM

Damiano,
per quanto mi riguarda posso dire che sono stato più fortunato: mia madre è credente ma alla fine mi ha detto:” mi sbattezzo pure io!”

JSM

Jean Meslier,
tutti gli sbattezzati sono scomunicati latae sententiae per apostasia secondo il codice di diritto canonico numero 1364 (mi sembra). La scomunica è automatica.

Jean Meslier

Maledizione 🙂

Sto leggendo la circolare segnalata da Raffaele: lo chiamano actus formalis defectionis ab Ecclesia catholica. Bisogna ammettere che solo i cattolici sanno essere cosi’ fighi, con il loro latinorum.

Marco G.

La chiesa cattolica insiste nel considerare lo “sbattezzo” una pratica religiosa (in contraddizione con la propria stessa dottrina!), invece di quello che è, vale a dire una pratica amministrativa necessaria alla luce dell’ordinamento civile italiano (perfino per quei battezzati che intendano aderire ad una chiesa diversa) per chiunque non intende essere considerato cattolico all’anagrafe. Come tale è totalmente regolata dalle leggi dello Stato, inclusa ovviamente la normativa sulla Privacy, che la chiesa è assolutamente tenuta a rispettare salvo sanzioni amministrative e penali. Ancora una volta il problema per la CCAR sta nel non riconoscere l’autonomia della giurisdizione laica dello Stato, come si evince dal contenuto della nota CEI. Tocca alla chiesa riconoscere che l’atto civile amministrativo deve essere considerato come totalmente separato dalla giurisdizione religioso-canonica.

Faj

La recente soppressione del limbo toglie qualsiasi carattere di urgenza al battesimo: fino ai 18 anni si va comunque in paradiso. Bisogna perciò insistere con i genitori perché rimandino questa funzione fino alla consapevole decisione personale dell’interessato, e non ci sarà più bisogno di sbattezzarsi. Però è urgente chiarire se all’inferno ci si possa andare solo dopo aver compiuto 18 anni, cioè se la maggiore età infernale coincida con quella legale. Ma a che età si può cominciare a peccare sul serio?

Marco G.

L’aspetto francamente ridicolo di questa storia è che a chi chiede di non far più parte della chiesa cattolica ovviamente di quello che dice il diritto canonico in materia di apostasia e quant’altro non gliene può fregar di meno. Se gliene fregasse qualcosa sceglierebbe di continuare ad essere cattolico. D’altra parte il diritto civile (compresa la legge sulla Privacy) deve essere assolutamente rispettato da chiunque vuole essere cittadino italiano, e chi non vuole farlo deve essere pronto ad assumersene le conseguenze.

Giuseppe C.

Arroganti senza confini e oltre la Legge.

[…]«l’atto di separazione sia manifestato dall’interessato in forma scritta», davanti al vescovo o al parroco. In seguito a chiarimenti chiesti dalla stessa CEI, il Pontificio Consiglio ha ribadito che «è sempre auspicabile il contatto personale con il fedele».[…]

Forse vogliono che il fedele stia inginocchiato sui ceci e, a capo chino, reciti (legga) l’atto di dolore al cospetto dei “probi viri” della parrocchia? 🙂

Marco G.

Magari no, ma, come si capisce anche da alcuni interventi postati qui, in certi casi, anche se magari non frequenti, possono provocargli anche dei danni materiali qualora non si attenessero alle disposizioni del DL. 196/03, ad es. uno potrebbe essere diseredato da qualche congiunto un po’ bigotto. Per cui è importante che in caso di violazione della legge si proceda alle denunce del caso.

KVM

Avviso Sacro
Fa peccato Mortale e non può essere assolto

-Chi è iscritto al Partito Comunista.
-Chi ne fa propaganda in qualsiasi modo.
-Chi vota per esso e per i suoi candidati.
-Chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.
-Chi rimane nelle organizzazioni comuniste: Camera del Lavoro, Federterra, Fronte della Gioventù, CGIL, UDI, API, ecc…

