Locarno: «Il viaggio di Gesù», tra orrore e speranza

Un viaggio nuovo su un percorso antico. Le tappe della cristianità tra passato e futuro nei luoghi della tradizione, dell’orrore e soprattutto della speranza. C’è tutto questo nel docu-film «Il viaggio di Gesù» del regista milanese Sergio Basso, presentato al Festival del cinema di Locarno, nella sezione «Ici et ailleurs».
Con assoluto rigore teologico, il protagonista della pellicola di Basso, il «viaggiatore» Valerio Binasco, parte dal Monte Nebo dove è sepolto Mosè e da Betlemme per arrivare, dopo un lungo percorso, davanti al Santo Sepolcro, luogo della Resurrezione. Il viaggio è per Binasco fonte di innumerevoli incontri con la gente del luogo. E attraverso il peregrinare in Terra Santa, luogo in cui convivono confessioni religiosi diverse, la pellicola si interroga «sul fallimento – spiega il regista – di Dio o degli uomini».
Perché le tappe della predicazione sono capaci di suscitare sentimenti profondi: la stessa terra che per i credenti è il luogo in cui duemila anni fa Gesù predicò la tolleranza, la fratellanza e l’amore è oggi teatro di guerre, incomprensioni e ostilità. Ma l’opera, come sottolinea il cineasta, apre alla speranza, all’incontro di realtà diverse come possibilità di convivenza e di dialogo. «Sono un credente che non ha difficoltà a dirsi cristiano – spiega Basso -. Il mio intento è di raccontare il bello e il brutto dei luoghi della Natività e della Cristianità che sono stati percorsi in ordine cronologico. E osservo che si può volgere in positivo quello che vi è di negativo seguendo anche quello che dicono le persone che in Terra Santa ci vivono». […]

Fonte: Corriere.it

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7 commenti

Matt

presentato al Festival del cinema di Locarno, nella sezione «Ici et ailleurs».

Dato il tema, starebbe meglio nella sezione “I.C.I. est ailleurs”
😛 😀

Sandra

Un antico provverbio cinese sostiene che “la verità è il fondo di un vaso senza fondo”. Che Dio possa fallire, agli occhi di un credente, è impossibile visto che per lui si tratta di un essere perfetto. Che vi sia certezza di luoghi quali quelli di nascita o perfino di resurrezione, non essendo questione di Scienza o di Storia, bensì di fede, non vi si può metter bocca perchè ognuno crede in ciò che vuole… come dire, contento Basso, contenti tutti.

Tapioco

Mah, io direi che è invece proprio una questione di scienza e di storia (alle quali si pretende di mettere una “toppa” con la solita fede, che permette di far passare tranquillamente di tutto di più): qui si parla infatti di luoghi in cui Gesù e altri personaggi sarebbero effettivamente vissuti (o addirittura risorti)…

rossotoscano

negli ultimi due secoli la chiesa cattolica cerca affannosamente di dare una storicità a gesù ben sapendo che i vangeli risentono di una visione ellenizzata della palestina dell’epoca, solo in un vangelo è scritto che gesù andò in egitto, in nessuno che vivesse a nazareth, visto che al tempo di gesù nazareth ancora non esisteva, è dall’epoca di quella santa di elena, madre di costantino, che si cercano reliquie che diano forza al personaggio di gesù, ma dopo secoli di rimaneggiamenti delle sacre scritture è solo pura utopia… in quanto al messaggio di amore, fratellanza e tolleranza, questo è proprio frutto dell’ellenizzazione e romanizzazione dei vangeli, di certo la chiesa di gerusalemme retta dal fratello di gesù, giacomo il giusto, era di ben altre vedute… dopo 2000 anni di bugie vogliono trovare prove per avallarle… come hitler e la razza ariana

Guidus

Assoluto “rigore teologico”? Bello questo ossimoro: non sapevo che ci potesse essere “rigore” nelle chiacchiere.

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