Hina: sì a rito abbreviato, rinvio a ottobre

E’ stato ammesso il rito abbreviato per i quattro imputati al processo di Hina Saleem, la ragazza pachistana di 20 anni, uccisa nell’agosto scorso nel Bresciano. Gli imputati, il padre e altri tre familiari della ragazza, rischiano il massimo della pena, che nei processi puniti con l’ergastolo, anche con il ricorso al rito abbreviato, non può essere inferiore a 30 anni. Dopo l’udienza di oggi, che era la prima del processo, il giudice Silvia Milesi ha stabilito il rinvio al 24 ottobre; la sentenza, dati i tempi del giudizio abbreviato, arriverà il 13 novembre.
Il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile di Giuseppe Tempini, fidanzato di Hina Saleem. “Ha sofferto moltissimo ed è l’unica persona che ha sofferto veramente per questo fatto”, ha detto l’avvocato di Tempini. “Sono delusa, invece, dal comportamento della madre – ha aggiunto – che doveva costituirsi parte civile per stigmatizzare il comportamento del marito”.
Non è stata ammessa invece la costituzione di parte civile dell’Acmid, l’associazione della comunità delle donne marocchine in Italia, intervenute oggi da tutta Italia per seguire l’udienza. Con loro anche l’esponente di An Daniela Santanchè. […]
Per Daniela Santanché, i familiari della ragazza non sono affatto pentiti del delitto: “Rivendicano con orgoglio quello che hanno fatto. Non c’è pentimento nelle loro parole. E’ vergognoso”. […]

Fonte: Repubblica.it 

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