È scomunicato e Apostata

Avendo fatto tutto ciò non credo di avere problemi…

dv64

A me osarono inviare persino il numero telefonico della curia, con il viscido e presuntuoso invito a confidare loro i miei “temporanei turbamenti” e tornare sulla retta via, vale a dire nel gregge degli ovini assortiti, onde evitare conseguenze secondo il diritto canonico blablabla…
Ovviamente il foglio finì seduta stante stracciato nella carta da riciclo ma forse non sarebbe stato male investire i soldi di una chiamata per lasciarli blaterare a vuoto le loro scemenze per poi stroncarli con un pernacchione della durata di due minuti (ammetto di non saperli fare, ma avrei assoldato un valente amico per questa incombenza).
By the way, le conseguenze secondo il diritto canonico si riducono alla proibizione di attività/funzioni all’interno di una chiesa (padrino di battesimo, matrimonio, funerale, comunione, ecc.), divieti perfettamente compatibili con la mia (e credo della quasi totalità degli sbattezzati) assoluta determinazione di non entrare mai più in una chiesa, neanche da turista o da morto.

Francesco

Più che senza Dio credo che siate senza qualcos’altro….

dv64

è a te che manca qualcosa se credi ancora alle favolette, povero bimbo mai cresciuto…

Asatan

No Francesco ha ragione… più che senza dio, noi siamo senza paraocchi.

Lui che invece i paraocchi ce li ha, nonchè un bel cervello sbiancato con candeggina, cosa può pensare? Me è ovvio che la chiesa ha il diritto di perseguitarti violando la legge e causandoti il maggior danno possibile!! Come ha detto il loro personaggio immaginario preferito: o con me o contro di me. Se ti metti contro di loro si comportano da bravi mafiosi per farti rientrare nei ranghi e non perder la pecunia.

Damiano

@dv64:

Testimone di matrimonio puoi farlo anche da apostata, ricorda che è pur sempre un contratto valido secondo la legge italiana(la quale non prevede (per il momento 😕 ) questo genere di distinzioni.
Immagino che se il matrimonio non è concordatario possano ovviamente impedirti di fare da testimone.

Giorgio

GAUDIUM e pure SPES

Una cosa mi sembra evidente, e cioé che i crescenti sbattezzi stanno suscitando vero allarme. Da ciò il gaudium.
La spes è che gli sbattezzi continuino ad aumentare, e che gli strumenti di contrasto in via di adozione suscitino, per la loro illegalità e l’evidente dispregio dei diritti umani, sempre maggior disgusto.

mstatus

Hanno solo paura che qualcuno gli tolga la sedia da sotto il culo, e fanno di tutto per cercare di evitare il crollo che avverrà cmq! I loro fedeli sono sempre in meno e composti in maggioranza da vecchie bigotte, e sempre meno approvano i loro improponibili anacronistici comportamenti. Hanno emergenza per mancaza di preti e di suore. Il potere gli sta sfuggendo dalle mani, se la campagna dell’8×1000 funzionerà sarà un’altra mazzata per il pretume parassitario. E’ il momento giusto per lottare.
Nessuna pietà per il nemico in gonnella nera, mai dimenticare e mai perdonare, si lotti senza sosta! La loro base è in discordia con i vertici clericali.

Per Francesco se sei quello che conosco già, la chiesa parla di morale divina e non la segue poi molto (1950 del catechismo)…. Per cui se io sono senza dio e qualcosa d’altro che cosa è la chiesa? Salvo incoerenza e vecchiume. E’ quello il messaggio di Cristo? Può il generale Bagnasco attenzionato e scortato per un paio di cartelli puntare il dito contro gli altri, se prima non lo punta contro sé stesso? Non sono più i tempi in cui c’era solo la chiesa o il partito. La chiesa si spogli di tutti i suoi beni e dia l’esempio della morale divina! Oppure cristo aveva la tunica d’oro o il cappellino di prada o l’ermellino? Ma a quanto pare la chiesa è ancora troppo interessata alle cose terrene, soprattuttto all’industria del santino.

Guidus

“By the way, le conseguenze secondo il diritto canonico si riducono alla proibizione di attività/funzioni all’interno di una chiesa (padrino di battesimo, matrimonio, funerale, comunione, ecc.),”

Quindi mi eviterebbe la rottura di c******i di essere ancora chiamato a fare da padrino di battesimo di qualche nipote, e si’ che ormai l’ho detto anche in cinese antico che non sono cattolico. Se capisco bene, vuole anche dire che mi lasceranno fuori dalla porta al prossimo funerale cui ahime’ dovro’ assistere. Mi preparero’ un bel cartellone per dare risalto alla cosa.

