Corea del Sud: fino alle doglie della madre il feto non è un essere umano

La Corte Suprema sudcoreana ha stabilito che un feto non può essere considerato un essere umano fino a che non iniziano le doglie della madre. […]
La sentenza nasce dalla denuncia presentata nel 2001 da una giovane donna contro la sua ostetrica, accusata di omicidio colposo nei confronti del bambino che la donna portava in grembo perché a causa dei suoi consigli era stato evitato un parto cesareo ed era stata procurata un’emorragia cerebrale al bambino, nato morto.
La Corte, chiamata a pronunciarsi dopo la presentazione dell’appello da parte dell’ostetrica, ha deciso di condannarla per negligenza sanitaria, un crimine che in Corea si paga con un anno di galera, in questo caso tramutato in una multa.
Il punto più controverso del pronunciamento, che un giudice ha definito “molto difficile”, è quello in cui la Corte stabilisce che “seppure fosse disponibile l’opzione del parto cesareo, dati i cinque chili di peso del feto e le 42 settimane di crescita nell’utero materno, non si può parlare di omicidio perché esso non è da considerare essere umano fino al travaglio materno”.

La notizia completa è reperibile sul sito cattolico AsiaNews

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28 commenti

Vash

questi sono esagerati dalla parte opposta, ma alla fine il metro di ragionamento è lo stesso, infatti si basano su ideologie di stampo medioevale derivate da credenze popolari, infatti basterebbero gli studi scientifici che esistono da decenni per capire quando un bambino si è completamente formato e può definirsi tale. Questo almeno per il punto di vista legale della cosa, poi una madre può anche essere convinta che suo figlio sia un bambino fin dal concepimento ma in questo caso visto il rapporto affettivo che si viene a creare per via dell’istinto materno, capirei benissimo!

Johnny Golgotha

Trovo giusta la sentenza; finché il “bambino” è connesso alla madre è parte integrante del suo corpo, quindi lei può farne ciò che vuole, è con le doglie il parassita si separa dall’ospite, compiendo il primo gesto autonomo, quindi è allora che va considerato un individuo distinto

Marco

Credo che il giusto compromesso sia quello che prevede la legge italiana in tema di aborto:dopo 3 mesi il feto non si tocca.Il prblema è che questo paese si è scordato dei 3 mesi precedenti quando è andato, anzi, NON è andato a votare per il referendum sulla fecondazione assistita…

Johnny Golgotha

Credo che il giusto compromesso sia quello che prevede la legge italiana in tema di aborto:dopo 3 mesi il feto non si tocca

Tre mesi sono molto pochi, spesso una donna si accorge della propria gravidanza proprio al terzo mese; bisognerebbe estendere il periodo di decisione a cinque mesi, o meglio sei

Jeeezuz

basterebbe usare il preservativo o la pillola.

o almeno basterebbe che QUALCUNO non ne scoraggiasse l’utilizzo.

luxio

Questo è esagerato. …quando bisogna considerare un feto un essere umano?
cosa differenzia un essere umano da un altro animale, per cui uno può essere ucciso e l’altro no? A che età queste differeze diventani tangibili? …Queste sono domandone a cui io non so rispondere e penso che la legge usi solo
convenzioni in questi casi.

mely

ma anche dopo che è nato continua a dipendere dalla madre, mica è autonomo, quindi si potrebbe eliminare il reato di infanticidio almeno fino a 5-6 anni. ci saremmo risparmiati il lungo processo di Cogne…

Matt

dopo che è nato non si nutre di quello di cui si nutre la madre, per non dire DELLA madre.
dopo che è nato non abita DENTRO il corpo della madre.
dopo che è nato può tranquillamente trovarsi in un luogo diverso da quello in cui si trova la madre.
dopo che è nato non dipende dalla madre, dipende da chi si preoccupa di nutrirlo e accudirlo, che può benissimo non essere la madre.
dopo che è nato è una persona a sè stante. Prima è un’appendice del corpo che lo ospita.
E quel corpo ritengo che debba ospitarlo solo nel caso il possessore dello stesso lo voglia.
Che sia o meno un essere umano.

nando

Il mio debole parere è che, qualsiasi cosa sia ciò che si trova nell’utero femminile, questo non debba essere considerato un essere umano finché non gli si forma il midollo spinale, sede dei centri nervosi che consentono le prime sensibilità fisiche e mentali.
Quindi si dovrebbe poter abortire tranquillamente fino a quest’evento; oltre questo solo per gravi motivi. Il tutto certificato da una buona équipe medica imparziale.
Saluti, Nando

gianfranco

Invece pare che in Corea del Nord uno non è battezzabile finchè non espatria…
E’, li si che progredisce la scienza!

