Turchia, presidente in bilico

La notizia non è delle più rasserenanti. Dopo le crisi di parlamento e di piazza in aprile e maggio, le elezioni anticipate di luglio, i quorum mancati degli ultimi giorni, i severi avvertimenti lanciati dai militari di tradizione laica al trionfante e incalzante partito islamico del premier Erdogan, questa travagliata elezione del sodale di Erdogan e vicepremier Abdullah Gul alla presidenza apre una nuova fase d’incertezza non solo nel complicato rapporto della Turchia con l’Europa: ne apre una ancora più intricata e più rischiosa della Turchia con se stessa.

La rivoluzione secolare kemalista, avviata 84 anni fa, appare per la prima volta seriamente incrinata dalla nomina di un esponente islamico al vertice di uno Stato che del laicismo aveva fatto il suo emblema di modernità civile e di rottura col passato ottomano. Secondo le prime informazioni i generali avrebbero rifiutato di presenziare al giuramento di Gul, undicesimo presidente, e in quanto tale comandante supremo delle forze armate che oggi lo contestano rimpiangendo il laicissimo presidente uscente Ahmet Sezer.

Come se non bastasse, il generale Yassar Buyukanit, capo dello stato maggiore che in Turchia storicamente incarna un secondo contropotere, ha lanciato agli islamici del Partito Giustizia e Sviluppo, che si protestano moderati, un aspro avvertimento definendoli «centri del male che minacciano di erodere la natura della repubblica di Kemal Ataturk».

Fino all’ultimo i militari avevano fatto il possibile, appoggiandosi alla Corte costituzionale, stimolando l’opposizione in Parlamento, ricorrendo perfino alla mobilitazione delle masse laicizzanti, per impedire che l’alta marea dell’islamismo politico di Erdogan e Gul montasse dalla presidenza del consiglio alla presidenza della repubblica.

Essi difendevano il magistero secolare della repubblica come un contrappeso antireligioso e un elemento di continuità del retaggio kemalista. I generali sono stati sconfitti ma non piegati. Da oggi in poi, la spaccatura della Turchia purtroppo si approfondirà sullo sfondo di un passato di ben quattro golpe e di un presente segnato da violenze fondamentaliste e nazionaliste, spesso combinate, in continuo aumento. […]

Il testo integrale dell’articolo di Enzo Bettiza è stato pubblicato sul sito de La Stampa

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8 commenti

Steve

La vittoria di Erdogan e Gul è dovuta ai successi economici e non alla spinta islamista. La Turchia ha uno dei ritmi di crescita più alti al mondo, inferiore solo alla Cina. E’ un suicidio per l’Europa isolare la Turchia e spngerla tra le braccia dei partiti islamici e nazionalisti. Lo ha capito persino il Vaticano che ora è moderatamente favorevole all’entrata della Turchia nella UE. E dovremmo esserlo anche noi laici.

GMF

Sul perchè il vaticano sia favorevole all’entrata nell’UE non dovrebbero esserci molti dubbi.Mi è difficile immagginare che il nuovo ingresso favorirebbe la lotta alle discriminazioni verso gli omosessuali o le battaglie per la laicità dello stato o la parità fra i sessi.Non ho neppure dubbi che il nuovo paese membro sarebbe favorevole a scuole confessionali.Se il governo tedesco negasse la shoah apriti cielo, il governo turco può tranquillamente sostenere che 1,5 milioni di armeni sono spariti così, nel nulla.In turchia è reato il solo affermare l’esistenza del genocidio armeno.Il massacro dei curdi è un’altro fatto inesistente.Nessuno spinge la turchia verso l’integralismo.Ci va da se e si sente rafforzato in questa deriva clericale dalla condiscendenza europea.Fa benissimo la Francia a opporsi a un ingresso che avvenisse in queste condizioni.Quanto ai successi economici , mi pare che in pochi anni il partito nazionalsocialista riportò la Germania a essere un colosso economico dopo il baratro politico e finanziario della repubblica di Weimar. Fra l’altro se un pezzetto di territori turco in europa giustifica l’ingresso nella UE perché non imbarcare anche la Russia di Putin.Un paese con enorme crescita economica enormi giacimenti di materie prime e quanto a libertà e democrazia è la svezia in confronto alla Turchia.Certo ci sarebbe il dettaglio della Cecenia ma insomma , sti ceceni non saranno mica meglio dei curdi.

lik

@ Steve

Ma cosa sono spot pubblicitari propagandistici i tuoi post? Dice sempre la stessa cosa sulla Turchia. L’Europa è già entrata in crisi con l’allargamento ad est, tra parentesi l’entrate in Europa non ha impedito alla Polonia di finire in mano agli integralisti cattolici. L’entrata della Turchia significa la morte politica dell’Europa, non andiamo già d’accordo adesso. Poi noi laici siamo liberi di pensare un po’ quello che vogliamo sull’entrata della Turchia, cosa sono questi imperativi su di un argomento complesso? Vedremo tra dieci anni in che condizioni sarà la Turchia, teniamo conto che sarebbe lo stato più popoloso dell’UE. Nel frattempo continua pure con i tuoi messaggi propagandistici. Ma dimmi ti pagano?