Giusto per curiosita’: ad un apostata non consentono di assistere a un funerale, e a uno che cattolico non lo e’ mai stato?

dv64

@Guidus
Ad un apostata non viene consentito in un funerale cattolico di fare il morto, non di assistervi. 🙂

ciceracchio

NELLA MIA CANTINA VI E’ UNA RISERVA DOC ;
BRUNELLO ANNO 1991. LE STAPPO SEMPRE QUANDO UN CARDINALE VESCOVO O MEGLIO UN PAPA ,RENDE LANIMA; AL SUO DIO .
SPERO DI STAPPARNE UNA PRESTISSIMO COSI CONTENTO LUI ,
CHE VA’ IN PARADISO. CO0NTENTO IO E I MIEI AMICI CHE SI BRINDA .

Lomax

Ciao a tutti, mi sono iscritto da poco all’UAAR e condivido alla grande tutto quello che dite MA… mi sembra inutile e riduttivo utilizzare parole d’odio o disprezzo per chiunque, pure per i prelati. Il male lasciamo che lo dicano o lo facciano gli altri, Io mi ritengo superiore di qualsiasi cardinale o vescovo.
Vivi e lascia vivere… lo dissero in tanti… io lo applico in realta.
Buona continuazione e scusate il disturbo.

Ciao

questo è il mio indirizzo internet corretto… http://flovato.spaces.live.com

Lorenzo A.

ma perchè dobbiamo sorprenderci che i preti cerchino in tutti i modi di non perdere il “cliente”?
non sono forse come una banca che stà perdendo un correntista?

Pietro C

Questi preti non hanno capito com chi hanno a che fare! quanta gente ho visto trasformarsi da spavalda a impaurita davanti al dolore e alla morte, ma io no! Io so che anche davanti alla morte bisogna invocare la lotta proletaria, l’unica cosa che può salvarci!

Mario

Non ho mai letto tante insulsaggini così concentrate.
Parlate, parlate senza avere la pur minima cognizione del problema. Vi riempite la bocca di parolacce che vi fanno sentire “potenti” ma che offrono invece la vera portata della vostra microcefalia infantile.

Max

… eppure non diciamo nulla che Dio onnipotente non abbia progettato di farci dire. La colpa non è nostra.

Marco G.

E neanche lo “sbattezzo” l’hanno inventato gli atei. In realtà è un’invenzione cattolica. Tutte le chiese cristiane hanno il battesimo, ma la maggior parte, per quel che ne so, non richiede nessuna dichiarazione scritta a chi non ne vuole più fare parte. Adesso però che comincia a funzionare un po’ troppo bene per i loro gusti, si lamentano. Tipico. Potrebbero semplicemente abolirlo, dopotutto con il limbo l’hanno fatto…

Arthur Dent

Non credete che porre le argomentazioni sul piano dello scherno, della parolaccia da stadio o se volete una certa disattenzione alla forma comunicativa, finisca per svalorizzare le posizioni del tutto legittime e nobili dell’ ateismo/agnosticismo di cui siamo responsabilmente portavoci per destare eventualmente delle coscienze. Mi sembra che una certa tensione dispregiativa nel parlar di “preti” (suona meglio sacerdoti!) di un “voi” e di un “noi” tradisca la presenza di una matrice conflittuale di cui l’ UAAR come associazione e qualunque ateo/agnostico più in generale, non abbia bisogno. Credere di più nel dialogo come contenuto e non come forma paga di più che pensare di aver la Verità in tasca e far la voce grossa: si passa solo da arroganti e non passa il messaggio! La Verità non ce l’ha in tasca nessuno perchè è una cosa di gran lunga più complessa e vasta di qualunque “contenitore”…è il motivo per cui personalmente non trovo un’ evidenza seppur minima nella storia del mondo dell’ esistenza di un dio. E quella stessa complessità racconta elegantemente che non c’è bisogno di un dio per spiegare la meraviglia di cui partecipiamo vivendo. Penso che i forum come questo debbano scatenare una gran voglia di comunicare contenuti e scambiarsi input, informazioni e stimoli non di gridare all’ eretico ed insultare!
Cioè fatemi capire, pensate di contribuire all’ateismo e a mio parere alla visione più consapevole ed equilibrata del mondo che da questo scaturisce, con una frase come “sono proprio degli/delle stronzi/merde!”??? Una frase così rovina quattro pagine di parole illuminanti di un qualunque Odifreddi, Dawkins o chiunque di noi abbia voglia di raccontare un’ esperienza, contenuti, argomenti, cose concrete a sostegno di una posizione/scelta che è già troppo facilmente bersaglio di critiche ingiuste e giudizi superficiali. Se si vuol far passare l’ ateismo come qualcosa che intende distruggere senza costruire sbarazzandosi di ciò di cui molti credono di aver bisogno a grida, insulti e parolacce, la strada del conflitto (verbale soltanto mi auguro!) è quella giusta, ma ritengo che l’ ateismo abbia anche molto da comunicare e divulgare come veicolo di un certo atteggiamento scientifico che di arido, distruttivo e conflittuale ha ben poco. Vi invito a riflettere su questo. La situazione è più complicata di un bisticcio volgarotto tra due squadre di provincia!