Giona

Nando ha ragione, la discriminante per considerare un feto una entita’ autonoma, e’ lo sviluppo del sistema nervoso.

Domenico Faro

Quoto Matt.
Con la nascita l’uomo diventa appunto essere umano. Punto.
Se poi una comunità vieta l’aborto in toto o in parte é solo per non offendere la sensibilità collettiva verso un atto indubbiamente cruento. Proprio per offrire una sponda scientifica a questa ragione si fanno astrusi calcoli sui mesi necessari alla formazione di questo o quel organo interno. Questi calcoli per la maggior parte vanno a confermare, guarda caso, quella che è la legge vigente nel paese.

Mifepristin

La Corte Suprema sudcoreana ha stabilito che un feto non può essere considerato un essere umano fino a che non iniziano le doglie della madre. […]
…………Il principio può essere condiviso dal punto di vista socio-antropologico,anche se,ovviamente, è improponibile in paesi di tradizione prevalentemente cristiana e cattolica, ma in ogni caso dovrebbe essere formulato meglio, nel senso che il feto non può essere considerato essere umano fino al completo distacco dall’alvo materno e, peraltro, a condizione che al momento dell’espulsione risulti vitale. Stabilire che il feto diventa uomo nel momento in cui iniziano le doglie non ha senso, perché le doglie sono un fatto involontario che riguarda i meccanismi biochimici del corpo della gestante, non è certo il feto di sua iniziativa a provocarle per poter uscire! Il principio, dicevo, è condivisibile dal punto di vista socio-antropologico perché, anche se, dal punto di vista biologico, il feto a termine è senz’altro un essere animato, provvisto di attività neuro-cerebrale e quindi di una sensibilità di tipo animale non molto dissimile da quella di un neonato, tuttavia, esso è ancora incorporato in un altro organismo umano dal quale dipende totalmente per la sua sopravvivenza. Dal punto di vista sociale il feto diventa un essere umano distinto dalla madre solo dal momento in cui espulso dall’utero inizia ad avere una sua vita autonoma. Questo principio, peraltro, più che sulla disciplina dell’aborto, va ad incidere su quella dell’infanticidio durante il parto. Infatti, nessuna donna abortisce un feto maturo per la nascita, l’aborto ha un suo senso soltanto se praticato entro la fine del quarto mese di gestazione. Dopo diventa un parto prematuro per cui il beneficio che ne trae la donna, sia dal punto di vista fisico che psicologico è davvero molto ridotto, limitandosi nei fatti ad un abbreviamento del tempo di gestazione che può essere utile solo dove la gestazione provochi gravi reazioni avverse nell’organismo della gestante(in questi casi infatti di solito si induce prematuramente il parto non appena il feto è abbastanza maturo per poter sopravvivere in ambiente esterno).
Insomma, da un certo punto di vista, è vero che i Sud-Coreani rappresentano l’estremo opposto rispetto ai cattolici che vorrebbero fosse considerato come essere umano autonomo anche una blastocisti. Sarebbe bello, almeno per le donne che non amano gli embrioni e non li vogliono nel proprio corpo, se in tutto il mondo la pensassero come i Sud-Coreani, ma purtroppo c’è l’idealismo di matrice cristiana e cattolica! :-I
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mely scrive:

12 Luglio 2007 alle 21:58
ma anche dopo che è nato continua a dipendere dalla madre, mica è autonomo, quindi si potrebbe eliminare il reato di infanticidio almeno fino a 5-6 anni. ci saremmo risparmiati il lungo processo di Cogne…

————-dopo la nascita l’infante non dipende più dal corpo della madre per la sua sopravvivenza biologica, si spezza il legame di interdipendenza biologica. Il feto prima della nascita si nutre e respira a spese dell’organismo materno. Dopo, è un organismo autonomo che vive, si nutre e respira in proprio. Dopo la nascita l’infante certo si trova in una situazione di dipendenza nel senso che ha bisogno che altri(non necessariamente la madre)provveda al suo nutrimento, ma le sue funzioni organiche sono autonome!

GIANNI

certo che un bambino prima di nascere ne ha dei pericoli da superare… una volta concepito il Panda è sicuramente avvantagiato rispetto all’uomo…nessuno si sognerebbe mai di abortirlo!! (verrebbe sicuramente condannato all’ergastolo!!)

Mifepristin

Io non sono di quelli che vorrebbero che la vita degli animali fosse tutelata alla stregua di quella degli esseri umani(nati, si intende). Anche gli animalisti esagerano. Gli animali sono simpatici e graziosi, ma sono animali non esseri umani,il diritto è fatto solo per tutelare gli interessi degli esseri umani, dei soggetti umani, perché solo chi è provvisto di vita soggettiva può avere degli interessi. Comunque in Italia la vita del feto maturo, pronto per la nascita, è ipertutelata, visto che l’aborto su richiesta non è possibile oltre il 90 giorno e che è punito come omicidio anche l’uccisione del feto durante il parto, con la sola attenuazione dello stato di abbandono in cui versava la partoriente.

