Margherita Hack e lo studio della Bibbia

[…] Anche Margherita Hack, astrofisica sensibile alla battaglia laica, si è detta d’accordo sulla proposta di studiare la Bibbia nella scuola, come testo culturale di riferimento della nostra tradizione umanistica. “La sostengo come una proposta critica contro ogni tentativo di adottare la Bibbia come opera scientifico, magari a sostegno delle tesi creazioniste” sostiene la scienziata. “La Bibbia è un testo che esprime la cultura del suo tempo, può essere letto alla stregua dell’Iliade, dell’Odissea, dell’Eneide. Va dunque riportata al suo ambito originario. Questa è una proposta laica perché solo conoscendo si può capire che assumere la Bibbia come libro scientifico non ha senso” sostiene la Hack. Ma il clima non appare dei più favorevoli visto che è di pochi giorni fa la notizia che l’ora di religione fornirà crediti per l’esame di maturità?. “Una scelta assurda, vergognosa. L’ora di religione infatti non è obbligatoria e ci sono molti studenti che non vi partecipano perché di altre religione. L’Italia è uno stato laico e la religione non può essere materia di valutazione, soprattutto se insegnata come oggi in senso confessionale”. Non sarebbe più opportuna l’introduzione della storia delle religioni? “Io l’ ho sempre sostenuta, come ora di approfondimento della cultura umana appunto”. Di fronte all’eventualità di una deriva creazionista sulla scia degli Usa, dove la teoria biblica è considerata come certezza scientifica, tanto da essere studiata in molte scuole, la Hack si dice preoccupata: “Il pericolo in Italia c’è, soprattutto di fronte alla attuale invadenza vaticana, per questo credo sia utile introdurre lo studio critico della Bibbia che evidenzi come le superstizioni religiosi non possano vestire i panni della scienza”. Eppure questa proposta è sostenuta da molti credenti, protestanti ebrei cattolici, che potrebbero non leggerla nei suoi stessi termini. “Io la intendo così, poi ognuno può considerarla come crede. Se però nasce come risposta critica ad una deriva che vuole il Libro una fonte scientifica, allora la sostengo”. Sull’invadenza vaticana e sulla difficoltà di arrestarla, anche nel mondo scolastico, giudicato un primo riferimento formativo dell’essere umano-cittadino, l’astrofisica appare disincantata: “La scienza può rispondere a questa intrusione con la cultura, ma la politica deve farlo con un po’ più di nerbo, con il coraggio, che vedo però mancare soprattutto a sinistra”. “La Costituzione – conclude – parla di un paese laico dove la religione è fatto privato, la scuola dovrebbe esserne dunque esente”. […]

Il testo integrale dell’articolo di Marzia Bonacci è stato pubblicato sul sito di AprileOnLine

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