scarlet

sono perfettamente d’accordo con Arthur Dent. La battaglia per la laicità dello Stato (come da Costituzione) e, all’interno di questa laicità, per l’uguaglianza di ogni persona di qualsiasi cultura e professione di fede/non fede, credo si debba avvalere di modi e stile sobri e rispettosi. Improperi e volgarità non sono argomenti, sono improperi e volgarità.

Anna

Io sono cresciuta e (mi) sono educata e sono andata in giro per il mondo e poi sono tornata in Italia (…) da laica totale, congenita primigenia e biliosa. Condivido nella sostanza tutto quello che c’è scritto su questo sito che conosco da poco.

Sono d’accordo pienamente con gli ultimi due interventi sulla volgarità e gli improperi.

Noi atei confessi e consapevoli siamo pochi, una minoranza qualificata in un paese di cattolici “credenti ma non praticanti” o “credenti ma non del tutto d’accordo con la Chiesa” (leggi: intendono fare sesso prima e fuori del matrimonio) ma fedeli a Padre Pio (personaggi del mondo dello spettacolo in cerca di paginee su “Eva Tremila”) e via dicendo.

Dobbiamo essere un’elite – che è più di una minoranza qualificata. La volgarità ci scredita. Capisco perfettamente la sboccata di acido che viene a vedere mons Bagnasco che interviene anche sul modo corretto ed approvato a divinis di fare un pediluvio. Ma certe grossolanità le potevano proferire gli atei anarchici e socialisti d’inizio secolo, ed erano più che altro folcloristici – un folclore che non ha giovato alla causa alla fin fine.

leggendo quello che scrivete, vorrei specificare una cosa, però. .. stiamo parlando della chiesa cattolica … che non esaurisce tutte le possibili posizioni in materia di fede – e neppure di fede cristiana. Che pone a fondamento della sua arrogante e vile esistenza e sopravvivenza il magistero della Chiesa di Roma e il ministero petrino. Io non ho fede e non m’interessa il Dio crocifisso. ma rispetto chi ha quella fede – purchè non pretenda di volermi imporre in nessun modo la sua visione del mondo. Rispetto la Chiesa Valdese – che produce più laici veri del partito comunista, ho vissuto a lungo in un paese luterano di gente seria. E trovo che, da laici, le esperienze alternative alla Chiesa cattolica (certe) vadano sottolineate e propagandate con moderato entusiasmo.

Perchè altrimenti l’eterna obiezione è: senza la Chiesa (cattolica) è un mondo di senza Dio. Un mondo senza guida morale etc etc etc … . A mio parere la prima obiezione contro la Chiesa cattolica è che non ha il monopolio della morale o dell’interpretazione della Bibbia. Che non sta scritto da nessuna parte che sia in qualche modo autorizzata a farlo. attolica non è l’unica alternativa. Che chi si sente portato a credere in Cristo può andare in una Chiesa Valdese – e scoprire che si può credere in Cristo senza curarsi di Benedetto XVI e che la CEI non è nessuno per dirti come cosa quando e che ci sono persone credenti ed omosessuali che senza conflitti vanno a farsi sposare da un pastore, con tutta la cerimonia (più sobria) e la benedizione ed eventualmente divorziano.

La Chiesa cattolica nega il funerale a Welby? bene si dimostra per quella che è veramente cioè un mostro sanguinario che mostra il suo lato più tetro ai più deboli e sofferenti.

perchè non si sono rivolti a qualche pastore riformato di larghe vedute?

Il primo indebolimento dell’Infame nella comunicazione di massa passa dalla pluralità. E – da non credente e soprattutto da laica- garantisco: la Chiesa riformata di Norvegia dà meno fastidi – e Vi risolve il problema dei canti di Natale se aveste qualcuno in famiglia che ci tiene.

