Treviso, migliaio in piazza contro Gentilini

Un migliaio di persone ha preso parte alla manifestazione contro le affermazioni del vicesindaco Giancarlo Gentilini sulla «pulizia etnica contro i culattoni», davanti alla sede del municipio di Treviso. Un sit-in organizzato dall’Arcigay Veneto che si è poi trasformato in un giocoso «kiss-in», un bacio collettivo in piazza. Molti di loro avevano addosso un triangolo rosa, il simbolo degli omosessuali internati nei campi di concentramento nazisti. Presenti rappresentanti di numerose organizzazioni che sostengono i diritti dei gay ed esponenti radicali con lo striscione «Libertà sicurezza e felicità». I manifestanti attendono che una loro delegazione, come annunciato, venga ricevuta in Comune dallo stesso Gentilini.
CENTRI SOCIALI – Anche i centri sociali hanno partecipato alla manifestazione. «Queste dichiarazioni alimentano e incoraggiano atteggiamenti di intolleranza e violenza di tutti quei personaggi che nel nostro territorio sono riconducibili a formazioni neonaziste e tanto cari al pro sindaco di Treviso. Proprio per opporci a questa mentalità xenofoba e nazista siamo anche noi al fianco di tutti quei cittadini democratici che non sono disposti a subire in silenzio il ritorno di ideologie appartenute al periodo più buio della nostra storia», ha spiegato il portavoce di un centro sociale.
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«PULIZIA ETICA» – «Voglio dire grazie a tutta l’altra Treviso che ha deciso di essere in piazza con noi. La manifestazione di oggi non sarà l’ultima, ma la prima di una lunga serie che porterà allo svolgersi, proprio a Treviso, di una grande manifestazione nazionale contro l’omofobia – ha dichiarato Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay -. L’Italia è stufa di avere amministratori pubblici come Roberto Calderoli, Roberto Di Piazza, Pier Gianni Prosperini, Mirco Tremaglia o Giancarlo Gentilini, tutti omofobi della peggior specie. I partiti dovrebbero promuovere al loro interno la pulizia etica e prendere provvedimenti nei confronti di certe persone oppure avere il coraggio di dire apertamente quello che pensano nei confronti dei temi dell’omosessualità».

Il testo integrale dell’articolo è stato pubblicato sul sito de Il Corriere della Sera

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5 commenti

lik

Le dichiarazioni di messori sono ancora più allucinanti:
http://www.gaynews.it/view.php?ID=74960

“prima la Chiesa era molto attenta a mettere delle barriere all’ingresso” in seminari e monasteri, poi pero’ ”il no alla discriminazione ha permesso l’ingresso in forze degli omosessuali e ora la Chiesa paga quell’imprudenza”

Don Gelmini non è stato fatto prete proprio nei momenti in cui la chiesa stava più attenta?

lik

“I partiti dovrebbero promuovere al loro interno la pulizia etica e prendere provvedimenti nei confronti di certe persone oppure avere il coraggio di dire apertamente quello che pensano nei confronti dei temi dell’omosessualità”

La lega e Msi (oggi An) sono due formazioni di origine antisemita (in particolare la liga veneta) che siano fasciste o state fasciste non è una novità. Dunque ci sono sempre stati gli estremi per vietarle. Solo che anche a sinistra non conveniva (e non conviene nemmeno adesso) vietarle per utilizzarle anche come spauracchio e mascherare le difficoltà ideologiche e parlamentari che essa ha affrontato o sta affrontando. Secondo me se un partito non rispetta i valori della Costituzione lo si vieta.

Ernesto

Non vogliono mettere fuori legge nemmeno Forza Nuova, che è dichiaratamente neonazista.

Markus

@ Ernesto

Per far rispettare le leggi serve la forza dello Stato… ho detto forza ? cioè non la vigliaccheria di condannare la gente comune che si esprime, ma i colpevoli di vere istigazioni al delitto? mmmm vedremo…

Emilio Gargiulo

@lik: è incredibile come tenti di scaricare la responsabilità dell’esistenza di partiti dichiaratamente filofascisti alla sinistra.

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