Mifepristin

Inoltre, è ovvio che una femmina di panda non ha il bisogno di abortire proprio perché non essendo un essere umano non ha coscienza della gravidanza e del parto, nè del significato del fatto di divenire genitore. Tuttavia, nel mondo animale esiste sia l’infanticidio che l’abbandono dei cuccioli dopo il parto. Inoltre, spesso anche gli animali domestici vengono sottoposti ad aborto. Un mio conoscente, per es., ha fatto abortire(e contestualmente sterilizzare) la sua gatta perchè non aveva spazio per accogliere i cuccioli.

Mifepristin

Io non ho detto che in Italia o in altri paesi UE bisogna imitare la giurisprudenza sud-coreana, ho solo detto che personalmente(a titolo molto personale)la condivido.

Mifepristin

Inoltre, non c’è niente di più inesatto e ideologicamente viziato di usare l’espressione ” bambino non nato” per indicare un pre-embrione o un embrione. Questa definizione va bene soltanto per il feto a termine, pronto per la nascita, non certo per una blastocisti o per un abbozzo di organismo umano ancora inanimato.

GIANNI

comunque il Panda, blastocisti o no, nessuno si sogna di farlo abortire anche dopo un solo giorno dal concepimento..quindi è più tutelato dell’uomo..

Mifepristin

Nessuno si sogna di far abortire una femmina di panda, perché non c’è ne è alcun bisogno, visto che la femmina di panda neppure si rende conto della gravidanza, nè può avere, come una persona di sesso femminile la volontà di non procreare, di non prestare il proprio corpo al processo che porterà alla formazione di un nuovo individuo umano. Del resto lo rivela la stessa terminologia: la donna può abortire, mentre la femmina dell’animale può solo subire un intervento abortivo deciso da altri, cioè dagli esseri umani. Inoltre, secondo me gli animalisti non sarebbero contrari all’interruzione della gravidanza di una femmina di panda nel caso in cui la prosecuzione della stessa porterebbe a morte certa la gestante. Certo, potrebbero decidere anche di non interromperla, ritenendo che in termini di continuità della specie dei panda è meglio perdere la madre che il nuovo individuo, ma le femmine della specie umana si presume che meritino una maggiore considerazione delle femmine degli animali, di non essere ridotte al ruolo di fattrice per assicurare la continuità della specie umana. A differenza della femmina di panda, la persona umana di sesso femminile ha una sua sensibilità, dei sentimenti, dei valori etici che possono non corrispondere con quelli dei filo-procreazionisti e deglia anti-aborto, dei progetti e degli stili di viti che possono contrastare con la gestazione e la procreazione. Insomma, impedire l’aborto ad una donna che non vuole prestare il proprio corpo alla gestazione in funzione della tutela oggettiva del processo di formazione di un nuovo individuo significa disconoscere la personalità e la volontà della donna, considerarla un mero strumento di procreazione.

Mifepristin

Nessuno si sogna di far abortire una femmina di panda, perché non ce n’ è alcun bisogno, visto che la femmina di panda neppure si rende conto della gravidanza, nè può avere, come una persona di sesso femminile la volontà di non procreare, di non prestare il proprio corpo al processo che porterà alla formazione di un nuovo individuo umano. Del resto lo rivela la stessa terminologia: la donna può abortire, mentre la femmina dell’animale può solo subire un intervento abortivo deciso da altri, cioè dagli esseri umani. Inoltre, secondo me gli animalisti non sarebbero contrari all’interruzione della gravidanza di una femmina di panda nel caso in cui la prosecuzione della stessa porterebbe a morte certa la gestante. Certo, potrebbero decidere anche di non interromperla, ritenendo che in termini di continuità della specie dei panda è meglio perdere la madre che il nuovo individuo, ma le femmine della specie umana si presume che meritino una maggiore considerazione delle femmine degli animali, di non essere ridotte al ruolo di fattrice per assicurare la continuità della specie umana. A differenza della femmina di panda, la persona umana di sesso femminile ha una sua sensibilità, dei sentimenti, dei valori etici che possono non corrispondere con quelli dei filo-procreazionisti e deglia anti-aborto, dei progetti e degli stili di viti che possono contrastare con la gestazione e la procreazione. Insomma, impedire l’aborto ad una donna che non vuole prestare il proprio corpo alla gestazione in funzione della tutela oggettiva del processo di formazione di un nuovo individuo significa disconoscere la personalità e la volontà della donna, considerarla un mero strumento di procreazione.