Arthur Dent

Brava Anna: per la proprietà linguistica, lo stile e i contenuti!
Penso che di esperienze positive con uomini più o meno di fede ne possano contare direttamente o indirettamente molti di noi!
Mi piace la conclusione di Anna. E mi piace la sua libertà da attaccamenti dialettici pur conservando una posizione decisa.
Ci dobbiamo impegnare non a ottenere un “genocidio” culturale di questa o quella confessione religiosa, ma ad ottenere e far ottenere voce a tutti!
In fondo il problema non è di affermare la superiorità di un’ idea: Darwin ci svela che le cose non utili muoiono da sole, ma col tempo, taaaaanto tempo e per questo si deve avere pazienza con gli uomini!!! Il problema sono i monopoli e tutto quello che di pessimo può scaturire da questi. E nel nostro caso parliamo di un condizionamento di massa da parte di prepotenti su materie che investono ogni campo dell’ umano scibile!
Sfruttiamo gli spazi con intelligenza e tolleranza!

don Stefano

Carissimi amici, sono un sacerdote della Chiesa Cattolica, che si è imbattuto quasi per caso in questo sito.
Ho trovato molto interessanti tutte le osservazioni fatte nei commenti precedenti.
Anche io qualche mese fa ha ricevuto una lettera dove un battezzato chiedeva di essere cancellato dalla Chiesa Cattolica. Ma non ne ho fatto una tragedia.
Ho cercato di contattarlo, pur non sapendo nulla delle disposizioni della CEI che voi paradossalmente conoscete più di me. Ho fatto quello che mi sembrava naturale fare.
Ed abbiamo avuto un lungo e appassionato colloquio.
Naturalmente lui è rimasto delle sue posizioni, io delle mie. Però abbiamo parlato.
E questo ha fatto bene a me e penso anche a lui, dato che molti battezzati neanche sanno cosa vuol dire essere battezzati, e se uno glielo spiega non gli fa male.
Capisco che ad alcune persone dia fastidio essere stati battezzati da bambini, e che lo sentano come una violazione alla loro libertà.
Ma d’altra parte nessuno può impedire ad un uomo e una donna di mettere al mondo un figlio, e anche di educarlo secondo i principi umani e religiosi che per loro sono importanti. Se poi questo figlio non amerà la sua vita, è libero di farlo. Dio ci ha creati così. Se poi questo figlio rinnegherà il suo Battesimo, è libero di farlo. E’ Dio che ci ha creati così, liberi. Liberi di dire di NO, ma anche liberi di dire di SI.
Io personalmente sono stato contento di essere stato battezzato da bambino, e crescendo mi sono sempre sentito in consonanza con la fede cristiana (al di là del fatto che sono diventato prete – sono entrato in seminario a 23 anni).
Per questo mi sembra giusto che come a me è stata data la libertà di essere contento di appartenere alla Chiesa Cattolica, così a tutti venga data la possibilità di fare le loro scelte.
D’altra parte come sacerdote vedo con chiarezza il bene che fa la vita e la testimonianza di chi ha una fede semplice, ma autentica, e le difficoltà che crea la vita di persone che non si sa da che parte stanno.
Ci sarebbero tante cose da dire, ma per ora mi fermo qui. Saluti a tutti

michele

Il vero problema non è l’esistenza di dio, entità ideologica frutto dell’uso distorto della ragione, il problema è lo sfruttamento che certe lobbies e certe classi fanno di questo concetto. Il punto autentico è la possibilità di ricreare un’ egemonia scientifica e materialista che distrugga una volta per tutte la falsa coscienza della religione e dello sfruttamento sociale.

Marco G.