Magar

@lik
“Messaggi propagandistici”?
Mi pare che Steve abbia solo espresso la sua opinione sull’argomento, e alla fine abbia detto che a suo avviso ogni laico dovrebbe condividere questa idea.
Comunque anche a me piacerebbe più vedere la Turchia in Europa, piuttosto che a braccetto con Assad e Ahmadinejad. Più che gli estremisti islamici violenti (che renderebbero la Turchia indegna di far parte della UE tanto quanto la ‘ndrangheta rende indegna l’Italia, a mio parere), mi preoccupano un certo scarso rispetto per i diritti umani, e il fatto che a guardia della laicità siano preposti i militari. Se si iniziasse a risolvere alcuni di questi punti (ho letto che il governo sta pensando a una riforma della Costituzione parzialmente in questo senso), sarebbe davvero il caso di sottrarre una possibile pedina ai signori del terrore globale.
Spero di non venire giudicato anch’io al soldo di non si sa bene chi.

Magar

Ah, per la precisione: per me i successi economici NON sono, da soli, un buon motivo per accogliere un paese nella UE.

ren

Per me è meglio che la turchia stia fuori. E’ una bomba ad orologeria. I vari governi turchi non riescono a difendersi dall’invadenza islamica. Noi non riusciamo ad arginare l’invadenza cattolica e bigotta, va a finire che dobbiamo anche sopportare quella mussulmana. Basta con gli stati teocratici.

lik

@ Magar

Steve ripete sempre lo stesso messaggio ad ogni post sulla Turchia, che bisogna fare entrare la Turchia pena il suicidio dell’Europa, che se la lasciamo fuori è poi colpa nostra se finisce in mano agli islamici (ma quali poi?). Allora io vorrei sapere de voi, se vi sembra che l’entrata dei paesi dell’est abbia rafforzato l’idea di Europa e se l’Europa sia riuscita ad impedire la deriva integralista in Polonia. E poi vorrei ancora sapere quale sono le vostre garanzie che i deputati turchi al parlamento eruopeo voterebbero mozioni laiche (visto che diventeranno la maggioranza relativa). Se vogliamo fare dell’Europa un mercato economico e non un polo per i diritti civili e laici facciamo entrare la Turchia. Guardate un po’ chi c’è a sostenerla la Gran Bretagna che è il paese più antieuropeo, fuori da schenghen e dall’eruo. Se invece vogliamo un polo per i diritti civili e laici, la Turchia ne ha ancora tanta di strada da fare ed è un ragionamento molto stupido dire c’è già l’Italia facciamola pure entrare. A quel punto gli stati bigotti saranno in maggioranza.

GMF

Comunque anche a me piacerebbe più vedere la Turchia in Europa, piuttosto che a braccetto con Assad e Ahmadinejad

Ma si può saper cosa significano questi slogan?
Cosa hanno a che fare Assad e Ahmadinejad?
La Siria è un paese arabo, governato da un partito, il baath che si proclama laico. l’ iran non è un paese arabo ed è governato da un regime teocratico.L’iran è un paese pressochè totalmente sciita la siria ha una maggioranza sunnita e due cospicue minoranze quella cristiana (10%) e quella alauita (11%).Assad appartiene al gruppo alauita che di fatto detiene il potere .La Siria è in assoluta controtendenza rispetto a tutti gli altri paesi a maggioranza mussulmana, arabi o non.In nessun altro paese mussulmano si è provveduto ad abolire nella scuola l’insegnamento di qualsiasi religione nelle scuole ribadendo come ha fatto il ministro degli affari religiosi siriano “la necessità di lasciare spazio allo sviluppo mentale e culturale nelle scuole, evitando qualsiasi manifestazione religiosa, perché il fanciullo deve crescere sotto un clima neutrale, senza essere costretto a subire le pressioni degli altri”.Non mi consta che Ahmadinejad abbia la stessa opinione.(Per la verità neppure Fioroni se vogliamo essere precisi).L’attuale governo turco sta facendo tutto quello che può per abbattere lo stato laico.Se non ci fossero i militari turchi oltre all’Iran avremo un’altra teocrazia anche se in salsa sunnita.Siamo proprio sicuri che per l’europa laica e tollerante Assad sia più pericoloso di Erdogan? A me pare il contrario.

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