Mifepristin

Inoltre, non è vero che il concepito di panda è più tutelato di un concepito umano, almeno non dal punto di vista giuridico, perché non esiste una legge che vieti di interrompere le gravidanze degli animali. Di fatto il concepito di panda sarebbe più avvantaggiato di quello umano perché la femmina di panda non ha la capacità intellettuale necessaria per voler abortire e mettere in atto la scelta abortiva? Può darsi, ma fino ad un certo punto, visto che sia in natura che in cattività è comunque piuttosto alto il numero dei nati che vengono abbandonati o uccisi dalle madri dopo il parto o che comunque non riescono a sopravvivere ai primi mesi di vita. Quindi forse il concepito di animale ha più probabilità di diventare un nuovo individuo rispetto a quello umano in quanto l’animale non sa interrompere la propria gestazione, però poi ha molte meno probabilità di sopravvivere l’animale appena nato, salvo che intervenga l’uomo a salvarlo con la propria opera.
La realtà è un’altra e cioè che la femmina dell’animale è pienamente asservita, per natura, senza neppure rendersene conto, alla funzione riproduttiva , mentre la persona umana di sesso femminile, avendo facoltà intellettive pari a quelle delle persona umana di sesso maschile, ha imparato a ribellarsi alla gestazione intesa come una servitù naturale nei confronti della continuità della specie. Certo, la cultura , prodotta prevalentemente da maschi o da donne che avevano introiettato totalmente i valori codificati dai maschi in funzione della sola continuità della specie, per secoli è riuscita ad impedire alle donne di prendere coscienza della propria individualità e della possibilità di sottrarsi alla funzione riproduttiva intesa come destino biologico. Questo forse è un danno per la continuità della specie, ma che senso avrebbe tutelare la continuità della specie a prezzo dell’oppressione di metà degli individui che ne fanno parte?
Questo elogiare la femmina del panda perché non le viene neppure in mente di abortire, è lo stesso che elogiare gli animali da lavoro perché non chiedono retribuzione, ferie, contributi, pause, giorni di riposo e rendono talora più dei lavoratori umani ! Certo, gli esseri umani come schiavi sono meno vantaggiosi degli animali, ovviamente, anche quando si tratta di servitù riproduttiva! 😀

Mifepristin

Per salvaguardare il prodotto del concepimento umano dal rischio di aborto volontario, dopo averlo ottenuto in provetta, si potrebbe provare ad impiantarlo nell’utero delle femmine di panda e degli altri mammiferi di corporatura adeguata, potrebbe essere una vera svolta nella riproduzione degli esseri umani.

spuci

grandissimi coreani!

io ho sempre sostenuto che fino a 18 anni è aborto terapeutico 🙂

Mifepristin

i sud-coreani non sono per niente grandi, hanno anche sbagliato nel formulare il principio, perché non ha senso dire che uno diventa un essere umano separato dalla madre al momento in cui iniziano le doglie, però dimostrano come in una società meno influenzata dall’idealismo cristiano e cattolico lo statuto giuridico del non nato possa essere definito in maniera più realistica. Del resto, il parto è un evento traumatico in sè e per sè, che comporta, sempre, un rischio, anche se variabile, di morte per la donna o per il nascituro o per entrambi(la medicina attualmente ha ridotto l’alea legata al parto, ma non l’ha eliminata del tutto), quindi, che senso ha condannare per omicidio un’ostetrica che non ha fatto qualcosa di occisivo nei confronti del nascituro, ma semplicemente ha sbagliato la tecnica del parto? Sarebbe iniquo. Prima del parto non è sicuro al 100% che il feto, sia pure maturo, riesca a diventare un essere umano separato ed indipendente dal corpo della madre. E’ questo il motivo per cui le civiltà antiche, nella loro saggezza fondata sull’evidenza naturale, pressocché unanimente riconoscevano che si diventa soggetti umani e membri della collettività solo dopo la nascita, dopo la completa espulsione dall’utero. Non era un disfavore o una discriminazione nei confronti dei più deboli, anche perché le civiltà antiche avevano bisogno della sopravvivenza dei nascituri molto più di quelle moderne, per loro, veramente, non solo ideologicamente, il numero era sopravvivenza.
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Inoltre, l’aborto serve anche a questo, ad evitare che una persona che non voleva figli si trovi nella situazione di dover uccidere, per disperazione, il bastardo che gli è capitato nella vita a causa della rottura di un condom! Sotto questo punto di vista io provo solidarietà per le donne che uccidono i propri figli in età infantile, secondo me sono delle childfree represse, donne che, in realtà, non volevano avere figli, ma che sono state indotte a subire la loro nascita a causa di pregiudizi ideologici e religiosi o di condizionamenti familiari e sentimentali, poi ad un certo punto scatta in loro il moto della ribellione tardiva…

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