Caro Don Stefano, sono sicuro che in quanto sacerdote cattolico sarà al corrente almeno degli aspetti controversi di quello che viene definito “sbattezzo”, soprattutto per ciò che riguarda le sue presunte implicazioni “religiose”.
Personalmente dubito che ce ne siano, e il mio vorrebbe essere un punto di vista “laico”, piuttosto che ateo o credente, un punto di vista che dovrebbero poter risultare comune ad entrambi. La pratica in questione è più che altro, a mio modo di vedere, un adempimento amministrativo-burocratico previsto dal diritto canonico cattolico, il quale a sua volta, per mezzo dei “vasi comunicanti” concordatari, ha delle implicazioni dal punto di vista del diritto civile. Ora, poichè non sono stati sicuramente gli atei a inventare il diritto canonico ne’ il concordato, non si vede proprio perchè non dovrebbero avvalersi di questa opportunità che la Chiesa cattolica mette a loro disposizione.
Tanto più che si tratta di un modo praticamente obbligato per dare alle loro convinzioni lo stesso riconoscimento pubblico che la Chiesa cattolica reclama con sempre maggiore insistenza per se’. Per cui il suo personale atteggiamento di fronte a questo fenomeno mi sembra quello che dovrebbero mostrare normalmente tutti i sacerdoti cattolici, accoglimento della istanza consapevole e informata nel rispetto della privacy.
Ma soprattutto vorrei chiederle se a suo avviso non sarebbe preferibile che la Chiesa cattolica modificasse qualche suo canone e le relative intese con lo Stato in modo da rendere questa procedura non necessaria. Non le pare che lei e i suoi confratelli guadagnereste maggiore libertà per coltivare quel dialogo con i vostri parrocchiani battezzati e non credenti che a lei sicuramente sta a cuore prima di tutto? Invece di un incontro “una tantum”, sotto la spada di Damocle di sanzioni canoniche, civili o penali previste dai vari ordinamenti, potrebbe avere tutti gli incontri che vuole quando vuole e come vuole subordinati semplicemente al reciproco consenso e rispetto.

Zio Kaste

Secondo quale principio Laico si dovrebbe proibire la Religione? e tutto quello che ne consegue? Fatevi gli affari atei vostri e lasciate in pace chi crede e vuole seguire la dottrina della Chiesa!
Ma guarda Te…

zio Kaste

“Il vero problema non è l’esistenza di dio, entità ideologica frutto dell’uso distorto della ragione, il problema è lo sfruttamento che certe lobbies e certe classi fanno di questo concetto. Il punto autentico è la possibilità di ricreare un’ egemonia scientifica e materialista che distrugga una volta per tutte la falsa coscienza della religione e dello sfruttamento sociale.”
Sembra più imparata a memoria questa del Padre nostro! Dovrebbero darti una lauera Onoris Causa in Filosofia, o magari già ce l’hai?

michele

Vi scotta il marxismo, vero? Comunque sono solo uno studente, non ho nessuna laurea Honoris Causa (e badate alla grammatica!)

Dario

Il pacifico e sereno dialogo di cui parla don Stefano è bellissimo, l’ho praticato anch’io nella mia ormai non breve vita durante la quale l’ateismo si è via via rafforzato. Il punto è che la Chiesa cattolica non è (solo) un’associazione di credenti che condividono una serie di dogmi, speranze e credenze, ma soprattutto un gigantesco moloch intriso di potere, violenza, prevaricazione, che pratica il terrorismo (nel senso letterale del termine, creazione e alimentazione di terrore nelle coscienze, qualcuno provi a negarlo!). E al potere – da che mondo è mondo – si risponde in tanti modi, e lo sberleffo è uno dei più salutari, liberatori e innocui. Il linguaggio volgare verso il potere clericale è un modo assai umano di liberarsi, magari non intellettualmente appagante ma non di solo intelletto si vive. Curiosamente, il dileggio e la parolaccia verso quel potere sono molto più diffusi fra chi proviene da un’educazione cattolica che da quelli che, come me, il cattolicesimo hanno avuto la ventura di vederlo sempre da lontano, come un’insieme di suggestive e bizzarre favole. E allora non prendetevela per una pernacchia, per un aggettivo sgraziato e fuori posto. E magari leggete qualche bel testo di pensatori razionalisti, che in modo sereno, arguto e documentato ci aiutano a liberare le menti da secoli di balle, paure, ricatti, fobie, anatemi e maledizioni.

Marco G.

Il punto è che qui si parla di “sbattezzo” non di “sberleffo”. Lo sberleffo è un atteggiamento personale, lo sbattezzo un atto pubblico. Non esistono associazioni che promuovono lo sberleffo, se non a livello di goliardia…

dario

Scusa Marco G,. ma che c’entra? Visto che in questo forum qualcuno si lamenta di linguaggio, parolacce, ecc., mi sembrava il caso di riportare tutto alle sue giuste dimensioni. Lo sbattezzo è atto pubblico di cittadini adulti, che mi fa molto piacere e che la UAAR giustamente promuove.

Dario

Marco G.

D’accordo, nessuno ci obbliga a rimanere sempre rigorosamente in tema. Comunque l’argomento specifico di questo forum era lo sbattezzo, non l’espressione verbale del sentimento laico o anticlericale

Valerio

“Il punto autentico è la possibilità di ricreare un’ egemonia scientifica e materialista che distrugga una volta per tutte la falsa coscienza della religione e dello sfruttamento sociale.”
Sottoscrivo in pieno quanto detto da Michele.
Da marxista non sono per l’abolizione violenta della religione ma per la creazione di una società senza classi dove la religione stessa non avrà più motivo di esistere (chiesa Valdese compresa,per quanto io la rispetti).
Una società in cui l’uomo si emancipi,creda in se stesso e a sè stesso dia tutto (cultura,scienza,solidarietà) liberandosi da quell’alienazione che sottomette l’uomo a una sua stessa creazione (che sia il lavoro salariato o la religione).
Perchè più l’uomo dà al così detto Dio,più toglie a sè stesso.
Uno studente di scienze storiche

Beppe Pavan

Per la prima volta entro nel sito UAAR e sono colpito dal fatto che non ci sia una sola donna tra le persone che interloquiscono. Che ne pensate? comunque sono contento di esserci entrato: da molti anni ho dichiarato pubblicamente e apertamente la mia uscita dalla chiesa cattolica, pur continuando una personale ricerca di fede all’interno di una comunità di base. E’ un cammino molto ricco, fatto di continue domande a cui mi riesce sempre più agevole trovare risposte convincenti: per me. E trovo estremamente bello vivere rispettando ogni altra differenza.
Adesso ho cominciato a pensare che forse vale la pena percorrere la strada burocratica dello sbattezzo, perché è come fare l’obiezione fiscale alle spese militari: una scelta di coerenza e politicamente efficace, soprattutto se crescono i numeri. Ne parlerò anche cona altre e altri. A presto.

scappovia

Buongiorno,

in tema di sbattezzo ho un quesito di carattere pratico: qualcuno conosce le procedure di sbattezzo per i battezzati in San Pietro a Roma?
A chi si deve indirizzare il modulo?

Grazie

Giona

@Zio Kaste chiede secondo quale principio Laico si dovrebbe proibire la Religione.

Domanda decisamente fuori luogo. Qui si discute di sbattezzo e non di proibire qualcosa a qualcuno.

In tutta la discussione si parla di proibizioni solo una volta, quando di parla di proibizioni della chiesa verso i cittadini:

“le conseguenze (dello sbattezzo) secondo il diritto canonico si riducono alla proibizione di attività/funzioni all’interno di una chiesa (padrino di battesimo, matrimonio, funerale, comunione, ecc.)”

Raffaele Carcano

@ Scappovia
Si deve seguire la prassi normale, inviando il facsimile per il parroco alla “Parrocchia della patriarcale basilica di San Pietro in Vaticano – Città del Vaticano”. Il Vicario generale del papa per la Città del Vaticano ha infatti riconosciuto la legittimità di tale richiesta.

Silesio

Io non penso, sinceramente, che la pratica dello “sbattezzo” risolva quello che rimane un problema di fondo, ossia il diritto di non voler far parte di una associazione quando non se ne condividano le ideologie e le politiche. Costringere una persona ad essere “conteggiata” contro il suo volere nella massa degli adepti di una confessione religiosa è una forma di violenza privata. Quindi sarebbe opportuno che si pensasse ad una iniziativa legislativa che in qualche modo “imponga” il depennamento dai registri degli adepti di coloro che in età adulta, non abbiamo fatto espressa dichiarazione di appartenenza. Questo significa semplicemente che il prete deve far sottoscrivere ad uno ad uno dei fedeli una dichiarazione di appartenenza, ossia una dichiarazione in cui il firmatario “dichiara” di voler essere considerato “cattolico”. Alla fine si potrà contare quanti cattolici “effettivi” ci sono. Questa norma dovrebbe valere per tutte le religioni che vogliano esercitare il loro culto nel nostro paese. Non è una schedatura, ma tutte le associazioni fanno sottoscrivere una adesione a coloro che vogliono far parte dell’associazione stessa.
In alternativa, sarebbe opportuno che le pratiche di “sbattezzo” fossero gestite da una agenzia o da un ufficio legale.

NON FU DIO A CREARE L'UOMO MA L'UOMO A CREARE DIO

Propongo un volantinaggio elettronico di massa tramite internet sui blog, diffondendo info riguardo lo sbattezzo, questo sito e’ utilissimo ma penso non sia sufficente, bisogna anche che sia nota a tutti l’esistenza di siti come questo oltre alla possibilita’ di sbattezzarsi.

Uno dei motivi piu’ importanti per sbattezzarsi e’ anche quello di uscire dal numero di fedeli grazie al quale la chiesa cattolica pretende l’8 per mille, infatti i soldi dell’8 per mille della gente che non ne specifica la destinazione vengono distribuiti fra i vari enti in base alla quantita’ di fedeli (quindi gran parte andra’ alla chiesa, ma anche i sassi sanno che non tutti quelli che sulla carta sono cattolici lo sono veramente per scelta)

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Preferisco essere un granello di sabbia piuttosto che una goccia d’olio, negli ingranaggi della chiesa

Hola a tutti

Valeria

Hei Beppe, eccoti accontentato!
Cosa intendevi con “sono colpito dal fatto che non ci sia una sola donna tra le persone che interloquiscono”? Credo sia una mera casualità… Almeno spero!
In breve la mia storia sono cresciuta come moltissimi altri italiani tra battesimo comunione confessione cresima, ho studiato letto mi sono allontanata sempre di più da una chiesa che perpetua una struttura fortemente antidemocratica, difende solo i propri interessi, ingerisce pesantemente nella politica e tramite questa nella vita intima delle persone, vive nel lusso e nei privilegi,
Salvoi preti singoli e ce ne sono che fanno qualcosa e continuano a rimanere dentro l’istituzione per poterla rinnovare migliorare, renderla più simile a come San Francesco o lo stesso gesù l’avrebbe voluta, e non come un S.p.A. o una lobby politica, ma vedo la loro battaglia molto difficile soprattutto con questo papato.
La settimana scorsa dopo il family day o deciso di sbattezzarmi, convivo abbiamo due figli che non abbiamo battezzato – potranno farlo se lo vorranno da grandi, anche se onestamente spero di no – lo faccio anche anche per loro, ora devo solo capire in quale parrocchia inviare l’istanza.

Buon sbattezzo a tutti :o)

magda

vorrei sbattezzarmi….ma sono stata battezzata a tunisi…..come fare?? grazie…

SimoneM

Sono uno studente ed è da molto molto tempo che ho dentro di me il desiderio forte di svincolarmi da questo legame formale con un’Istituzione Chiesa che mi repelle decisamente…
Nessuno mi chiese se volevo essere battezzato…con quell’imprinting hanno pregiudicato il manifestarsi del mio essere fin da bambino…per metà della mia vita sono stato una persona che non ero…
Recentemente ho scoperto questa vostra iniziativa forte dello “sbattezzo” e mi si è aperto il cuore….voglio metterla in atto, sperando di non trovare “sorprese” che violino la mia privacy e libertà….. in questi piccoli paesi e città della mia zona non mi stupirebbe la cosa…
Vi terrò informati su come andranno le cose.

A me piacerebbe non vedere più un battesimo su un neonato….ma su persone adulte in grado di riflettere con cognizione di causa e di fare delle scelte….insomma ritornare al passato sarebbe in questo caso una forma di tutela del minore.

Poi sto riflettendo sulla profondità presunta di questo sacramento:

E’ un “Dio” che vuole vedere gente “battezzata nello spirito” o è la Chiesa che vuole vedere gente iscritta a un registro con un numerino di fianco?
E’ così “profondo” il battesimo che basta togliersi dalla lista cartacea per finire all’ “inferno”? Cos’è… un gioco da tavola?…ma per favore…

Leandro

Ho mandato la raccomandata al parroco della chiesa dove fui battezzato 60 anni orsono per chiedere lo sbattezzo e mi è tornata una breve letterina del Vicariato di Roma che recita : ‘non è possibile accogliere la sua richiesta in quanto non risulta battezzato nella diocesi di Roma’.
Faccio presente che oltre al battesimo mi hanno imposto anche la prima comunione e la cresima e perfino il matrimonio nel 1972.
Voglio vedere se morissi, se mi rifiuterebbero il funerale in chiesa!
Credo che questa sia una nuova tattica da muro di gomma per farci stancare ma io non mollo : non voglio appartenere ad una associazione
non democratica come la ‘chiesa apostolica cattolica romana’ e perciò torno alla carica con il Vicariato.
Ciao
Leandro

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